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Agroalimentare — rubrica a cura di Nicola Novelli

In produzione il Nuovo Olio Extravergine del Consorzio IGP Toscano

fotografie di www.monicacaleffi.it

Frangitura in diretta e lunch di presentazione con lo Chef Marco Stabile, oggi alle Serre Torrigiani

FIRENZE- Si è svolta stamani alle Serre Torrigiani di Firenze la quarta edizione dell’anteprima per la stampa della Nuovo Olio Extravergine del Consorzio IGP Toscano. Nei bei giardini urbani alle spalle delle mura medievali, frangitura sotto gli occhi e le telecamere dei giornalisti, e lunch a tema preparato dallo Chef Marco Stabile.

“A primavera 2018 saranno 20 anni dalla prima certificazione di denominazione -ha spiegato agli ospiti il presidente del Consorzio di tutela dell’Olio toscano Igp, Fabrizio Filippi- una scelta lungimirante, poi seguita anche in altre regioni, come Campania, Puglia e Sicilia, a tutela della qualità d’origine e con valenza economica sia per il mercato interno che estero. Anche se, dopo due decenni, i nostri slogan attuali sono “nuove produzioni” e “giovani produttori”.

“La Regione Toscana è vicina alla filiera olivicola -ha assicurato, non solo con la presenza, Gennaro Gilberti, Responsabile della Direzione agricoltura e sviluppo rurale- in questo momento, ad esempio, sono attivi alcuni bandi che prevedono interessanti specificità per il settore. Di olio toscano non ce n’è mai a sufficienza, specie negli ultimi anni. Puntiamo a incrementarne le quantità, salvaguardandone la qualità, grazie ai fondi europei e alla progettualità dei produttori toscani”.

“La qualità è un valore aggiunto e noi valutiamo la veridicità di questa qualità -ha spiegato Giovanni Goglia, Responsabile dipartimentale dell'Ispettorato della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali- l’olio ormai viaggia in rete, dove si può trovare extravergine toscano venduto dappertutto. Il nostro compito, come quello del Consorzio di Tutela, è di intervenire per difendere i nostri prodotti. E’ compito dello stato italiano tutelare l’indicazione geografica tipica ovunque sia necessario. Recentemente abbiamo stipulato convenzioni di garanzia con piattaforme on line come Amazon e Alibaba”.

“l’Igp toscano è l’olio più importante del mercato mondiale -ha affermato Ilio Pasqui, presidente di Toscana Certificazione Agroalimentare- e noi siamo al servizio dei produttori. Talvolta ci troviamo anche a dichiarare un No, come è capitato a esempio lo scorso anno, per colpa della mosca olearia. Ma sempre i nostri rilievi sono indirizzata all’elevamento qualitativo del prodotto”.

Ma come sarà l’extravergine toscano del 2017? “Ci sono tutte le condizioni per avere un’ottima annata -garantisce Lapo Gondi, ultima generazione di una famiglia di produttori secolari sulle colline fiorentine, e aderente al Consorzio di tutela- nonostante la stagione difficile che ha condizionato la produzione. Probabilmente il raccolto sarà inferiore alla media del 50%, ma gli ultimi anni ci impongono di abituarci alle incertezze climatiche. In particolare sofferenza i territori costieri, dove si è già cominciata la raccolta, mentre nelle zone interne inizieremo entro fine ottobre. La pioggia di settembre ha restituito polpa alle nostre olive, ma il numero dei frutti sulla pianta era già determinato. Il permanere di temperature elevate anche in ottobre ci spinge ad anticipare la raccolta di qualche settimana”.

“Quest’anno – dice Tulio Marcelli, olivicoltore aretino e presidente di Coldiretti Toscana - sulle nostre piante non c’è traccia di mosca e altri parassiti, ma la mancanza di pioggia e la calura primaverile con le impennate di temperatura, con le piante in piena fioritura, hanno ridotto la presenza dei frutti. Secondo le nostre stime dovremmo essere intorno ad un -40%”. Numeri che pesano come macigni sulle circa 50.000 aziende agricole toscane che producono olio su una superficie complessiva che supera i 90.000 ettari. Il peso del settore sul Pil agricolo è importante con oltre 120 milioni di euro. Secondo recenti studi (Banca CR Firenze - Intesa San Paolo) il valore della produzione di olio esportato dalla Toscana si aggira intorno ai 600 milioni di euro. “Un dato che dice come il Brand Toscana richiami l’interesse di grandi gruppi industriali – continua Marcelli – a produrre olio nella nostra regione con olio che viene da altri territori. Per questo sono fondamentali le Dop e le IGP, come quella dell’extravergine toscano, che legano il prodotto al territorio d’origine”.

“Per fortuna circa il 25-30% dell’olio prodotto in Toscana è venduto come olio a denominazione di origine. Infatti la nostra regione – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti - vanta ben 5 denominazioni riconosciute che sono oltre al Toscano IGP il Chianti Classico DOP, Lucca DOP, Seggiano DOP e Terre di Siena DOP. A fare la parte del leone è proprio il Toscano IGP, che vanta un primato nazionale e la leadership regionale per i quantitativi certificati. Al consorzio della denominazione “Toscano” aderiscono oltre 11.000 olivicoltori e 300 frantoi. Sei milioni e mezzo sono le piante iscritte, 35 mila i quintali di olio prodotto destinato soprattutto all’export. L’olio Toscano IGP da solo – conclude De Concilio - rappresenta oltre il 30% della produzione di olio extravergine italiano che viene messo in commercio con la certificazione di origine. Una garanzia per imprese e cittadini che vogliono scegliere di privilegiare le produzioni made in”.

Agroalimentare — rubrica a cura di Nicola Novelli

Nicola Novelli

Nicola Novelli — Fondatore e Direttore responsabile di Nove da Firenze, dal 1997 il primo giornale on line fiorentino. Laureato in Scienze Politiche è giornalista pubblicista dal 1989. Dal1999 presiede Comunicazione Democratica, associazione di promozione sociale che edita www.nove.firenze.it. Per 5 anni consigliere regionale dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana

E-mail: direttore@nove.firenze.it

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