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Psicologia - Le realtà invisibili — rubrica a cura di Angela Pia Giampalmo e Serena Gallorini

Autostima, come aumentarla e migliorarsi: ecco alcuni consigli

Le psicologhe affrontano un tema molto delicato che condiziona il nostro vivere quotidiano

A tutte le persone capita nella vita di attraversare periodi in cui si ha scarsa sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacità e la mente mette in atto dei veri e propri auto-sabotaggi che ostacolano il raggiungimento dei propri obiettivi. In seguito alle domande che abbiamo ricevuto dai lettori della rubrica “Le Realtá invisibili”, abbiamo deciso di trattare in questo articolo la tematica dell’autostima.
L’autostima è uno dei mattoni fondamentali per una vita equilibrata: conoscersi e amarsi per quello che si è con i propri punti di forza e debolezza ci permette di affrontare sfide e quotidianità. 

Cosa è?
Quanto valgo? E’ questa la prima domanda alla quale dobbiamo rispondere quando parliamo di autostima. L’autostima è la capacità di ognuno di noi di stabilire autonomamente il nostro valore, ovvero stimare quanto valiamo per noi stessi.
A costituire il processo di formazione dell’autostima vi sono due componenti: il sé reale e il sé ideale. Il sé reale non è altro che una visione oggettiva delle proprie abilità; detto in termini più semplici corrisponde a ciò che noi realmente siamo. Il sé ideale corrisponde a come l’individuo vorrebbe essere.
L’autostima è quindi il risultato delle nostre esperienze confrontati con le aspettative ideali.
Maggiore sarà la discrepanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere,minore sarà la stima di noi stessi.

Come si forma?
L’autostima di una persona è strettamente influenzata dal tipo di relazioni che ha instaurato con gli altri nel corso della sua vita. In questa vasta rete di interazioni, bisogna porre particolare attenzione a quelle che il bambino costruisce con la sua figura di riferimento che dovrebbe garantire vicinanza e sicurezza. Questo tipo di relazione si definisce attaccamento ed è un elemento che influenzerà il tipo di autostima che svilupperemo nel futuro.
Nel caso di attaccamento sicuro l’adulto di riferimento avrà assolto alle due funzioni di vicinanza e sicurezza per cui il bambino svilupperà un senso di fiducia in sé che gli permetterà di gestire anche le situazioni più critiche, gettando quindi le fondamenta per una buona autostima.
Al contrario, se il bambino sperimenterà con la figura di riferimento una relazione instabile e più vulnerabile, non si sentirà protetto e sicuro, per tale ragione il tipo di fiducia che svilupperà nei confronti di se stesso sarà fragile, per cui avrà più probabilità di diventare un adulto con bassa autostima.

Quali sono le caratteristiche delle persone con bassa autostima? Solitamente le persone con bassa autostima non riescono a definire in modo chiaro il valore di se stessi ma vivono una sorta di insicurezza generalizzata che li rende incapaci di prendere decisioni. Il timore di sbagliare li porta ad agire sempre in ambiti conosciuti; il nuovo, il diverso, ciò che è sconosciuto aumenta il loro disagio interiore, infatti tendenzialmente si arrendono più facilmente quando si tratta di raggiungere un obiettivo, soprattutto se incontrano qualche difficoltà iniziale.
L’insuccesso è sempre attribuito alle proprie mancanze e difficilmente riescono a superare i sentimenti di delusione e di amarezza connessi ad esso. Qualora invece sperimentino un successo tendono a sminuire il successo raggiunto oppure ad attribuirlo ad un caso fortuito o esterno.

Quali caratteristiche hanno le persone con alta autostima? Le persone con alta autostima sanno riconoscere in maniera realistica i loro pregi ed i loro difetti, si impegnano per migliorare le proprie debolezze, partendo ed esaltando i propri punti di forza. Ciò denota una visione di se stessi mutevole e non rigida e statica, come nelle persone con bassa autostima, quindi una maggiore apertura verso l’ambiente e una maggiore fiducia. Anche l’insuccesso non viene vissuto in maniera assoluta perché tendono ad individuare sempre nuovi obiettivi.
Possedere un’alta autostima significa avere una limitata differenza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.

Come incrementare l'autostima? Per accrescere la percezione positiva di noi stessi dovremmo incrementare la nostra capacità di problem solving, poiché spesso l’autostima è legata alle proprie capacità di risolvere i problemi; considerare gli avvenimenti o le situazioni sfavorevoli che la vita ci pone davanti non come frutto delle nostre mancanze, poiché non possiamo controllare sempre tutto; migliorare la nostra capacità di autocontrollo; implementare il dialogo interno (self–talk) positivo.
L'autostima, può essere incrementata attraverso il dialogo positivo con se stessi, utilizzando la propria voce interiore.

In altre parole, se noi per primi inviamo dei messaggi positivi alla nostra mente, è molto probabile che le auto percezioni possano migliorare; stabilire degli standard adeguati: non occorre abbandonare i nostri sogni di gloria su passioni o attività anche se non siamo portati, basta non avere delle aspettative eccessive che contribuirebbero a confermare il nostro disvalore;un percorso di miglioramento progressivo fatto di piccoli passi laddove non eccelliamo è fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi.

“Nessuno può obbligarvi a sentirvi inferiori, senza il vostro consenso.” E. Roosevelt

Psicologia - Le realtà invisibili — rubrica a cura di Angela Pia Giampalmo e Serena Gallorini

Angela Pia Giampalmo e Serena Gallorini

Angela Pia Giampalmo e Serena Gallorini

Angela Pia Giampalmo: Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Firenze. Iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana n°6312. Svolge attività da libera Professionista, presso il proprio studio di Firenze e Prato offrendo consulenze psicologiche individuali, di coppia e familiari ad indirizzo sistemico-relazionale.

Serena Gallorini: Laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Firenze. Iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana n°6429. Svolge attività da libera Professionista, presso il proprio studio di Firenze offrendo consulenze psicologiche individuali, di coppia e familiari ad indirizzo sistemico-relazionale.

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