Inutili, abbandonati, all'asta: pubblico e privato sotto stesso tetto

Due enti come la Regione Toscana e la più giovane e magra ereditiera Città Metropolitana di Firenze mettono gli immobili all'asta.
 Il precario stato di conservazione ne mette a serio rischio la sopravvivenza, non ci sono fondi da investire in manutenzione e così, meglio cedere tutto.
E' stato il presidente Enrico Rossi, assieme all'assessore al Patrimonio Vittorio Bugli ad aver rinnegato il paradosso "Tutelare uguale Vendere" dichiarando "Vendere immobili inutilizzati e che non possono essere più salvaguardati a sufficienza con le risorse a disposizione è un modo per salvarli e valorizzarli".

Una rivoluzione. Sono tanti gli immobili ed in molti casi di "particolare pregio" ed in alcuni casi finiscono all'asta per l'ennesima volta e senza più un prezzo. Saltano anche le famose prescrizioni ed i temuti vincoli alla destinazione d'uso con le giunte grandi e piccole che si rendono disponibili a discutere qualsiasi progetto.

Sia l'Agenzia delle Entrate che la Corte dei Conti, così come la Soprintendenza che un tempo avrebbero avuto voce in capitolo sulle stime, sui costi di acquisto e dismissione e sulle indicazioni tecniche sembrano poter fare un passo indietro davanti all'esigenza di salvare il salvabile.

Ma chi sono i compratori? Preferibilmente stranieri, intercettati attraverso nuovi canali di marketing immobiliare pubblico-privato ricchi di foto e descrizioni accattivanti, amanti dell'italia a tal punto da impegnare milioni di euro senza avere idea di quando potranno rientrare del loro investimento.

Allo stesso modo sono in crisi, e rischiano la svendita, i beni privati delle famiglie storiche toscane che, dovendo ricorrere oramai a fondi propri, non hanno più accantonamenti utili per la manutenzione.
La nostra inchiesta ha mosso i primi passi davanti agli studenti dell'ITI Leonardo da Vinci di Firenze sorpresi dal degrado del Castello di Castiglioni a Cercina, per arrivare al Castello di Sammezzano, nel mezzo le pietre degli ex conventi ed ex carceri diventati ospedali e poi abbandonati per passare a nuove strutture di cemento armato.

Se oggi quei beni immobili hanno occasione di sopravvivere e durare nel tempo è perché diventeranno appartamenti o camere d'albergo. Proprio quei resort che non sarebbero stati mai.

In entrambi i casi, nel pubblico e nel privato, sono trascorsi anni davanti ai disegni tra vincoli di conservazione e tutela e tavoli tecnici sulle destinazioni d'uso di beni che venivano definiti gioielli, ma che nessuno ha lucidato. A cosa è servito, cosa è stato realmente tutelato? 
Poca lungimiranza, incapacità di valutare il potenziale e calcolare i rischi della scarsa manutenzione? Pensavano forse di poter battere moneta?
Amanti della pietra, alfieri dell'affresco e patiti delle cucine in muratura si ritrovano oggi sotto lo stesso tetto, ed il tetto è crollato

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