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​Arte Povera in lutto: addio a Jannis Kounellis

Il cordoglio del sindaco Nardella che solo pochi giorni fa lo ha incontrato a Palazzo Vecchio per il nuovo allestimento estivo al Forte Belvedere sull'Arte povera

“Prima viene l’uomo poi il sistema, anticamente era così. Oggi è la società a produrre e l’uomo a consumare. Ognuno può criticare, violentare, demistificare e proporre riforme, deve rimanere però nel sistema, non gli è permesso di essere libero. Creato un oggetto, vi si accompagna”. Questo è l'incipit del manifesto dell'Arte Povera di Germano Celant del 1967, manifesto che vede fra i suoi principali esponenti Jannis Kounellis.

Greco di nascita, ma da oltre 60 anni a Roma, muore all'alba del 17 febbraio, ad 80 anni, nella città che ha dato i natali al gruppo dei “poveristi”, con le prime mostre e le prime provocazioni, fra cui la famosa mostra in cui Kounellis, nel 1969, portò nella Galleria L'Attico ben 12 cavalli vivi, come fosse una scuderia anziché uno spazio espositivo e li espose, invece, come fossero installazioni artistiche anziché animali.

Kounellis è molto noto per le opere pittoriche della serie “Alfabeti”, dove numeri, lettere o simboli, sono i soggetti nudi e crudi dei suoi dipinti. È altresì noto per opere/installazioni con svariati materiali, come metallo, legno, sacchi di juta, gesso, carbone ed altri materiali di uso comune.

Dall'entrata all'Accademia di Belle Arti di Roma poco più che ventenne, alla prima mostra romana del 1960; dalle mostre internazionali all'inizio degli anni '70 fino a quelle dei giorni nostri; due partecipazioni alla Biennale di Venezia, nel 1972 e nel 2015.

Appena appresa la notizia della morte il primo cittadino di Firenze ha detto “Ci ha lasciato un maestro, uno dei precursori dell’Arte povera, autore di performance indimenticabili, tra le quali spicca una installazione allestita nella Galleria dell’Accademia di Firenze per i cinquecento anni dalla creazione del David di Michelangelo, nel 2004. Il legame con Firenze è sempre stato forte per Kounellis – afferma Nardella -. Nel 2015 il maestro fu protagonista di un appuntamento dell’Estate fiorentina, al Museo del Bargello, con la sua opera Aprire Venere. Quest’anno aspettavamo Kounellis – continua Nardella – per la nuova mostra che inaugureremo questa estate al Forte di Belvedere, insieme ad altri artisti dell’Arte povera e solo pochi giorni fa il maestro era venuto a trovarmi a Palazzo Vecchio, proprio per parlare di questo progetto”.

Kounellis adesso continuerà a vivere attraverso le sue opere ed i libri che parlano di lui, il suo nome è, per usare un termine sportivo, nella Hall of Fame dell'arte contemporanea, impresso a fuoco nell'indice degli artisti contemporanei di rilievo, come esecutore e rappresentante di 60 anni di arte. Grazie maestro per ciò che ci hai lasciato. 

In foto: Jannis Kounellis, Senza titolo, 1989, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli - Courtesy of Press Office - Foto di Luciano Romano

Giacomo Ferri
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