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Coronavirus: la Fase 2 del trasporto pubblico

Dal 4 maggio oltre 900 corse giornaliere della tramvia, una ogni 4 minuti e 20’’ e potenziati i servizi locali nella città metropolitana. Il delegato Casini: "Incremento generale delle corse ma anche rinforzi specifici su tratte particolari su richiesta degli utenti". Filt Cgil: “Sì ai vigili a bordo col personale aziendale, no a riapertura porta anteriore”

Garantire ai cittadini di viaggiare in sicurezza sui mezzi pubblici. È questa la ratio alla base di quanto disposto dall’ordinanza in materia di trasporto pubblico locale. Per questo chi sale su tram e bus dovrà essere munito di mascherina e di guanti protettivi e rispettare la distanza di un metro dagli altri passeggeri, mentre spetterà ai gestori del servizio il controllo del rispetto delle misure di prevenzione sanitaria con il proprio personale. Nella prima fase transitoria i controlli relativi alle linee tranviarie saranno effettuati dalla Polizia Municipale e/o da volontari.

“Come Amministrazione il nostro obiettivo prioritario è garantire ai cittadini che si devono spostare per necessità di farlo in sicurezza - ha sottolineato l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti -. Abbiamo chiesto a Gest, con cui abbiamo un rapporto contrattuale diretto, un piano di sicurezza specifico e invitiamo la Regione Toscana a fare altrettanto con Ataf”. Entrando nel merito, l’ordinanza prevede una serie di regole precise per il trasporto pubblico, che come già annunciato dalla prossima settimana sarà potenziato rispetto al servizio attuale. “Stiamo lavorando per incentivare la mobilità alternativa - ha precisato l’assessore -, ad iniziare da quella ciclabile per la quale a breve inizieremo a realizzare 10 chilometri le piste provvisorie che si aggiungeranno ai 12 chilometri di percorsi in sede propria già approvati o in corso di approvazione che saranno completati entro l’anno. E poi lo sharing mobility anche con i nuovi mezzi che arriveranno a breve ovvero biciclette a pedalata assistita, monopattini e scooter”.

Ecco in dettaglio cosa prevede l’ordinanza per quanto riguarda il trasporto pubblico. Fermo restando i limiti agli spostamenti dalla propria abitazione imposti dalla vigente normativa statale e regionale, nell’ordinanza si invita i cittadini a preferire forme alternative di mobilità sostenibile, come, ove possibile, camminare o andare in bicicletta. Passando al trasporto pubblico, prima di tutto si invita i cittadini ad attenersi alla segnaletica installata alle fermate e alle indicazioni dei gestori in tema di accesso al servizio, con particolare riguardo all’acquisto dei titoli di viaggio, privilegiando l’acquisto dei biglietti in formato elettronico, online o tramite app. Molto stringenti le regole per utilizzare il mezzo pubblico che si rifanno direttamente a quanto a l previsto dal DPCM e alle altre disposizioni in materia. Oltre all’ovvio divieto di utilizzo da parte delle persone in quarantena e con sintomi come indicato dal DPCM del 26 aprile 2020, viene fortemente sconsigliato alle persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione alle quali si raccomanda di evitare di uscire se non nei casi di stretta necessità. Per i viaggiatori è obbligatorio indossare mascherine di protezione delle vie aeree e guanti protettivi, ed a rispettare costantemente la distanza di un metro dalle altre persone nel salire a bordo e nell’occupare i posti consentiti. Unica eccezione i bambini al di sotto dei sei anni, nonché le persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti. Fortemente consigliato prima e dopo il viaggio igienizzare le mani evitando di toccarsi il viso. A fronte degli obblighi per i viaggiatori, ci sono quelli per le aziende del trasporto pubblico: spetta infatti ai gestori il controllo del rispetto delle misure di prevenzione sanitaria, mediante il proprio personale. In via di prima applicazione e comunque fino al 13 maggio 2020, lo svolgimento delle attività di controllo sulle linee tranviarie, in considerazione del numero di corse che continuano ad essere effettuate e dell’attuale mancanza di personale idoneo in disponibilità da parte del concessionario, è assicurato dal Comune di Firenze mediante la Polizia Municipale e/o avvalendosi di volontari. Infine, con la riapertura del Parco delle Cascine torna percorribile anche la viabilità veicolare interna presente precedente e finora chiusa e il transito dei mezzi pubblici. Quindi da mercoledì 6 maggio sono ripristinati la fermata della linea tranviaria “Cascine Olmi” in entrambe le direzioni, i capolinea del trasporto pubblico su gomma “Le Cascine” e “T1 Cascine - Carlo Monni”, le fermate delle linee del Tpl “ Manifattura Tabacchi”, “Cascine”, “Cascine 02”, “Paisiello”, “Galoppo”, “Fonte di Narciso”, “Shelley”, “Ippodromo del Visarno”. In conseguenza del ripristino delle fermate sono eliminate le limitazioni ai percorsi degli autobus della linea 17C Coverciano-Viale Verga da e per il Parco delle Cascine e della linea 55 Poggetto-Ingegneria da e per T1 Cascine Carlo Monni al capolinea Ponte Alle Mosse.

