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Mostre — rubrica a cura di Nicola Novelli

Arte: la Madonna col Bambino di Ambrogio Lorenzetti torna a casa, tra le sale del Museo Ghelli

Da Siena, dove l’opera è stata esposta in occasione della grande mostra, a San Casciano, luogo di origine. Il sindaco Massimiliano Pescini: “per la comunità di San Casciano rappresenta una nuova occasione per riappropriarsi della storia del nostro territorio. Rivolgo un sentito ringraziamento alla Soprintendenza, a Don Massimiliano, agli organizzatori della mostra, al Comune di Siena per l'importante occasione di restauro ed esposizione dell'opera”

SAN CASCIANO, 12 aprile 2018. Conclusa la mostra senese, il grande evento che ha acceso i riflettori sull’arte dei Lorenzetti, la Madonna col Bambino di Ambrogio torna a casa. Il capolavoro è stato ricollocato al centro di una delle sale più ampie del Museo Ghelli di San Casciano per rivivere, attraverso lo sguardo rapito dei suoi osservatori, lo splendore riacquisito grazie all’intervento di restauro terminato nell’ottobre 2017. L’opera che risale al 1319, attribuita ad Ambrogio Lorenzetti da Carlo Gamba 1910 (Archivio Carocci), è la più antica realizzata dal maestro senese. La Madonna si caratterizza per la luce, la vivacità cromatica presente in tutte le sue parti originali, il trono, il volto della madonna, il corpo del bambino. Il ritorno dell’opera è avvenuto sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Firenze e delle Province di Prato e Pistoia.“L'opera – spiega l’assessore alla Cultura Chiara Molducci - firmata e datata secondo un’attitudine comune ai Lorenzetti che identificavano ogni loro lavoro, venne realizzata per la Chiesa di Sant’Angelo Vico l'Abate, tra le colline di San Casciano Val di Pesa e dal 1984 è custodita tra le sale del Museo civico di arte sacra, intitolato a Giuliano Ghelli, di San Casciano. La sua funzione era legata alla preghiera e alla contemplazione”. Il manto vigoroso esaltato dal colore blu, simbolo di misticismo, la vivacità del bambino in un atteggiamento di affettuosa intimità avvolto in un tessuto rosso, il movimento sinuoso e morbido della veste, il trono intarsiato di rara manifattura rappresentano la prima esperienza mariana a Firenze di Ambrogio Lorenzetti, caratterizzata dalla bellezza, naturalistica e contemplativa, dell'arte trecentesca.
Il Comune di San Casciano ha reso omaggio ad Ambrogio Lorenzetti con un ricco programma di conferenze e incontri confezionato da Nicoletta Matteuzzi, coordinatrice del Sistema museale Chianti Valdarno, e Mesy Bartoli negli spazi del museo Giuliano Ghelli. Per il 12 maggio è stata organizzata nella sala conferenze della biblioteca comunale una nuova conferenza sull’opera di restauro. “L'opera più conosciuta del nostro museo civico - dichiara il sindaco Massimiliano Pescini – è stata protagonista della grande mostra senese dedicata ad Ambrogio Lorenzetti. Per la comunità di San Casciano rappresenta una nuova occasione per riappropriarsi della storia del nostro territorio. Rivolgo un sentito ringraziamento alla Soprintendenza, a Don Massimiliano, agli organizzatori della mostra, al Comune di Siena per l'importante occasione di restauro ed esposizione dell'opera”. L’intervento di restauro conservativo è stato realizzato da un team di restauratori Andrea e Lucia Dori, Roberto Buda e per le analisi e le indagini di diagnostiche Susanna Bracci e Barbara Salvadori dell’Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali CNR. L'organizzazione delle conferenze è stata curata dagli Amici del Museo di Impruneta e San Casciano “M. Possenti”, Regione Toscana, Comune di San Casciano, Sistema Museale del Chianti e del Valdarno fiorentino”.


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