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Scomparsi in Toscana — rubrica a cura di Filomena D'Amico

Caso Ragusa condannato a 20 anni il marito, Gentile "Non parlerà mai"

Nicodemo Gentile di Penelope Toscana, parte civile al processo, commenta la sentenza in un'intervista rilasciata a Nove da Firenze

Svolta nel caso di Roberta Ragusa. Il marito Antonio Logli è stato condannato a 20 anni per omicidio volontario e distruzione di cadavere con interdizione perpetua dalla potestà genitoriale. La sentenza di primo grado è arrivata intorno alle 13 di oggi nel Tribunale di Pisa dal giudice Elsa Iadaresta a conclusione del rito abbreviato richiesto dall’imputato: giudice monocratico senza Assise. A marzo 2015 il Gup Giuseppe Laghezza si era espresso per il “non luogo a procedere”; la Cassazione successivamente ha invece ribaltato il giudizio stabilendo che gli elementi raccolti erano sufficienti perché il processo venisse celebrato.

L’ associazione Penelope che si è costituita parte civile per conto delle cugine di Roberta e che dunque rappresenta la famiglia di Roberta commenta così la sentenza : “E’ la vittoria della giustizia, di Penelope e delle donne che come Roberta invece di sentirsi protette nelle proprie mura devono constatare come quelle mura diventino una tomba. Soddisfazione dal punto di vista professionale, grande dispiacere dal punto di vista umano. Non bisogna dimenticare che i figli di Roberta da anni si confrontano con l’assenza della madre e ora dovranno iniziare a confrontarsi con un altro dramma: da un lato con la conferma che la madre è stata uccisa e che non si trova in una qualche località amena ma anche col fatto che ad ucciderla è stato il padre". Queste le parole a caldo dell’avvocato Nicodemo Gentile che parla di “tragedia mal gestita, di una congiura sentimentale ordita alle spalle di Roberta”. Secondo l’ipotesi accusatoria all’origine del delitto un matrimonio finito e aspetti economici da salvaguardare da parte del Logli: l’autoscuola di famiglia era intestata a Roberta e un divorzio avrebbe comportato notevoli difficoltà finanziarie.

Come giudica la decisione di non far scontare in carcere la pena? “Secondo noi non è questo il problema. L’importante è la giustificazione di un percorso, seppur parziale, ma che va ricordato era iniziato tutto in salita con una prima sentenza di non luogo a procedere. Riteniamo di aver dato un contributo importante per questa svolta; adesso però dobbiamo attendere di capire quali sono stati gli elementi che hanno condotto il giudice verso una sentenza di condanna. D’altra parte già in altri casi di cronaca, come quello di Alberto Stasi, l’imputato pur non avendo scontato la custodia cautelare in carcere poi è stato condannato in via definitiva.

Vi aspettate un ricorso? "Probabilmente i suoi legali faranno ricorso al tribunale del riesame" 

L'imputato fin'ora ha scelto di non parlare, pensa che cambierà la sua strategia? "Logli non parlerà mai. L’auspicio ovviamente resta quello che parli, ma non credo che muterà atteggiamento; si è sempre proclamato innocente e non credo darà contributi dichiarativi. L’ulteriore dispiacere è proprio questo: si sa chi l’ha uccisa ma non si sa dov’è. 

I tempi processuali: 90 giorni per il deposito delle motivazioni, 45 per il ricorso in Appello quindi presumibilmente si andrà a primavera inoltrata 

Scomparsi in Toscana — rubrica a cura di Filomena D'Amico

Filomena D'Amico

Filomena D'Amico — Giornalista pubblicista. Ha collaborato con Quotidiani locali e Radio toscane, cura la rubrica degli "Scomparsi in Toscana" in collaborazione con l'Associazione Penelope Toscana costituita nel 2012

E-mail: damicofilo@gmail.com


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