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Firenze Elettrica: colonnine e ricariche, 20 anni persi nel futuro

Marty McFly nel capoluogo toscano non avrebbe trovato uno spazio libero per ricaricare la DeLorean

Negli anni '80 a Firenze prevalgono gli spostamenti a piedi e in bicicletta nel 40% dei casi, seguono con il 38% i mezzi privati, mentre il mezzo pubblico si attesta al 22%. Negli anni '90 l'uso dell'auto privata sale al 56% ed il mezzo pubblico crolla al 16%, parrebbe a causa delle mancate "regolarità e flessibilità" del servizio. 
Firenze durante la Giunta guidata da Mario Primicerio sposa l'idea di dotarsi di una Mobilità alternativa e pensa ad agevolare il trasporto merci nel centro storico ipotizzando nel 2000 la chiusura della Ztl per i mezzi tradizionali, sono gli stessi anni in cui si pensa all'uso dei binari esistenti per creare l'SFM ovvero il Servizio Ferroviario Metropolitano integrato con il trasporto regionale.

Massimo De Carlo, autore di MondoElettrico che oggi coordina virtualmente la comunità fiorentina "Liberiamo le Colonnine" ha come obbiettivo "Sensibilizzare le autorità fiorentine sulla necessità di lasciare gli spazi accanto alle colonnine liberi per essere utilizzati dai possessori di veicoli elettrici per la ricarica dei loro mezzi".
Nel 1997 De Carlo si avvicina a Mario Primicerio per proporre un piccolo accorgimento, "Il sindaco aveva pensato ad agevolare l'acquisto dei mezzi elettrici.. ma senza pensare alla ricarica delle batterie. Al tempo collaboravo con una azienda che avrebbe potuto sviluppare un progetto ad hoc e così insinuai il dubbio che la semplice prolunga casalinga potesse non bastare, soprattutto in centro storico o nei palazzi popolati". Arrivano le prime tre colonnine, due in zona piazza signoria ed una in piazza della Repubblica: sarà l'assessore Amos Cecchi ad inserire la prima spina in via de' Cerchi.

Dopo Mario Primicerio ecco Leonardo Domenici "Ma è soprattutto Claudio Del Lungo - spiega De Carlo - a portare avanti il progetto aumentando le colonnine e confermando gli incentivi all'acquisto dei mezzi elettrici, favorendo la categoria dei 'padroncini' che investono così nell'acquisto di mezzi a batteria ricaricabile".
Il futuro è ad un passo, nel 2016 la Ztl sarà esclusiva per i mezzi elettrici. Fioccano svariati premi: nel 2006, ad esempio, Leonardo Domenici è Amministratore Slow per i progetti comunali "ecocompatibili" sul Parco delle Cascine, Tramvia, piste ciclabili e mobilità elettrica.

Cosa accade?
"Con Matteo Renzi la mobilità elettrica accusa una involuzione - prosegue De Carlo - il sindaco equipara infatti i furgoni elettrici ai furgoni tradizionali per questioni di impatto visivo e così chi aveva investito nel veicolo elettrico per il trasporto merci h24 si ritrova limitato e costretto a pagare l'accesso in Ztl, salvo poi recentemente vincere il ricorso al TAR".

L’obiettivo saltato nel 2000 e saltato anche nel 2016, diventa quello di rimpiazzare entro il 2020 il 10% degli scooter tradizionali con ciclomotori elettrici, riducendo le emissioni di CO2 di oltre 90 tonnellate l’anno a Genova, Firenze e Barcellona.

C' è un problema. Ad oggi, nel 2016, il Ministero dei Trasporti si trova però a dover spiegare a Firenze che le strisce gialle non sono idonee a delimitare le postazioni elettriche, che non è chiaro come si possano sanzionare i mezzi già carichi che restano in sosta, e l'Amministrazione aggiunge sul tavolo un ulteriore dubbio riguardo al caso dei mezzi car sharing, che non è dato sapere se da accordi abbiano o meno diritto di ricaricarsi fuori dai luoghi dedicati.

Era il caso di studiarsi la normativa prima di creare le infrastrutture? E poi, come far rispettare la segnaletica? Esempi virtuosi sono le postazioni di ricarica presso le aree commerciali come Ikea dove le piazzole sono verdi ed in pochi le sfiorano per errore. 

Il caos tecnico. La sostituzione delle colonnine riduce le prese che passano da 4 a 2, inoltre dove si potevano ricaricare scooter oggi si ricaricano auto e non sempre si è tenuto conto dei posti da occupare, così scopriamo che un'auto oggi non entra nel posto di un motorino di ieri.

"La mobilità elettrica sta assumendo un ruolo sempre più importante nell’ambito della mobilità urbana e con colonnine di ricarica distribuite sul territorio ed i mezzi elettrici circolanti, ha maturato una storia significativa e un’esperienza d’avanguardia nel panorama italiano" recita così l'autopresentazione che oggi compare sul portale del Comune di Firenze.
Immancabile il riferimento al progetto, finanziato dall' Europa, Electra del Luglio 2013 - Dicembre 2015 "Un'ottima occasione per coinvolgere tutti i soggetti interessati alla mobilità elettrica presenti sul territorio, in modo da garantire, attraverso la collaborazione di tutti, la diffusione di una consapevolezza e di una cultura dell’utilizzo di una mobilità sostenibile".

Il problema è che Firenze sembra non aver recepito il messaggio
. Chi utilizza il mezzo elettrico, infatti, si sfoga quotidianamente sui Social e chiede incontri con l'Amministrazione per presentare istanze di ogni tipo: dai costi di erogazione alla funzionalità delle prese, dalla geolocalizzazione che dichiara libere colonnine che potrebbero non esserlo, dalle informazioni mancanti in caso di malfunzionamento all'occupazione abusiva degli stalli, fino all'assenza di incentivi all'acquisto o alla conversione dei motori elettrici.

 "L'assessore Giorgetti - sottolinea De Carlo - e la Polizia Municipale hanno garantito maggiore attenzione e sensibilità". Su cosa? Una delle recenti battaglie sostenute, il prossimo incontro con le istituzioni avverrà a maggio, dal Gruppo "Liberiamo le Colonnine" riguarda la necessità di segnalare agli automobilisti che gli spazi attigui alle postazioni di ricarica sono ad esclusivo uso dei mezzi elettrici e per il tempo necessario alla ricarica stessa.
Adesso qualcuno penserà che questo dovrebbe essere l'ABC del sistema. Appunto.

Antonio Lenoci
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