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"Coronavirus, in Toscana troppo personale sanitario ancora senza tamponi"

Stella e Marchetti (FI): "La Regione si sbrighi, serve screening di massa, anche per cittadini comuni. Si utilizzi il metodo drive thru". Marcheschi (Fdi): "Funzione preventiva oltre che diagnostica". Asili privati, Cellai, Villa e Giannelli: “Servono aiuti anche per queste strutture che sopperiscono alle lacune lasciate dalle strutture pubbliche”

Firenze, 25 marzo 2020 - "E' gravissimo che il personale sanitario della Toscana non sia ancora stato sottoposto in massa a tampone per il Covid-19. Sono ancora tantissimi i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che non sono stati sottoposti a tampone nella nostra regione, a differenza di altre come il Veneto, dove lo screening è in fase avanzatissima: credo che sia il minimo che si possa fare per chi è impegnato tutti i giorni per noi, e mette a rischio la propria salute. Chiediamo alla Regione Toscana di stilare un piano urgente, e di informare quotidianamente sullo stato di avanzamento della situazione, con un cronoprogramma dettagliato". Lo chiedono il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, e il capogruppo di Forza Italia a Palazzo del Pegaso, Maurizio Marchetti.

"Allo screening di massa del personale sanitario - sottolineano Stella e Marchetti - bisogna aggiungere la necessità di contenere i contagi da Covid-19 in maniera adeguata e per questo è importante, come suggerito da numerosi virologi, riuscire a scovare e isolare tra la popolazione gli asintomatici, che involontariamente possono rappresentare un veicolo di trasmissione. In quest'ottica prendiamo a esempio il modello di screening cosiddetto 'drive thru' (utilizzato con successo in vari Paesi), che consiste nell'allestire delle postazioni presso le quali l'utente giunge in auto e viene testato attraverso il finestrino dal personale, senza scendere dall'auto. E' un metodo intelligente per fare tanti tamponi evitando il contatto tra i cittadini".

Sui tamponi interviene anche Marcheschi, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. “Il caso dell’agente della Polizia Municipale del Comune di Firenze positivo al Covid-19 è la dimostrazione che, nonostante gli annunci stampa, i tamponi in Toscana ancora non si fanno tempestivamente -dichiara Marcheschi, che da giorni chiede alla Regione Toscana di adoperarsi per l’uso più esteso dei tamponi faringei- L’assessore Saccardi batta un colpo. Faccia luce sulla questione per cui all’agente il tampone sia stato fatto solo dopo il suo arrivo in ospedale. La funzione dei tamponi deve essere anche preventiva oltre che diagnostica. In questa fase avanzata del contenimento, come dimostra il caso della Lombardia, il tampone non ha solo la funzione di accertare la positività del paziente, ma è strategico per tracciare i contatti diretti delle persone con il paziente stesso. Questo è ancora più importante nel caso degli operatori sanitari e forze di polizia che quotidianamente sono a contatto con i cittadini. L’Asl disponga subito i tamponi ai 35 contatti stretti dell’agente che attualmente sono in quarantena, e si effettui l’analisi epidemiologica specifica per circoscrivere l’area di diffusione. Rossi e Saccardi avevano annunciato migliaia di tamponi, sono rimasti annunci però”.

Altra sottolineatura da parte di Forza Italia riguarda gli asili nido privati. “La sospensione delle attività didattiche, a seguito del propagarsi del Coronavirus, ha provocato, tra le altre cose, la temporanea interruzione dei servizi erogati dagli asili nido privati – affermano Jacopo Cellai, Capogruppo Forza Italia al consiglio Comunale di Firenze e Coordinatore cittadino azzurro, Tommaso Villa, vicecoordinatore cittadino e Giampaolo Giannelli, vicecoordinatore provinciale. “Asili nido privati che, non lo dimentichiamo svolgono anche una importante funzione sociale, sopperendo alle carenze degli asili comunali, accogliendo quindi i bimbi che non trovano posto nelle strutture pubbliche”.

“La mancata corresponsione delle rette mensili, conseguente alla mancata erogazione dei servizi da parte delle strutture, la mancata effettuazione degli open day – continuano gli azzurri – conducono alla logica conseguenza delle gravi difficoltà economiche per le aziende che gestiscono gli asili nido privati con rischi, in numerosi casi, per la riapertura degli stessi”.

“Si tratta – proseguono Cellai, Villa e Giannelli – di servizi essenziali forniti alla comunità, che vanno incontro alle esigenze delle famiglie, e che riguardano un numero consistente di strutture, di addetti, di bimbi ospitati, sia a Firenze città che in provincia. È quindi fondamentale – concludono all'unisono – che a livello governativo, regionale e comunale siano previsti aiuti a sostegno di queste strutture, affinché possano nuovamente ricominciare le loro preziosissima attività non appena l'emergenza sarà passata”.


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