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Mostre — rubrica a cura di Antonio Patruno

Dalla gola del leone: le tracce dell'antico senso del sacro

All'Oratorio di S. Caterina (Ponte a Ema) dal 5 al 27 ottobre le opere di quattro artisti toscani: Lorenzo Bonechi, Luigi Fatichi, Frank Dituri e Mauro Manetti. Esposizione curata da Monsignor Timothy Verdon

FIRENZE, 3 OTTOBRE 2019 - Dopo aver fatto tappa in altre città d’Italia, approda nel comune di Bagno a Ripoli la mostra “Dalla gola del leone”, allestita negli spazi dell’Oratorio di Santa Caterina (via Del Carota, 31, Ponte a Ema). L'inaugurazione è in programma per sabato 5 ottobre, alle 17.30.

Curata dal direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, Timothy Verdon, l’esposizione rende visibili le opere di quattro artisti, tre toscani di nascita ed uno di adozione: Lorenzo Bonechi (scomparso nel 1994, ad appena 39 anni), Luigi Fatichi, Frank Dituri (artista italo-americano che da anni vive in Italia) e il direttore della Laba di Firenze, Mauro Manetti.

Si tratta di pitture, mosaici e fotografie che celebrano le tracce, nel mondo secolarizzato, dell'antico senso del sacro che da sempre illumina l'uomo. Tutti gli artisti hanno, in modi diversi, nostalgia dell'arte sacra di altri tempi e invitano il visitatore a riscoprire la bellezza e l'incisività del passato in modo nuovo, alla luce della realtà di oggi. Una sorta di realismo mistico: un viaggio profondo condotto attraverso gli occhi dello spirito.

Il titolo della mostra fa riferimento ad una citazione tratta dalla Bibbia, dal libro del profeta Amos, precisamente dal terzo capitolo dove il profeta dice: “Come il pastore strappa dalla bocca del leone due zampe o il lobo di un orecchio, così scamperanno i figli di Israele”. Un chiaro riferimento al senso del progetto, che accende i riflettori sul senso quotidiano del divino.

Questi artisti ci portano oltre le apparenze fisiche, visive: tutti e quattro cercano il senso recondito e vitale delle cose - scrive il direttore Timothy Verdon nelle note critiche -. Tutti e quattro ci conducono oltre il velo che normalmente separa la nostra quotidianità dall'eternità di Dio. Sono quindi artisti letteralmente apocalittici, che levano il velo, che rivelano ciò che sta oltre il velo, che rivelano il Deus absconditus, il Dio nascosto, colui che, per ora, vediamo solo in maniera imperfetta come in uno specchio”.

La mostra - che unisce l'estro artistico di quattro importanti nomi sotto il coordinamento generale di un esperto di arte sacra di fama mondiale - resterà visitabile fino al prossimo 27 ottobre. Domenica 6, 13, 20 e 27 ottobre sarà aperta dalle 15 alle 18. Tutti gli altri giorni: apertura su appuntamento.


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