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Disabilità: via libera al testo unico regionale

La proposta di legge, illustrata dal presidente della commissione Sanità Stefano Scaramelli (Pd), è stata approvata a maggioranza. Fattori e Sarti (Sì): "Svuotato e smontato il testo unico. Approvata una legge di mere disposizioni generali che scontenta tutti e tradisce il diritto alla vita indipendente”. Mugnai (FI): «Legge che fa arretrare diritti e garanzie E’ la cifra di questa legislatura con una maggioranza debole». Conferenza regionale disabilità, 13 e 14 ottobre a Spazio Reale

FIRENZE- Si terrà venerdì 13 e sabato 14 ottobre a Spazio Reale a San Donnino (Campi Bisenzio) la terza edizione della Conferenza regionale sulla disabilità, un appuntamento divenuto ormai fondamentale per fare il punto sui diritti e sulle politiche per l'autonomia e l'accessibilità delle persone con disabilità nella nostra regione. Quest'anno il programma è ricchissimo: 6 sessioni tematiche e 6 workshop, oltre a manifestazioni sportive, dimostrazioni scuola cani guida, presentazioni di libri, spettacoli teatrali. Grande tema portante di questa terza edizione, l'accessibilità: alla cultura, al paesaggio, al turismo, allo sport, allo studio, al mondo del lavoro; con uno sguardo ai progressi compiuti nella nostra regione nella cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, cercando di far emergere il lavoro fatto e quello ancora da fare.

Il testo unico sui diritti e le politiche per le persone con disabilità è stato approvato dall’aula, con voto favorevole a maggioranza. A favore hanno votato i gruppi Pd e Mdp-Art.1, contro la Lega nord, mentre M5S, Forza Italia e Gruppo Misto non hanno partecipato al voto.

La proposta di legge è stata illustrata in aula dal presidente della commissione Sanità Stefano Scaramelli (Pd), il quale ha spiegato che essa nasce con l’obiettivo di “diffondere una nuova cultura della disabilità”, per permettere alle persone con disabilità “di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali” e assicurare le migliori condizioni di vita indipendente. Non si tratta di un vero e proprio testo unico, ha detto, ma piuttosto di una sorta di legge quadro, alla quale dovrà far seguito una serie di provvedimenti specifici. “Una legge di principi per assicurare progetti e servizi alla persona, superando gli schemi legati all’età: i servizi non si interromperanno al compimento di 65 anni di età o non prenderanno avvio solo al compimento del diciottesimo anno” ha spiegato Scaramelli. Integrazione lavorativa, affidamento alle amministrazioni comunali di una sorta di anagrafe, per assicurare la presa in carico delle persone con disabilità, sono altri principi contenuti nel nuovo testo di legge. Un testo che è stato oggetto di una profonda revisione nell’iter di questi mesi in commissione Sanità, con dodici emendamenti approvati nel corso della votazione finale, con i quali sono stati soppressi articoli e commi della proposta di legge. “Sappiamo che si poteva fare di più, si può sempre fare di più – ha concluso il consigliere – ma chiedo di considerare lo scatto in avanti che c’è stato e di non banalizzare la discussione”.

“Non banalizziamo, ma questa legge non è un passo in avanti, bensì un passo indietro – ha replicato Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra)-. Avevamo un testo unico che metteva insieme varie esigenze e che è stato svuotato completamente, per rimandare tutto alla Giunta ed esautorare il Consiglio regionale”. Per Sarti nella legge “sono stati cassati i diritti e l’esigibilità delle prestazioni: è un’occasione mancata”.

Secondo Stefano Mugnai (Fi) la storia di questa legge assomiglia a quella della riforma sanitaria, “cannibalizzata dalla maggioranza”. “Si è partiti con le doverose e giuste ambizioni e si è finito per produrre un testo che manutiene l’esistente e in alcune parti compie un chiaro arretramento rispetto ai diritti” ha detto il consigliere, che ha sottolineato come in Commissione fossero stati presentati testi alternativi, ma che non c’è stata la volontà di confrontarsi e trovare un punto di contatto, segno “di una maggioranza debole e arroccata sulle proprie posizioni”.

Andrea Quartini (M5S) ha dichiarato che “questa legge è invotabile, a meno che non siano accolti gli emendamenti da noi presentati”. Secondo il consigliere “non è vero che è stato fatto un buon lavoro, non c’è stata una vera discussione in Commissione e i testi alternativi sono stati fatti decadere”. “Si tratta di un testo invotabile – ha proseguito – perché stiamo parlando di diritti incomprimibili della persona, non di welfare, e quando erogate risorse insufficienti violate i diritti alla vita indipendente e all’autodeterminazione”. Il testo, ha concluso Quartini, è caratterizzato dall’incertezza dei finanziamenti, dall’incertezza degli interventi e mortifica il buon lavoro fatto con il testo unico precedente.

