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Cocaina a San Salvi: ai clienti offerte tramite Whatsapp

​Dopo l'operazione del 2016, la Polizia di Stato arresta altri spacciatori che avevano ereditato la piazza

 Il supermarket della droga dentro al parco di San Salvi era ancora attivo. "Una piazza dello spaccio in cui l’attività illecita, ben avviata e con clienti fidelizzati, era stata ereditata da altri" spiega la Polizia.

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito nel capoluogo toscano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze - dr.ssa Anna Liguori - su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze - dr. Giovanni Solinas - nei confronti di sei soggetti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dell’attività di detenzione e spaccio continuato di cocaina e hashish nell’area di San Salvi.

Le indagini del Commissariato San Giovanni hanno avuto inizio dopo l’importante operazione che, nell’ottobre 2016, aveva portato alla cattura di altri cinque nordafricani accusati di aver creato una sorta di supermarket della droga proprio dentro il parco di San Salvi.

Pochi mesi dopo gli arresti che sembravano aver segnato la chiusura della centrale dello spaccio di hashish e cocaina nell’area che un tempo ospitava l’ex manicomio, gli investigatori, coordinati dalla Procura delle Repubblica, hanno potuto riscontrare che la cosiddetta “piazza dello spaccio” era già passata di mano e l’attività illecita, ben avviata e con clienti fidelizzati, era stata ereditata da altri.

Gli agenti del Commissariato San Giovanni hanno infatti continuato senza sosta a monitorare l’area teatro dello spaccio, arrivando nei successivi mesi a ricostruire una fitta rete di acquirenti di sostanze stupefacenti. Ha avuto inizio il nuovo filone d’inchiesta che si è poi sviluppato anche grazie ad una minuziosa attività tecnica di incrocio di tabulati, resa ancora più complessa dalla circostanza che i destinatari della misura utilizzavano spesso utenze intestate a terzi.

Sulla base degli elementi raccolti, gli inquirenti sono riusciti a dare un volto ai nuovi pusher che - tra San Salvi, via del Mezzetta e la Stazione di Firenze Rovezzano - avevano preso in eredità un’ininterrotta attività di spaccio - in molti casi dal carattere promozionale con offerte inviate tramite messaggi whatsapp - esercitata anche in pieno giorno e, talvolta, in prossimità di istituti scolastici.

Dei nove nordafricani destinatari della misura di custodia - 8 cittadini tunisini e 1 cittadino marocchino tutti di età compresa tra 22 e 46 anni - 3 sono attualmente ricercati, mentre gli altri 6 sono nel carcere di Sollicciano, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.


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