Per salire sul tram è obbligatoria la mascherina , guanti, il rispetto del distanziamento ed è consigliato lavarsi le mani prima e dopo aver utilizzato il mezzo pubblico. Tutto questo nel rispetto delle ordinanze, sia nazionali che regionali e comunali.

“Invito tutti i passeggeri a rispettare queste semplici regole. Lo dico – ribadisce con forza l’Ad di Gest, Jean Luc Laugaa- nell’interesse vostro e di tutti. Rispettare queste regole serve a tutelare la vostra salute e quella degli altri passeggeri. Serve per viaggiare in sicurezza. Da domani si potrà utilizzare i mezzi pubblici con le stesse modalità con cui si va al supermercato: si entra pochi alla volta con la mascherina, rispettando la distanza.

Le nuove direttive e ordinanze (distanza di un metro tra i passeggeri) consentono un massimo di 44 persone per ogni tram, rispetto ai 270 che il mezzo può solitamente trasportare. Sono stati ridotti gli spazi all’interno delle tramvie e diversificato l’uso delle porte, riservando quelle in testa e in coda per l’entrata (frecce verdi), mentre quelle centrali destinate alla discesa (frecce rosse). Per questo, in accordo con l’Amministrazione comunale, abbiamo aumentato la frequenza ed esteso le fasce di punta, in modo da potenziare al massimo l’offerta. Nel caso che il tram arrivi in fermata già affollato, al massimo della capienza, si consiglia nel proprio interesse di attendere la corsa successiva, che transiterà dopo poco più di 4 minuti. Grazie al supporto del Comune di Firenze, il rispetto delle regole sarà assicurato dalla presenza sulle linee tranviarie di agenti della Polizia Municipale e/o avvalendosi di volontari.

Offriremo il massimo servizio possibile – conclude l’Ad di Gest - con corse ogni 4-5 minuti per l’intera giornata. Ai passeggeri chiediamo la massima collaborazione. Se si rispetteranno le regole e si seguiranno le indicazioni potremo garantire la mobilità in sicurezza, anche in questa fase critica”.

Orari e frequenze

 Il servizio sarà attivo tutti i giorni dalle 5.00 alle 00.30. Dal lunedì al venerdì ci sarà una corsa ogni 4’20’’ nelle fasce 6.30-10.30 e 16.00-20.30. Mentre tra le 10.30-16.30 ci sarà una corsa ogni 5 minuti. Nelle fasce 5.00-6.30 e 20.30-00.30 una corsa ogni 9 minuti. Il sabato e la domenica sono previste corse ogni 8-9 minuti. Tra le linee T1 e T2 ci sono leggere differenze tra le fasce orarie. La fermata Cascine rimane soppressa fino a martedì 5 maggio compreso. Rimane sospeso il servizio prolungato del fine settimana: tutti i giorni terminerà alle 00.30.

Da lunedì 4 maggio anche il servizio urbano sarà incrementato sulle così dette "linee forti" mentre quello extraurbano svolgerà, in modo graduale, il servizio secondo la programmazione "Feriale non scolastico".

