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Scomparsi in Toscana — rubrica a cura di Antonio Lenoci

David Rossi, il caso 5 anni dopo: Carolina Orlandi e Davide Vecchi a Radio Fiesole

Era il 6 marzo 2013 quando David Rossi, manager del Monte dei Paschi muore in circostanze ancora da chiarire

Il caso della morte del dirigente della Comunicazione del Monte dei Paschi a distanza di 5 anni continua  a far discutere. Dopo il libro inchiesta di Davide Vecchi, è stata Carolina Orlandi a pubblicare un racconto personale ed intimo del David uomo prima che manager.

Su Radio Fiesole, Nove da Firenze ha ricordato quanto accaduto in quella notte senese, raffigurato nell'opinione pubblica nelle immagini della videosorveglianza. Un video trasmesso in loop in numerose trasmissioni tv e che porta con se' numerose incognite.
Una morte registrata come suicidio ma con numerosi elementi mancanti a distanza di anni.

Carolina Orlandi, autrice di "Se tu potessi vedermi ora" in uscita in libreria a marzo 2018 spiega a Benedetta Rossi ed Alessio Nonfanti su Radio Fiesole che "Era necessario raccontare.. Non è stato facile, ho dovuto chiamare le cose con il loro nome e trovare le parole per inserire quanto accaduto in un contesto umano, di una famiglia come tante. Il mio secondo papà non si è ucciso e questo lo scrivo sulla base degli elementi che abbiamo non sull'ipotetico "Non l'avrebbe mai fatto...". Mia madre lo ha letto e mi ha confidato che ogni tanto lo riapre... perché David ci manca. La città di Siena all'inizio mi ha deluso molto. E' sempre stata una grande famiglia invece c'è stata fin troppa omertà. Lentamente qualcosa è cambiato e ci sentiamo circondati da più persone accanto. E' importante che tutta la città sappia cosa è successo, David ha voluto bene alla sua città ed ha fatto tanto per questa città. David seguiva tutto ciò che per me è una passione anche nel giornalismo ho seguito le sue orme. Lui era un idolo per me come lo sono i miei quattro genitori. Il mio libro può essere ritenuto complementare a quello di Davide Vecchi per quanto riguarda trovare la verità sulla vicenda".

Su Radio Fiesole anche Davide Vecchi autore di "Il Caso David Rossi" spiega "Le incongruenze le abbiamo apprese dal Processo. Attraverso gli atti di indagine ho potuto scrivere il mio libro. Ho avuto il privilegio di raccontare la vicenda con il distacco che posso avere con il mio lavoro. Il libro di Carolina è molto bello e rende l'uomo che era David. Io ho parlato del braccio destro di Mussari. David Rossi era la mia controparte come giornalista sulle informative di MPS. Lui non è mai stato indagato eppure ha subito perquisizioni pesantissime. Nel libro lascio aperti tre scenari, il suicidio che però dagli elementi sembra improbabile per i tempi anche. Un'altra ipotesi è una spinta nel vuoto oppure ed ancora che qualcuno lo abbia tramortito e poi gettato nel vuoto. Non spetta a me stabilirlo, spetta agli inquirenti mettere insieme il quadro del mosaico. Certo, dai tasselli le ipotesi più plausibili sono la seconda e la terza, non certo il suicidio. Un suicidio per carenza di prove. E' evidente negli atti dell'inchiesta che non si sarebbe fatta l'autopsia, sono poi state distrutte prove fondamentali senza analizzarle. Se fosse stato fatto da qualche famigliare sarebbe stato indagato per inquinamento di prove. Io e la moglie di David siamo stati indagati ma io ho fatto solo il mio mestiere come altri colleghi indagando sulla Tempesta Perfetta che c'era in quei mesi a Siena, seguendo le indagini sulle carte. Quando ho recuperato lo scambio di mail tra David Rossi e Viola le ho pubblicate. Poi sono stato trascinato a Processo, ma caso strano, nessuno si è costituito parte civile. In merito al nostro Processo dagli Usa si è parlato di tentativo di intimidazione. Io non conoscevo la moglie di Rossi e non mi ha certo dato le mail per ricattare la Banca. Sono contento che Il Caso David Rossi anche grazie al libro sia diventato di dominio pubblico perché il rapporto tra i senesi la moglie e la figlia di David non è stato splendido almeno all'inizio. Chi si diceva amico ha voltato le spalle senza molte remore". 


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