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Coronavirus: Fondazione CR Firenze finanzia 400 pasti al giorno per 3 settimane

Saranno distribuiti dalla Caritas che si occuperà della distribuzione alle persone singole e/o ai nuclei famigliari bisognosi che saranno indicati dai servizi sociali del Comune. A Prato Prato ogni settimana aiutate 250 persone senza rete familiare

La mancanza di reti familiari o sociali, la solitudine che nell'emergenza diventa bisogno di assistenza.

Fondazione CR Firenze finanzia 400 pasti giornalieri che saranno distribuiti dalla Fondazione Caritas per tre settimane. L’iniziativa fa parte del protocollo d’intesa siglato fra Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze e Fondazione Solidarietà Caritas, per dare sostegno al territorio che si trova ad affrontare l’emergenza legata al virus Covid-19. Per i pasti la Fondazione CR Firenze ha messo a disposizione un finanziamento di 50 mila euro che rientra nel primo stanziamento complessivo di 3,2 milioni di euro approvato dal Consiglio di Amministrazione per far fronte al Coronavirus. La Fondazione Caritas si occuperà della distribuzione dei pasti alle persone singole e/o ai nuclei famigliari bisognosi che saranno indicati dai servizi sociali del Comune di Firenze in base alle priorità riscontrate sul territorio. All’interno del protocollo è anche prevista la sanificazione di 5.000 mq di ambienti che saranno indicati dal Comune di Firenze, a seconda delle esigenze. L’amministrazione comunale ritiene che sia fondamentale infatti procedere con celerità in questa operazione, al fine di impedire una ulteriore diffusione del virus. Fondazione CR Firenze si è anche occupata di incaricare la ditta che si occuperà della sanificazione, in modo da accelerare i tempi della prestazione. Per questo servizio sono stati stanziati, sempre dal fondo per l’emergenza Coronavirus della Fondazione CR Firenze, quasi 63 mila euro.

“Queste iniziative sono il risultato della campagna di ascolto del territorio che ha intrapreso la Fondazione CR Firenze in modo da destinare in maniera mirata le risorse del primo stanziamento di 3,2 milioni di euro per far fronte all’emergenza coronavirus – afferma Luigi Salvadori, Presidente di Fondazione CR Firenze -. Ringraziamo il Comune di Firenze e la Fondazione Caritas per la collaborazione e confermiamo che la Fondazione CR Firenze proseguirà il suo impegno per cercare di alleviare i bisogni dei cittadini in questo momento così difficile”.

"Con questo protocollo si rafforza la collaborazione con Fondazione Caritas - ha detto l'assessore a Welfare, Accoglienza e Integrazione Andrea Vannucci -, che ogni giorno svolge una preziosa attività di sostegno alle persone più fragili della nostra città. Questa iniziativa è frutto di un importante lavoro di squadra tra Comune, Fondazione CR Firenze e Fondazione Caritas. Vorrei ringraziare la Fondazione CR Firenze per la spiccata sensibilità che dimostra verso le persone più in difficoltà: il suo sostegno è molto importante per Firenze".

“Ringrazio la Fondazione CR Firenze per la sensibilità e la generosità dimostrata firmando questo protocollo – aggiunge Vincenzo Lucchetti, Presidente della Fondazione Soliarietà Caritas - con esso si affrontano due temi cruciali in questo momento: da un lato la sanificazione (essenziale per combattere il Covid 19), dall'altro l'assistenza alle fasce più deboli e bisognose dei nostri concittadini. Con l'aiuto della Fondazione CR Firenze potremo preparare altri 400 pasti al giorno, che si aggiungono agli altri 600 che già prepariamo nelle nostre cucine per la distribuzione ai poveri”.

Anche a Prato è stato attivato un numero verde a disposizione di chi è anziano, disabile o invalido e ha la necessità di un aiuto per fare la spesa o acquistare medicinali. Un servizio del Comune di Prato in collaborazione con la Società della salute grazie a un finanziamento regionale: il numero verde 800 301650 è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 14, e nel corso dei giorni aumentano le richieste di aiuto, arrivate a circa 50 al giorno. Di queste solo il 10% riguarda persone già in carico o che potranno attivare un percorso con i servizi sociali per difficoltà economiche, mentre negli altri casi si tratta di persone che fuori dall'emergenza sono autonome da ogni punto di vista ma sole perché magari hanno familiari residenti in altre città. Il servizio viene effettuato grazie a 14 associazioni di volontariato di Prato. Il servizio viene effettuato anche negli alti Comuni della provincia, ciascuno con un proprio numero e una propria modalità, per un totale di 36 associazioni di volontariato del territorio provinciale coinvolte, alle quali vengono rimborsate le spese di trasporto. Per le persone in fascia economica debole, talvolta a causa della perdita del lavoro in questo momento di emergenza, sono previsti buoni spesa acquistati grazie al Comitato Pro emergenze della protezione civile, quando non si tratta di persone già seguite dai servizi sociali e in possesso delle tessere Caritas.

"Prato non lascia indietro nessuno, la nostra è una comunità e come tale deve andare avanti, unita e coesa, soprattutto in questo momento di emergenza - sottolinea il sindaco Matteo Biffoni -. Da subito ci siamo attivati per sostenere le fasce più fragili, da un punto di vista economico ma soprattutto sociale, per avviare un percorso di aiuto e collaborazione a chi non ha una rete familiare. Il numero verde messo a disposizione sta funzionando, ma questa è l'occasione per rivedere l'intera struttura sociale: aiutare i vicini di casa, fare la spesa per un anziano del proprio condominio, fare una telefonata alla persona che sappiamo vivere da sola sono gesti importanti che permettono di valorizzare quella rete di relazioni che spesso nella quotidianità si è sfilacciata". Il servizio attivato in occasione dell'emergenza Coronavirus troverà sviluppi anche successivamente: "Adesso ci sono risorse straordinarie arrivate dalla Regione che ci permettono di sostenere il servizio con le associazioni di volontariato, ma sicuramente è un'esperienza che dovrà avere un seguito per i periodo dell'anno più delicati come nei picchi di caldo dell'estate quando soprattutto gli anziani soli sono più fragili".

In queste settimane è stata potenziata anche la rete di sostegno per le persone senza fisse dimora. Sono 32 quelle già seguite giornalmente dai servizi, ma con il consolidamento dei centri si stanno aumentando sia i posti letto sia l'accoglienza diurna.- A oggi ci sono 15 posti presso il dormitorio La Pira, 6 nella palazzina ex Anci in via Roma, utilizzata in genere per l'emergenza freddo, e altri 6 posti in via di attivazione sempre presso l'ex Anci. Inoltre da ieri è partita l'accoglienza sia notturna sia diurna presso il centro di Viale Borgovalsugana dove su indicazione degli operatori di strada sono già state accolte 11 persone. Agli ospiti viene data la possibilità di fare una doccia, un monitoraggio dello stato di salute con misurazione della febbre e la consegna dei dispositivi (mascherine e gel lavamani). Sul territorio restano ancora persone che non si rivolgono ai centri ma che vengono raggiunti, soprattutto in orario serale e notturno, dagli operatori di strada che in collaborazione con la San Vincenzo, la La Pira e la Caritas offrono pasti caldi o buoni spesa e si accertano delle condizioni di salute delle persone più fragili. "I servizi sociali e tutto il mondo connesso sta facendo il massimo per non lasciare solo nessuno. In questa emergenza sanitaria è fondamentale aiutare chi vive nella marginalità e aiutare tutti coloro che sono in difficoltà. Prato lavora in modo coeso, la solidarietà è un pilastro della nostra città".


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