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Coronavirus: ecco l'ordinanza per assumere il personale sanitario

Giannoni (Nursind): “Tolte le mascherine a Pronto Soccorso e 118, inaccettabile la nuova ordinanza della Regione Toscana”. Potere al popolo: "Gravissime dichiarazioni del direttore del Pronto soccorso di Careggi Stefano Grifoni"

VIDEO — Firenze, 27 marzo 2020– Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha appena firmato l'ordinanza n. 19, quella che permette l'assunzione a tempo indeterminato di personale nell'ambito del servizio sanitario regionale. Le assunzioni riguardano tutte le professionalità necessarie nei percorsi di assistenza, diagnosi, cura e prevenzione. Si sta procedendo attingendo alle relative graduatorie disponibili presso Estar, l'ente strumentale della Regione Toscana che si occupa delle forniture di apparecchi e presidi per il Sistema sanitario regionale e, appunto, di tenere graduatorie e di istruire i bandi finalizzati alle assunzioni, per poi fornirle al tutte le Aziende sanitarie interessate.

“Abbiamo dato indicazioni di procedere – spiega il presidente Rossi – con chiamate in ordine di graduatoria. A ciascun candidato è stato comunicata un’Azienda di destinazione identificata da Estar distribuendo gli idonei tra le diverse Aziende in maniera uniforme secondo i fabbisogni definiti dalle stesse e le disponibilità di assunzione nelle tre Aree Vaste comunicate in fase di domanda di partecipazione. Ogni candidato ha due giorni di tempo per comunicare la sua accettazione. Per garantire la tenuta complessiva e la continuità dei servizi, tutti i medici risultati idonei e già assunti a tempo determinato, una volta superati i relativi concorsi saranno assunti a tempo indeterminato dall’Azienda presso cui prestano servizio, secondo l’ordine di graduatoria”.

L'ordinanza prevede inoltre che in caso di limitata disponibilità delle figure professionali attivabili con le misure predette, possano essere conferiti incarichi di lavoro autonomo a personale medico e infermieristico collocato in quiescenza e si ribadisce che questo può dichiarare la propria disponibilità contattando gli uffici del personale delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale. Si precisa infine che si sta procedendo con tutte le misure idonee a garantire massima celerità per la presa di servizio del personale e la continuità dei servizi in essere limitando, per tutto il periodo dell’emergenza la mobilità, tra Aziende o all’interno dell’Azienda, del personale già in servizio a seguito del conferimento di nuovi incarichi a tempo indeterminato o determinato. L'ordinanza ha validità di 90 giorni a decorrere da oggi. Le disposizioni che contiene possono essere oggetto di ulteriori integrazioni o di eventuali modifiche, in ragione dell’evoluzione del quadro epidemiologico e delle sopravvenute disposizioni normative o amministrative nazionali. Per una migliore comprensione di tutti i particolari tecnico amministrativi contenuti nell'ordinanza, la stessa viene allegata a questo comunicato stampa. Anche sulla base di quanto previsto da questa ordinanza, il Sistema sanitario regionale ha già provveduto o sta provvedendo all'assunzione di 433 Operatori socio sanitari, 1323 infermieri e 200 medici. Tanti sono quelli che si sono finora dichiarati disponibili a rispondere positivamente alla chiamata ricevuta. Ma in quest'ultimo caso i contatti e le proposte stanno proseguendo e si conta di arrivare prima possibile a raggiungere il fabbisogno, stimato in circa 400 medici. I tecnici di laboratorio già assunti o in corso di assunzione sono 31, i tecnici radiologi 51 e gli assistenti sanitari (addetti in particolare all'effettuazione dei tamponi) 17.

Mascherine anti-coronavirus solo nei reparti di terapia intensiva: tolti i dispositivi di protezione massima verso il Covid-19 dai reparti di Pronto Soccorso e dal Servizio di Emergenza Urgenza del 118. Il personale che trasporterà e accoglierà i pazienti affetti da Coronavirus non sarà protetto”. E’ il grido di allarme di Giampaolo Giannoni, segretario regionale del sindacato autonomo degli infermieri Nursind. “Quanto disposto dall’ordinanza numero 18 della Regione Toscana emessa in data 25 marzo 2020 è inaccettabile e offensivo verso gli operatori del sistema sanitario”, aggiunge.

“Se fino all’altro ieri le mascherine FFP2 e FFP3, considerate le uniche in grado di proteggere dal Covid-19, erano destinate a tutti i reparti più esposti, non solo ai percorsi Covid degli ospedali – spiega Giannoni - oggi si abbassano i livelli di protezione nei confronti del personale in prima linea a combattere questa guerra. Una decisione che può essere motivata solo in un modo: la mancanza di dispositivi di protezione sanitaria”. “Una decisione che ha dell’incredibile – aggiunge il segretario Nursind – così come sono del tutto inaccettabili le recenti dichiarazioni rilasciate dal Direttore del Pronto Soccorso di Careggi Stefano Grifoni, che ha ammesso che i tamponi non vengono fatti agli operatori sanitari perché molti risulterebbero positivi, con la necessità di procedere all’isolamento e la conseguente mancanza di personale negli ospedali”. “I positivi vanno tutelati: sia gli operatori del sistema sanitario che i cittadini. Considerato il considerevole aumento dei contagi tra il personale sanitario – aggiunge Giannoni – stiamo predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica affinché verifichi le responsabilità della Regione Toscana”. “Lo stato di emergenza è stato dichiarato già a gennaio – sottolinea il segretario del Nursind Toscana – ci saremmo aspettati che la Regione si attivasse già allora per reperire i necessari dispositivi di protezione personale. Invece ci ritroviamo a fine marzo a dover centellinare le mascherine, mettendo in gioco la salute degli operatori sanitari e degli stessi ricoverati nelle strutture ospedaliere”.

"Siamo rimasti attoniti quando abbiamo visto l'intervista rilasciata dal direttore del Pronto Soccorso di Careggi, Stefano Grifoni, al Tg Buongiorno Regione del 25 marzo -intervengono da Potere al Popolo- Grifoni il 25 mattina ai microfoni del Tgr ha affermato, con molti giri di parole, che fare i tamponi al personale sanitario è difficile perchè avrebbe ripercussioni a livello lavorativo, perchè in caso di positività sarebbero utili delle manovre che determinerebbero un allontanamento del personale attivo in questo momento. In pratica il direttore del pronto soccorso più grande della Toscana sembrerebbe voler dire che probabilmente l'utilizzo del tampone su larga scala sul personale sanitario lascerebbe sguarniti i pronto soccorsi perchè già si sa che oggi ci potrebbero essere dei casi positivi tra i lavoratori. E' chiaro che se così fosse nessuno si sentirebbe tutelato ad andare in Pronto soccorso. Come è chiaro che queste dichiarazioni sono in contraddizione con l'ordinanza promessa da ormai 10 giorni da Rossi e finalmente emessa ieri, che prescrive controlli nei confronti del personale sanitario attraverso test sierologico. Ci uniamo alle rappresentanze del personale sanitario di Careggi nel chiedere con forza, in quanto cittadini e utenti del servizio sanitario, dei chiarimenti da parte del direttore Grifoni sulle sue gravissime affermazioni. La tutela dei lavoratori e degli utenti va al primo posto".


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