"L'offerta" precisa il consigliere delegato al trasporto pubblico locale e alla mobilità della Città Metropolitana di Firenze Francesco Casini "è stata incrementata a livello generale di quasi il 30% ma anche con rinforzi specifici del servizio su tratte particolari per le quali abbiamo ricevuto puntuali segnalazioni da parte degli utenti". "E' una fase molto delicata - prosegue Casini - che richiede una totale riorganizzazione del sistema, per la quale è necessaria la stretta collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, che consenta di raggiungere gli obiettivi garantendo gli utenti e i lavoratori del settore. Vogliamo che tutti i cittadini della Metrocittà di Firenze, che sono oltre un milione, possano contare sul trasporto pubblico, un servizio per noi indispensabile e irrinunciabile, in modo pieno e completo". Parallelamente alla riorganizzazione saranno sviluppati nuovi canali di comunicazione attraverso i quali rendere disponibili e condividere le informazioni, le richieste e le segnalazioni che permettano di monitorare i servizi e apportare i correttivi necessari in costante rapporto con l'utenza. Già dalla prossima settimana saranno attivati i primi nuovi strumenti di informazioni e comunicazione metropolitani: fra essi una app per le prenotazioni dei posti a bordo, un nuovo canale telegram.

“Circa le disposizioni di oggi del sindaco di Firenze per quanto riguarda i bus, diciamo che l’azienda non ha ancora dato chiare disposizioni in merito per quanto riguarda l’utilizzo di personale a controllare il numero di persone a bordo o gli ingressi, ed in ogni caso, come per la tramvia, sarebbe opportuno che il personale Ataf fosse coadiuvato da agenti di Polizia municipale. Allo stesso modo, qualora ci fossero violazioni a bordo, l’unica direttiva è quella di contattare la sala radio, e non sappiamo quanto questo possa essere utile per mantenere il distanziamento sociale. Regole chiare e tutela dei lavoratori, del servizio e degli utenti sono necessarie -interviene Michele Lulurgas membro Rsu Ataf per Filt Cgil Firenze- Non siamo carne da macello: da quel che emerge dal confronto tenuto dai sindacati regionali e dall’assessore regionale alla mobilità e trasporti, inoltre, sembra che l’indirizzo della Regione per la Fase 2 in partenza dal 4 maggio 2020, sia quella di disporre la riapertura della porta anteriore dei bus, con il ripristino da tale porta dell’entrata passeggeri, e l’aumento dell’occupazione consentita dei bus fino al 50% della capienza omologata. Come Filt Cgil esprimiamo la nostra netta contrarietà a questa ipotesi, che ci pare assolutamente irragionevole, se non addirittura pericolosa per chi, gli autisti, dall’inizio di questa emergenza, ha fatto incessantemente il proprio dovere, in prima linea, e con molti meno ringraziamenti e celebrazioni (per non dire direttamente senza...) rispetto a tutte le altre categorie di lavoratori coinvolte in prima linea. Non siamo eroi e non ci sentiamo tali, ma chiediamo di poter svolgere il nostro lavoro in sicurezza, sicurezza che riteniamo verrebbe fortemente meno se venissero adottate le misure di cui si parla. Non siamo a conoscenza di casi di colleghi colpiti da COVID-19, e pensiamo che questo sia dovuto essenzialmente, se non esclusivamente, al fatto che gli autisti hanno potuto viaggiare con il dovuto distanziamento sociale e in autobus ragionevolmente utilizzati ad una capienza notevolmente limitata: cosa succederebbe se tutto questo venisse meno? Come si pensa che si possa preservare la salute di chi guida se continuamente in contatto con qualsiasi potenziale portatore del virus? Qual è il senso di impedire alla gente di andare in bar, ristoranti, o dai parrucchieri, se poi gli si consente di salire in 50 su un autobus urbano, che ha due minuscoli finestrini su 12 metri di lunghezza, e che sono senz’altro veicoli di contagio molto più pericolosi di un’ambiente grande ed arieggiato? E soprattutto, qual è il senso di imporre la separazione in salita ed in discesa quando poi sul bus tutti i passeggeri stanno accanto insieme ed appassionatamente? Ammesso che separare i flussi possa essere considerato fondamentale, riteniamo ci si possa arrivare facendo attendere i passeggeri che intendono salire, che quelli che devono scendere lo abbiano fatto, affidandosi al senso civico delle persone, e soprattutto garantendo ai lavoratori di Ataf di non poter essere considerati carne da macello. E ricordiamo alle istituzioni che non abbiamo avuto alcun pronunciamento da parte loro sulle nostre richieste di garantirci integrazione salariale”.


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