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Agroalimentare — rubrica a cura di Nicola Novelli

Emergenza ungulati: positivi potenziamento del controllo e interventi sulle aree urbane

Brunelli (Cia Toscana): «Serve accelerata su modifica legge caccia» . Da risolvere le problematiche sul piano economico-produttivo dovute alla presenza eccessiva

«Positiva l’iniziativa della Regione Toscana sull’emergenza ungulati per potenziare le azioni della polizia provinciale per le attività di controllo per la riduzione dei capi e per definire interventi nelle aree urbane. Con questa proposta approvata dalla giunta regionale si colmano dei vuoti normativi presenti fino ad oggi. Ovviamente ci riserviamo di approfondire gli interventi possibili per un giudizio definitivo». A sottolinearlo è Luca Brunelli, presidente Cia Agricoltori Italiani Toscana, dopo la proposta di legge approvata lunedì scorso dalla giunta regionale. In pratica è previsto un potenziamento di organici della polizia provinciale, una semplificazione delle procedure per attivare gli interventi, e il varo di azioni ad hoc da utilizzarsi nelle aree urbane, dove la presenza degli ungulati è sempre meno sporadica

Cia Toscana attiva e propositiva da decenni per risolvere questa annosa emergenza che affligge e danneggia il lavoro quotidiano delle aziende agricole toscane: «Abbiamo proposto l’implementazione delle norme regionali - aggiunge Brunelli - e proposto la modifica della legge nazionale sulla caccia – sulla quale serve un’accelerazione - su alcune direttrici, in primis la corretta gestione faunistico-venatoria in luogo di protezione della fauna, in alcuni casi anche nociva. Inoltre per quanto riguarda i danni, da risolvere le problematiche sul piano economico-produttivo dovute alla presenza eccessiva, soprattutto di ungulati».

Inoltre – sottolinea la Cia Toscana–, sempre a causa dell’emergenza ungulati, registriamo crescenti fenomeni di abbandono e conseguenze negative sulla tenuta idrogeologica dei territori. «Senza dimenticare – conclude il presidente Cia Toscana Brunelli– che è sempre più necessario fare una distinzione delle attività faunistico venatorie di tipo ludico-sportiva, con quelle vere e proprie di controllo della fauna selvatica».


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