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Europe Direct — rubrica a cura di Nicola Novelli

Europa e affari internazionali: il punto sui finanziamenti

Nella Commissione presieduta da Tommaso Fattori (Sì - Toscana a Sinistra) le audizioni dei responsabili di Por Fse; Feasr; Por Fesr e delle Attività internazionali. Il quadro di riferimento in chiusura della programmazione 2014-2020, in attesa dell’avvio del prossimo settennato: 2021-2027

Firenze – La commissione Europa e Affari internazionali ha fatto il punto sui sette anni che vanno a concludersi, alle porte con il prossimo settennato di programmazione 2021-2017. Come dichiarato dal presidente, Tommaso Fattori (Sì – Toscana a sinistra), “Al termine del settennato 2014-20 è tempo di un primo bilancio rispetto alla qualità e all’efficacia delle misure finanziate e rispetto al totale delle risorse europee attivate e rendicontate in questi anni, anche se vi sarà tempo fino al 2023 per concludere le rendicontazioni e le certificazioni”.

Il presidente ha puntualizzato che “Il primo e fondamentale obiettivo da conseguire è il pieno impiego delle risorse europee”. Per questo, ha aggiunto Fattori, “nel corso della legislatura abbiamo lavorato per identificare, in modo costruttivo, i punti deboli del sistema in maniera da spingere la giunta regionale a migliorarne e modificarne gli aspetti più critici. In particolare, abbiamo stimolato l’adozione di provvedimenti per l’accelerazione della spesa e la riforma e il potenziamento di Sviluppo Toscana, anche in termini di personale. Insomma, fra le nostre priorità vi era quella di risolvere il problema dei ritardi nella gestione dei bandi europei e nelle liquidazioni di quanto dovuto alle imprese beneficiarie e vari passi avanti sono stati fatti, grazie al lavoro e allo stimolo di questa commissione”.

In Commissione sono stati ascoltati in audizione Elena Calistri (autorità di gestione del Por Fse); Antonio Mario Melara (autorità di gestione Feasr ); Angelita Luciani (autorità di gestione Por Fesr) e Mara Sori (Attività internazionali).

Il programma POR FSE, come chiarito da Elena Calistri, è in fase di avanzata programmazione 14-20. Se infatti il tema della flessibilità della spesa prevede che le risorse possano essere certificate e rendicontate fino al 31 dicembre 2023, gli sforzi sono andati nella direzione del pieno impiego della risorse entro la fine del 2020. Rispetto alla dotazione complessiva di 732 milioni sono state attivate risorse per il 74 per cento; circa il 40 per cento sono le spese sono rendicontate. Per l’ultima parte degli impegni 2014-2020, secondo il cronoprogramma approvato dalla Giunta, gli avvisi saranno pubblicati a maggio, arrivando così a coprire la quasi totalità delle risorse a disposizione.

Rispetto all’avanzamento, il POR FSE è articolato in quattro assi principali per gli interventi: occupazione; inclusione sociale e lotta alla povertà; istruzione e formazione; attività istituzionale e amministrativa.

In primo piano, ovviamente, la necessità di assicurare una qualche continuità con il settennato che si chiude rispetto alle risorse che dovrebbero esserci a inizio 2021.

Per l’Autorità di gestione FEASR Antonio Mario Melara ha chiarito che per l’agricoltura il settennato 2021-2027 sarà una ‘rivoluzione copernicana’. Finora infatti la programmazione si svolgeva tra regioni, ora la Commissione ha inteso ‘semplificare’ e ha previsto un solo piano strategico nazionale all’interno del quale ciascun paese potrà procedere per suo conto. In pratica, la Commissione europea avrà da esaminare non più 138 piani regionali, ma 27 piani strategici. La necessità che si pone, anche per la Regione Toscana, è di pensare a ‘come contare’ in questo contesto.

Nel frattempo sono avviati gli incontri tra Stato e Regioni; a livello nazionale si tratta di attivare una ricognizione per stimare i fabbisogni, mentre sta partendo la concertazione con le parti sociali, in attesa di produrre il piano strategico nazionale per il prossimo dicembre. Sono attese anche ricadute sulle risorse erogate: il totale di risorse erogate al nostro paese nella precedente programmazione era di 940 milioni, quelle del prossimo settennato faranno i conti con la Brexit (minori entrate).

Il lavoro della Regione è comunque concentrato per calare nel quadro strategico toscano i 3 obiettivi assegnati all’Italia a livello comunitario - economici, ambientali climatici e sociali –, per essere pronta a dettagliare le esigenze per la Toscana.

Angelita Luciani ha fatto il punto sullo stato di avanzamento della programmazione 2014-2020 del POR FESR. Su 792 milioni di euro di dotazione complessiva, e con la possibilità comunque di ‘spendere’ fino a fine 2023, sono state allocate risorse pari all’84 per cento e la spesa certificata alla Commissione europea supera il 40 per cento, un livello che colloca la Toscana al secondo posto nella graduatoria delle regioni del Centro Nord.

Tra i singoli assi, la performance migliore è quella relativa a ricerca e sviluppo delle imprese e competitività delle pmi. Tra i punti di forza indicati anche l’introduzione di misure di semplificazione (accelerando la fase di pagamento alle imprese, dunque di controllo e certificazione alla Commissione Europea), mentre un’ulteriore semplificazione è attesa dall’imminente uscita del nuovo bando per ricerca e sviluppo, con la previsione di costi standard per il personale. L’attenzione si focalizza poi sull’asse urbano, con il finanziamento di progetti integrati per alcune città (riqualificazione energetica di strutture pubbliche); sulla banda ultralarga e su efficienza energetica e mobilità.

I quadri regionali per il periodo 2021-2027 dovranno essere trasmessi alla Commissione ad aprile. Si prevede una sostanziale continuità per gli interventi su impresa, sviluppo e innovazione e un rafforzamento dell’attenzione ai luoghi (territori), ed è attesa la riserva di almeno il 30 per cento degli interventi a favore del clima, grazie alla quale si potrebbero individuare una serie di interventi che attualmente non sono finanziati.

Mara Sori ha fatto il quadro sulle Attività internazionali e in particolare sul Programma Italia Francia Marittimo, programma di cooperazione che coinvolge l’alto Tirreno e che si riferisce a un’area marittima con alcune specialità ambientali, come la presenza di porti e di aree marine protette. Il programma, che coinvolge Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e due dipartimenti del sud della Francia, nel 2014-2020 si è concentrato sulla gestione dei rischi legati ai cambiamenti climatici, in specie su incendi, erosione costiera, il rischio marittimo e gli eventi alluvionali. Obiettivi che ricorrono anche nella programmazione 2021-2017. Tra le peculiarità del programma 2014-2020 anche gli interventi sulla competitività di impresa e le maggiori opportunità di impiego (creazione reti impresa, servizi alle imprese con carattere di cooperazione ed erogazione dei servizi). Le filiere individuate per gli interventi sono turismo innovativo e sostenibile, la nautica, la cantieristica navale, le biotecnologie blu e verdi. Il totale di progetti finanziati a oggi è di 117, con il coinvolgimento di circa 780 beneficiari (si tratta di progetti che prevedono un partenariato). Per quanto riguarda le reti d’impresa, sono state finanziate circa 1700 imprese; a proposito dell’avanzamento finanziario, è già stato impiegato il 97 per cento delle risorse. La spesa certificata, nel 2019, ha superato di più del doppio il target previsto per non incorrere in sanzioni: circa 45 milioni, rispetto ai 18 richiesti dal target.     


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