“Questo è un passo indietro, non solo si poteva, ma si doveva fare di più per le persone con disabilità” ha commentato la consigliera Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt). “Dovevano essere ascoltate le richieste provenienti dalle associazioni e dalle persone interessate – ha proseguito – e dovevano essere ascoltate le proposte della minoranza. Anche per noi questa legge così com’è non è votabile e ci associamo al giudizio dato dall’associazione Vita indipendente: la Giunta ha agito in spregio dello Statuto della Toscana”.

Paolo Bambagioni (Pd) ha commentato che “il livello di questo dibattito non è all’altezza dell’impegno che tutti devono mettere sull’argomento. E’ superficiale dire che è stato fatto un passo indietro, avrei preferito un contributo a favore, non contro”. “Questo testo – ha proseguito – non stupisce con effetti speciali perché è già stato intrapreso un percorso a monte e ora dobbiamo solo mantenere quanto raggiunto nel corso degli anni”. Il consigliere ha inoltre sottolineato che “certo non possiamo permetterci di raddoppiare i finanziamenti, ma dei 10 milioni di euro messi a disposizione per la vita indipendente 9 provengono dalla Regione, mentre lo Stato ne ha messo 1”.

Serena Spinelli (Mdp – Art.1) ha detto di non condividere il parere di chi pensa che con questa proposta di legge ci sia stato un arretramento nelle politiche per la disabilità. “Abbiamo ribadito un concetto importantissimo che ruota attorno al mondo della disabilità – ha spiegato -: abbiamo provato a mettere al centro la persona, con servizi individualizzati e non generalizzati”. Secondo Spinelli le opinioni espresse dall’associazione Vita indipendente non sono le uniche espresse dal mondo della disabilità. “Certo, questo sì, - ha concluso – avrei voluto discutere di più, e approfondire alcune questioni a partire dal fatto che stiamo o meno facendo abbastanza per il lavoro e l’integrazione. Secondo me l’assegno non è l’unico strumento”.

Claudio Borghi (Lega nord)ha commentato che la Toscana non è l’unica Regione ad avere problemi con la questione disabilità. Questo perché “lo Stato fornisce una dotazione assolutamente insufficiente di fondi, e tutte le volte la Toscana riceve sempre meno soldi”. Secondo Borghi “il dogma della scarsità di fondi è falso, perché quando si è trattato di trovare 20 miliardi per le banche sono stati trovati subito. Quindi è una questione di priorità”. “Noi non possiamo far spostare delle risorse a favore della disabilità perché al governo c’è la sinistra – ha concluso – ma proprio per questo da questa maggioranza mi aspetterei un segnale forte”.

Enrico Sostegni (Pd) ha sottolineato come “non fare un testo unico non significa eliminare i diritti, che si costruiscono con le leggi a monte, e la Toscana ne ha molte. Alcuni diritti devono essere costruiti e per questo è necessaria una pluralità di interventi. Il testo unico si fa per semplificare, e con questo provvedimento si è cercato di rispondere a tale esigenza”. Sostegni ha anche commentato che non è vero che le risorse sono “infinite” e che la Toscana è la Regione che mette più risorse a favore della disabilità.

“La proposta di legge sulle disabilità presentata dalla Giunta fallisce due obiettivi fondamentali: non semplifica una materia per la quale si contano più di 270 fonti normative diverse e non sancisce, come avrebbe dovuto, il diritto alla vita indipendente, continuando a parlare di ‘assistenza indiretta’. E’ stata annunciata come un grande passo in avanti ma si tratta un passo indietro rispetto al testo unico ipotizzato nel 2015 e alle tante giuste richieste delle associazioni delle persone con disabilità”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì - Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti. “Ci aspettavamo un testo unico - continuano Fattori e Sarti - per rimediare a un contesto frammentato fatto di leggi, singoli decreti e delibere di Giunta. Ma ci siamo trovati di fronte ad un testo profondamente svuotato che per altro vede la Giunta esautorare sempre di più il Consiglio anche dalle sue funzioni d’indirizzo". "Il testo annunciato doveva essere all’altezza dei compiti assegnati alle Regioni dalla Costituzione e dalla Convenzione delle Nazioni Unite. Ci riferiamo in particolare al tema della Vita indipendente che, nel testo che andiamo a votare, non rispecchia nemmeno quanto stabilito dal progetto regionale e dal conseguente atto in indirizzo, il quale parla esplicitamente di autodeterminazione e di assistenza personale. Il Testo unico, mai arrivato a destinazione, metteva insieme le esigenze sia delle associazioni che rappresentano i disabili sia dei sindacati sia dell’assessorato, dopo un’intensa fase partecipativa. Il testo approvato in aula - concludono Fattori e Sarti - è profondamente diverso nei principi e negli obiettivi”.


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