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L'Avvocato Risponde — rubrica a cura di Nicola Novelli

Liti condominiali: uno sportello per prevenire le controversie

Il ricorso a sistemi di risoluzione alternativi al processo grazie al mediatore con funzioni di ‘facilitatore del dialogo’

Addio liti di condominio. Uno sportello ci aiuterà. A Firenze è stata istituzionalizzata la figura del mediatore con funzioni di ‘facilitatore del dialogo’ per prevenire l’insorgenza di liti condominiali: questa figura è prevista nella convenzione firmata tra l’‘Organismo di conciliazione di Firenze’ (OCF, che gestisce oltre 2200 mediazioni all’anno, con una percentuale significativa che si conclude con il raggiungimento dell’accordo che pone fine alla controversia insorta tra le parti) e varie associazioni di categoria (Confedilizia - Confederazione Italiana Proprietà Edilizia, associazione provinciale di Firenze della proprietà edilizia, l’associazione Federamministratori - Federazione nazionale amministratori immobiliari, Federazione regionale amministratori Immobiliari - delegazione regione Toscana e Confartamministratori - Confederazione revisori amministratori immobiliari esperti).

Questa iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo Vecchio dall’assessore alla Casa Sara Funaro, dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze avvocato Sergio Paparo, dal referente del progetto dell’Organismo di conciliazione di Firenze’ avvocato Tommaso Gori, dall’avvocato Nino Scripelliti dell’Associazione Confedilizia Firenze e da Alessandro Ferrari di Confamministratori.
“Abbiamo accolto con entusiasmo la presentazione di questa convenzione perché riguarda una tematica che va a toccare una questione importante all’interno dei contesti condominiali - ha detto l’assessore Funaro - e di cui, come amministrazione, abbiamo esperienza nell’ambito degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, una realtà particolarmente complessa dove vive una fascia di popolazione con problematiche differenziate”. “Abbiamo grande interesse nei confronti di questo progetto che va a dare risposte concrete ai cittadini per la soluzione di controversie, in questo caso all’interno di condomini privati - ha continuato l’assessore -, e lo dimostra anche il regolamento di civile convivenza, che altro non è che la prima fase prima della mediazione, che abbiamo elaborato per le case popolari. Da parte nostra c’è la disponibilità per costruire insieme percorsi per agevolare la convivenza nei condomini”.
La convenzione fa parte del progetto sperimentale, unico in Italia, che tiene conto della rilevanza sociale, culturale ed economica dei rapporti di condominio, sia negli edifici privati che pubblici, e dell’importanza di gestire e prevenire le controversie attraverso il ricorso a sistemi di risoluzione alternativi al processo, che favoriscono, con l’aiuto di un professionista facilitatore, la comunicazione e l’ascolto tra le parti, la ricostruzione di rapporti sociali civili e pacifici tra le persone e il raggiungimento di soluzioni condivise.
In particolare, l’accordo è volto ad assicurare una sperimentazione efficace di metodologie nuove di prevenzione dee controversie attraverso l’attività svolta da un professionista altamente qualificato in possesso di un’adeguata e specifica formazione sulle dinamiche conflittuali condominiali.
Nell’ambito della convenzione, verrà istituito un tavolo permanente tra i soggetti firmatari per il monitoraggio della sperimentazione, al quale saranno invitati formalmente a partecipare alle riunioni periodiche i rappresentanti degli enti e delle istituzioni pubbliche interessate.


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