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Julio Velasco in cattedra a Firenze, il coach farà coaching

Appuntamento l’8 febbraio all’Auditorium Al Duomo in via de’ Cerretani

Il mondo del lavoro è una sfida continua, una partita aperta. Sempre più personaggi del mondo dello Sport diventano "motivatori" ed un esempio sarà presentato a Firenze dall'allenatore che ha stravinto nel Volley.
L'evento organizzato da Gi Group Italia nel centro storico del capoluogo toscano entra a pieno titolo tra i grandi corsi del 2017 nel management aziendale.

"Quando non riusciamo a raggiungere un obiettivo o, più in generale, il nostro lavoro non è stato all’altezza delle attese, può capitare che cerchiamo delle scuse, per attribuire l’insuccesso a situazioni al di fuori del nostro controllo. Il “non è colpa mia” diventa un mezzo per lasciare intatta l’autostima" questo un ragionamento che non farebbe che allontanare dalle responsabilità, così sostiene Julio Velasco, considerato il più grande allenatore di pallavolo di tutti i tempi, nella sua “Cultura degli alibi”.

Teoria diventata cavallo di battaglia di Velasco e sarà alla base dell’incontro “Julio Velasco: gli alibi e il cambiamento” promosso mercoledì 8 febbraio a Firenze, nell’Auditorium Al Duomo (Anfiteatro A. Tomaszewski - via de’ Cerretani 54/r - ore 16-18,30).

L’iniziativa è rivolta, in particolare, ad imprenditori e manager di aziende e a tutti quelli che, a diverso titolo, devono gestire o motivare un team di lavoro.
Velasco si presenterà nel capoluogo toscano, nella veste di filosofo e motivatore e metterà a disposizione della platea la sua grande esperienza.
Un’opportunità per conoscere un grande professionista e portare a casa preziosi concetti manageriali e di coaching.

Grazie a quella che lui stesso definisce la “cultura degli alibi”, Velasco ha radicalmente modificato il modo di intendere la pallavolo nel nostro Paese, consentendo alla Nazionale maschile, definita “la generazione dei fenomeni”, di vincere dal 1989 al 1996 (quando Velasco lasciò le redini della squadra) 3 ori europei, 2 mondiali e 5 vittorie nella World League.

Secondo il grande allenatore, "la vita è un’alternanza fra vittorie e sconfitte e si può fallire un obiettivo senza necessariamente diventare un perdente. Questo concetto mette nella condizione di affrontare l’insuccesso al riparo da quella cultura dell’alibi che rappresenta il più grosso ostacolo al miglioramento delle singole prestazioni" questa la teoria applicabile a tutti gli ambiti della vita, privata e lavorativa, per migliorarsi.

Per partecipare all’incontro con Velasco è possibile chiamare il Numero Verde 800.910.209

Arrivato in Italia nel 1983 per allenare la squadra di serie A2 Jesi, dopo aver vinto quattro scudetti con il FerroCarrilOeste di Buenos Aires ed essere stato il secondo di Young Wang ai Mondiali dell'82 dove l'Argentina vinse il bronzo. Velasco dopo due stagioni nelle Marche passa a Modena dove in quattro anni vince altrettanti scudetti.
Dal 1989 al 1996 è C.T. della nazionale italiana che vince tra l'altro, due mondiali, una coppa del Mondo, tre Europei e quattro World League.
Nel 1997 guida la nazionale femminile all'oro ai Giochi del Mediterraneo, quindi la parentesi come dirigente in qualità di direttore generale della Lazio e successivamente ricopre un ruolo dirigenziale anche nell'Inter di Massimo Moratti.
Guida la Nazionale Iraniana che allenerà fino alle Olimpiadi del 2012. Dal 2014 è commissario tecnico dell'Argentina.


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