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A rischio il servizio psichiatrico di diagnosi e cura di S.M. Nuova?

Oggi pomeriggio presidio contro la chiusura. La precisazione dell'Azienda USL. Il Collettivo universitario Codice Rosso delle facoltà di Medicina e di Psicologia, nel 40° della legge Basaglia organizza una tre giorni sul tema della salute mentale

Firenze – Oggi pomeriggio si è svolto un presidio contro la chiusura dello SPDC, all'ingresso di Santa Maria Nuova. Si è trattato di un'assemblea organizzata dai rappresentanti degli utenti con disagio psichico, da operatori del settore e rappresentanti sindacali davanti alla portineria.

"Inaccettabile l'ennesima scelta di esternalizzazione della Sanità fiorentina con il rischio della chiusura del servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell'Ospedale Santa Maria Nuova, che si vorrebbe spostarlo a Villa Ulivella, a Careggi, in una struttura privata". Lo denuncia Miriam Amato, consigliera di Potere al Popolo, che annuncia una sua interrogazione in Consiglio Comunale, dopo aver ricevuto una segnalazione sulla scelta del direttore generale della ASL centro della Toscana. "Non c'è pace per chi ha problemi di salute mentale - aggiunge la consigliera - infatti l'ASL intende anche ridimensionare e tagliare le funzioni del presidio sanitario del lungarno Santa Rosa, nonostante le ripetute e vibranti proteste della popolazione, e trasferire in altri luoghi i servizi di salute mentale attualmente presenti, per far posto agli uffici dell'assessorato alla salute della Regione Toscana".

In propostio l'Azienda precisa che: "Obiettivo irrinunciabile è di mantenere il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura nell'ospedale Santa Maria Nuova. L'analisi dell'ufficio tecnico ha evidenziato al momento la non presenza di uno spazio sostitutivo provvisorio all'interno dell'Ospedale che permetta il trasferimento temporaneo del SPDC per effettuare i lavori necessari per la ristrutturazione". La Direzione Aziendale ha incontrato i rappresentati della Consulta della Salute Mentale del Comune e dell'Azienda insieme con il Direttore del Dipartimento aziendale Salute Mentale e con loro si è approfondita la complessità legata appunto ai problemi di ristrutturazione. Un'ipotesi presentata dalla Direzione è quella relativa ad un provvisorio trasferimento del SPDC presso struttura alternativa provvista oltre che di idonei ambienti anche di specialità mediche e chirurgiche, disponibili in caso di necessità. Comunque si è stabilito, insieme, di costituire un "gruppo di approfondimento" formato dall'Azienda, dai rappresentanti della Consulta, dai lavoratori del settore, invitando anche l'amministrazione comunale, per un confronto aperto e costruttivo sulla migliore soluzione per i pazienti e gli operatori.

In occasione del 40° della legge n.180 i collettivi Codice Rosso, della facoltà di Medicina, e Laboratorio 15, della facoltà di Psicologia, propongono un percorso di analisi critica e di discussione sui grandi temi sviluppati da Basaglia, dalla sua equipe e da quel particolare momento storico. “La chiusura dei manicomi, la lotta alla contenzione, la deistituzionalizzazione del percorso di cura sono fondamenti necessari per la comprensione dell’attualità e delle contraddizioni della salute mentale oggi. Come studenti di Psicologia e Medicina sentiamo la necessità di reintrodurre questi temi nel nostro percorso formativo, perché crediamo che ci sia ancora molto da fare al riguardo, sia per quanto riguarda l’applicazione della legge stessa, ad oggi rimessa alle influenze delle singole realtà territoriali, sia rispetto alla tendenza persistente di stigmatizzazione e criminalizzazione del disagio psichico.” L’iniziativa si svilupperà su tre giornate 13, 14 e 16 marzo 2018:

  1. In apertura la facoltà di Psicologia in via della Torretta 16, alle 14.30, ospiterà un dibattito sugli aspetti storici e politici dello sviluppo della legge n.180. Gli interlocutori presenti saranno Peppe dell’Acqua, psichiatra e collaboratore di Franco Basaglia e Patrizia Guarnieri, storica e docente di Storia culturale e sociale.
  2. Il secondo incontro invece offre uno sguardo sull’attualità, per conoscere quali sono oggi le strutture sanitarie adibite alla cura di coloro che soffrono di disagio psichico e per approfondire il ruolo dello psicologo nella sanità pubblica. Interverranno Walter Ciardo, primario di psichiatria dell’ospedale Santa Maria Annunziata (Ponte a Niccheri), un rappresentante dell’Ordine degli psicologi della Toscana, Kevin Nicolini (associazione Franco Basaglia di Trieste), Andrea Pozza e Nicoletta Giaquinta (psicologi AIDET). I Chille de la Balanza negli spazi di San Salvi a partire dalle ore 15.30 e poi, alle ore 21, passeggiata- spettacolo “C’era una volta…il manicomio”.
  3. Il filo conduttore della terza giornata saranno le criticità legate alle pratiche contenitive ancora oggi in uso, quali l’abuso di TSO e la contenzione meccanica e chimica. La discussione si terrà nuovamente in uno spazio universitario - Plesso di Scienze della Formazione in Via Laura 48, Aula 11- alle ore 15.30, insieme a Vito D’Anza,psichiatra e direttore del DSM di Pistoia, e Piero Cipriano, psichiatra e autore della Trilogia della Riluttanza (“Il manicomio chimico”, “La fabbrica della cura mentale” e “La società dei devianti”).
  4. Il percorso si concluderà con uno stage teatrale tenuto da Chille de la Balanza e dal titolo “E tu slegalo subito” con la realizzazione di una performance che si svolgerà domenica 18 marzo ore 21. L’esperienza vuole far acquisire la conoscenza di sé e la consapevolezza del proprio essere intorno ad un tema di forte valenza sociale come il superamento della contenzione. Il testo teatrale si basa sull’omonimo scritto di Giovanna del Giudice sulla storia di Giuseppe Casu, morto nel 2006 dopo essere stato legato mani e piedi per sette giorni consecutivi nell’SPDC di Cagliari.

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