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Agroalimentare — rubrica a cura di Antonio Lenoci

Filiera ortofrutticola biologica: un progetto di innovazione per il settore

Presentati in un convegno le innovazioni e i primi risultati del progetto  “Ortofrutta Toscana Bio – Tecnoinnovazioni per la valorizzazione sostenibile del Bio Toscano”

 L’agricoltura biologica è in una fase di rapido sviluppo. In Toscana, secondo i dati del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), tra il 2015 e il 2016 si è registrato un incremento del numero degli operatori, sia produttori che importatori, di quasi il 5%. E in tutta Italia il settore dell’agricoltura biologica ha visto aumentare, nel 2016, sia le superfici che gli operatori coinvolti: le aree coltivate con metodo biologico hanno raggiunto quota 1.796.363 ettari, con una crescita del 20,4% rispetto all’anno precedente. La Toscana, con i suoi 131.003 ettari, è al sesto posto fra le regioni: le principali estensioni per il biologico nella nostra regione sono quelle di colture foraggere (37.894 ettari), cereali (26.275), olivo (15.374) e vite (12.832).


Uno sviluppo, quello dell'agricoltura biologica, che richiede però innovazioni, assistenza tecnica, organizzazione e sviluppo di nuove relazioni nell’ambito della filiera. Ed è in quest’ottica che Vivitoscano e Apofruit Italia, in sinergia con la cooperativa toscana Terre dell’Etruria e C.S. dell’Etruria, stanno dando operatività al progetto integrato di filiera della Regione Toscana “Valorizzazione della produzione ortofrutticola biologica della Toscana”. Tema centrale del progetto, che vede Vivitoscano come capofila, è proprio il rafforzamento della filiera ortofrutticola biologica toscana in un’ottica di consolidamento dell’aggregazione fra le aziende agricole biologiche del territorio e di miglioramento delle relazioni di mercato per cogliere tutte le opportunità che questo settore produttivo può offrire. La prospettiva di fornire prodotti di qualità, la capacità di proporsi con più servizi, più contenuti tecnologici, più informazione al consumatore, più garanzia sanitaria da far valere come strumento di competitività sui mercati, rappresentano i punti su cui il progetto di filiera sta concentrando le proprie risorse.

Del progetto di filiera fa parte il progetto “Ortofrutta Toscana Bio – Tecnoinnovazioni per la valorizzazione sostenibile del Bio Toscano”, che è entrato nel suo secondo anno di vita. Il progetto di innovazione nel settore ortofrutticolo biologico e i primi risultati ottenuti sono stati presentati nel corso del convegno “Il progetto Ortofrutta Toscana Bio”, che si è svolto oggi, giovedì 14 dicembre, nella Sala del Giglio – Educatorio del Fuligno in via Faenza 48 a Firenze.

Tra i diversi temi che sono stati affrontati, è stato presentato il prototipo di sistema informatizzato per il monitoraggio agrofenologico, che fa uso di sensori in campo per rilevare e tenere aggiornati gli agricoltori in tempo reale sui principali parametri fisico-ambientali dei loro appezzamenti: temperature e umidità dell’aria e del terreno, quantità di pioggia, bagnatura fogliare, umidità del terreno, direzione e intensità dei venti, ecc. È stato presentato anche quanto emerso da prove di gestione della concimazione organica su colture biologiche di melone e cavolfiore e di irrigazione del melone e cavolo mediante il supporto dei sensori di umidità in campo, e sono state evidenziate le problematiche di controllo dell’afide lanigero sul melo e le prove in programma per il contenimento del parassita in coltivazione biologica. Nel corso dell’incontro è stata portata anche l’esperienza diretta di alcune aziende agricole coinvolte nel progetto di innovazione.


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