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​Dehors, una difficile convivenza: Firenze e il ristoro in strada

Dopo la liberalizzazione del 2012 i metri occupati sono passati da 3mila a 13mila

 Sul tema si sono confrontati diversi amministratori, lo stesso sindaco, quando deteneva la delega nella giunta Renzi, si è interessato al problema. Ma sono realmente un problema? I cittadini sono divisi, da una parte il desiderio di avere un presidio fisso, dall'altra la paura di non avere pace.
Commercialmente chi rinuncia ad uno spazio esterno, rinuncia ad un business che una città come Firenze propone come naturale conseguenza dell'ospitalità turistica.
Il Paese del cibo, dell'enogastronomia, del connubio tra arte e gusto che invita a degustare tartine al tartufo sotto lo sguardo del David di marmo toscano, non tollera i tavolini in strada?
Ai fiorentini che sui Social non si lasciano scappare l'occasione di commentare il fenomeno della "ristorazione di strada" sembrano sempre non piacere le strutture di piazza della Repubblica, mentre più piacevole sembra essere stato il design deciso con le successive modifiche. 

Un’occupazione di suolo che secondo Palazzo Vecchio sarebbe divenuta "impattante rispetto al tessuto urbano e al patrimonio culturale" che sarebbe andata di pari passo con "l'aumento delle aperture di bar e ristoranti a seguito della liberalizzazione del 2012".

 Gli spazi extra locale sono diventati troppi? Arrivano altre modifiche al regolamento per le occupazioni di suolo pubblico per ristoro all'aperto dopo l’ok della giunta del 29 dicembre scorso. Tra le novità: freno a nuovi dehors in centro e concessioni di suolo pubblico più lunghe.
Il regolamento viene varato in prossimità della scadenza di tutte le concessioni esistenti, il prossimo 14 marzo 2018, e disciplina le occupazioni di spazi e aree pubbliche per ristoro all'aperto, i limiti di superficie e le condizioni di utilizzo dei dehors.

Nel dettaglio, i dehors non potranno superare il tetto complessivo di 14mila metri quadri in area Unesco e 6mila fuori dall’area Unesco, mentre la durata delle concessioni si allungherà passando da tre a cinque anni. Una scelta motivata dal cambiamento delle condizioni di occupazione del suolo pubblico rispetto al 2011, quando il piano fu negoziato per la prima volta con la Soprintendenza: all’epoca i metri quadri occupati dai dehors erano 3mila, oggi siamo a 13.800.

Secondo l’assessore allo Sviluppo economico l’allungamento della durata delle concessioni è un risultato importante perché consente di dare maggiori prospettive agli esercenti che sapranno di poter ‘contare’ sui propri dehors per altri cinque anni. Un periodo pari a quello del protocollo sottoscritto con la Soprintendenza. Confermato il limite massimo di 14mila mq di suolo pubblico concedibile in area Unesco, già quasi raggiunto. Non cresceranno quindi più le occupazioni per dehors nel centro storico, dove del resto sono già state bloccate le nuove aperture di attività di somministrazione. Nelle nuove assegnazioni avrà priorità chi è già titolare di una concessione. Nel complesso viene mantenuto un equilibrio tra due aspetti: da un lato il decoro della città, mettendo uno stop alla proliferazione dei dehors e definendo le tipologie più adatte; dall’altro, per tutelare il valore di queste strutture, non solo dal punto di vista economico e della creazione di posti di lavoro, ma anche come luoghi di socialità e presidi per strade e piazze.

Tra le novità, la possibilità di inserire all'interno dei dehors addobbi floreali; la riduzione della possibilità di tavoli e sedie sui marciapiedi; la possibilità di installare corpi rinfrescanti e nuove previsioni per il riscaldamento.

Riequilibrata anche la disciplina delle sanzioni: con il precedente regolamento pagava di più chi aveva la concessione ma ‘sgarrava’ per un fiore o una sedia in più rispetto a chi era totalmente abusivo. D’ora in poi, per i titolari dei dehors regolarmente autorizzati che commettono infrazioni è prevista una sanzione pecuniaria e, dopo la seconda sanzione nell'anno solare, la decadenza dalla concessione.
Mentre per gli abusivi è prevista una sanzione pecuniaria elevata al massimo di 500 euro e la possibilità di chiusura dell'attività per un periodo non inferiore a cinque giorni.

Il Consiglio comunale ha approvato un Ordine del Giorno del gruppo PD collegato alla delibera “Regolamento Dehors” che impegna l’Amministrazione Comunale a far assumere un impegno ai gestori di dette attività, all’atto del rilascio della licenza su spazio pubblico, consistente nell’adozione di ogni utile accorgimento al fine di prevenire e/o evitare o far cessare, nelle ore notturne o serali, ogni comportamento che, negli spazi destinati a dehors, genera disturbo alla quiete pubblica; a reperire risorse ulteriori, all’interno dei capitoli di bilancio, al fine di aumentare il personale dedicato al controllo del rispetto delle normative sui Dehors in orario notturno. 

L’ordine del giorno presentato dal gruppo Forza Italia collegato alla delibera sul regolamento dei dehors invita la giunta a modificare il regolamento Cosap prevedendo la possibilità del pagamento rateale anche per le concessioni rilasciate in data successiva al 31 ottobre.

Antonio Lenoci
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