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Abusivismo commerciale: quasi 800 articoli sequestrati dalla Polizia Municipale

Controlli in centro nel fine settimana: multa da 5.000 euro per tre venditori. Abitazioni trasformate in laboratorio a Prato. Nelle case trovati 33 posti letto e 30 macchinari. Un lavoratore clandestino nella stamperia con macchinari non a norma nel Macrolotto Uno

Continuano gli interventi della Polizia Municipale contro l’abusivismo commerciale. Nel fine settimana gli agenti del Reparto Antidegrado hanno effettuato numerosi controlli all'interno del Quadrilatero Romano, in particolare nelle aree di piazza del Duomo-piazza San Giovanni, piazza della Signoria-Ponte Vecchio, San Lorenzo-via Sant'Antonino-via Panzani. Gli interventi sono proseguiti anche in orari notturno, soprattutto nelle zone del Duomo e piazza Signoria. Complessivamente sono stati sequestrati 793 oggetti, per la maggior parte poster, giocattoli e accessori di abbigliamento. Per tre i venditori abusivi è scattata la multa da 5.000 euro per violazione della legge regionale sul commercio.

"L'attività di controllo sul territorio è costante, non possiamo permettere l'esistenza di situazioni di pericolosità come quelle trovate questa mattina". Il sindaco di Prato Matteo Biffoni sottolinea l'importanza delle continue ispezioni e indagini della Polizia Municipale per contrastare il diffondersi del fenomeno delle case-laboratorio, come quelle trovate questa mattina dagli agenti in via Zipoli. Due terratetto dove avevano sede due diverse confezioni per produzione di abiti pronto moda. In una sono stati individuati 9 posti letto e 14 macchinari, con una conduzione della produzione a livello familiare. Secondo quanto riferito in un primo momento da una persona che viveva e lavorava sul posto, nell'abitazione è stata trasferita parte della produzione di una ditta esistente in un magazzino in via del Campaccio. Nella casa accanto, sempre un terratetto, sono stati trovati dagli agenti 24 posti letto e 16 macchinari. In entrambe le abitazioni sono state identificate le persone presenti, tutte regolari sul territorio, e sono stati riscontrati precari stati igienico-sanitari, presenza di bombole, cavi della corrente non messe in sicurezza. Sono stati denunciati i due titolari di fatto delle attività e al vaglio dell'autorità giudiziaria sarà sottoposto il sequestro di immobili e macchinari per molteplici violazioni come omissione delle cautele di prevenzione antincendio, violazione delle norme sulla sicurezza, ampliamenti non autorizzati, violazione norme antiinfortunistica e gestione illecita di rifiuti speciali, poichè non risultano registri di smaltimento degli scarti tessili della produzione.

Alla Camera di Commercio la ditta aveva dichiarato di svolgere come attività principale l’attività di vendita, sia in forma ambulante, che a posto fisso, di abbigliamento; in realtà aveva aperto anche una unità locale dove esercitava l’attività di finissaggio dei tessili senza aver ancora ottenuto la preventiva autorizzazione ambientale e dove era impiegato anche un cittadino in stato di clandestinità. Per questo motivo l’unità operativa di Polizia Ambientale della Municipale, congiuntamente a personale del dipartimento Arpat ha sottoposto a sequestro penale due macchinari (calandre) dai quali si generavano le emissioni espulse mediante tubature nell’ambiente circostante, non autorizzate. L'accertamento eseguito presso una stamperia a conduzione cinese situata nel Macrolotto uno è di pochi giorni fa e si inserisce nell’ambito dei controlli interforze volti a verificare le attività produttive con impatto ambientale sul territorio. Gli investigatori hanno ricostruito l'intero ciclo produttivo dell’azienda, arrivando ad accertare che, nonostante la domanda di autorizzazione ambientale fosse stata presentata nel mese di marzo 2018, l’azienda aveva già cominciato ad esercitare l’attività lavorativa a fine del mese di Dicembre del 2017. Al momento dell’accesso sono stati rinvenuti al lavoro numerosi operai, tra i quali uno è risultato privo di documenti. Quest'ultimo è stato foto segnalato e denunciato dalla Polizia Municipale per lo stato di clandestinità sul territorio italiano. L’ispettorato del lavoro, dal canto suo, ha rilevato la presenza di tre lavoratori a nero, procedendo pertanto con la sospensione dell’attività imprenditoriale. E' risultato assente il registro di carico e scarico dei rifiuti, motivo per il quale la Polizia Ambientale ha proceduto ad elevare specifica sanzione, procedendo con il sequestro amministrativo di tutti i macchinari. Nel piazzale della ditta è stata rinvenuta una situazione di degrado generale, con rifiuti urbani e di varia tipologia accatastati, il che ha comportato l’emissione di un’ulteriore sanzione e l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi da parte del titolare dell’azienda. Accertate anche violazioni circa la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e antincendio da parte dei vigili del fuoco e degli ispettori ASL.


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