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Migranti e Sanità Toscana: lacune della gestione pubblica

​Associazioni non organizzative e Cooperative specializzate applicano processi virtuosi di assistenzialismo. E le istituzioni?

La Toscana al pari di altre regioni ha vissuto e vive un impoverimento che ha comportato la riattivazione del ticket sanitario di contribuzione alla spesa pubblica. Il reddito è diventato il parametro che determina la capacità contributiva attraverso l'amato e odiato ISEE che ha visto i cittadini assalire commercialisti e centri di assistenza fiscale.

Ma il Servizio Sanitario in Toscana ha il cuore più grande d'Italia e prevede anche l'assistenza agli stranieri suddividendoli tra cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno, che contiene tutte le informazioni necessarie per gli operatori al fine dell'iscrizione e dell'erogazione delle cure, e cittadini comunitari per i quali la legge è più volte cambiata arrivando ad una situazione che non risulta essere molto chiara neppure per gli addetti ai lavori poiché le informazioni in questo caso non esistono, ma sono tutte da verificare a seconda della documentazione presentata o delle dichiarazioni rilasciate allo sportello. Un servizio a vista.
I 90 giorni di buio. Entro 90 giorni dall'arrivo in Italia occorre regolare la propria situazione o prendendo residenza o inserendosi nell'elenco dei domiciliati presso il comune. E durante i 90 giorni? Per i primi 90 giorni chiunque è associabile allo status di turista.

L'ospedalizzazione degli stranieri in Toscana. La proporzione di cittadini non italiani che vengono dimessi dalle strutture ospedaliere della Toscana è in aumento: nel 2000 era il 3,3%, nel 2005 il 4,6% e nel 2010 il 6,8% (dati Regione Toscana) la maggior parte proviene da paesi a forte pressione migratoria. L'Azienda Sanitaria di Prato è quella che negli anni ha registrato il maggior numero di ricoveri effettuati, seguita da Empoli e dall'Azienda di Careggi.
Un servizio umanitario e necessario, che pone la Toscana al vertice dell'assistenzialismo nazionale. Ma è possibile essere i migliori e non aver valutato il miglior modo per rendere il servizio virtuoso?

Il curioso caso del Tesserino STP. Lo straniero temporaneamente presente, non in regola con le norme di soggiorno e indigente, in Toscana ha comunque diritto all'assistenza sanitaria di base. "In seguito all'accertamento che il cittadino non abbia nessuna copertura medica da parte del paese di appartenenza e che non abbia i requisiti in Italia per essere iscritto al SSN - spiega l'ASL - si procede alla consegna del tesserino STP, il documento con un codice ad hoc dove sono scritte le regole per avere le cure. L'STP dura 6 mesi e si può rinnovare".

Quindi esiste un accertamento? Il rilascio del tesserino STP negli anni ha creato non pochi problemi ai dipendenti dei presidi locali arrivati al limite della frustrazione: non correndo l'obbligo di presentare una documentazione, la discrezionalità di valutare se il richiedente fosse meritevole o meno è ricaduta in capo al singolo operatore allo sportello che ha incontrato più volte difficoltà nell'opporsi alla richiesta dell'STP, salvo essere richiamato dalle associazioni di volontariato e rischiare un procedimento disciplinare da parte dell'Azienda che al tempo stesso però impone di svolgere la mansione.
Meglio sarebbe stato, secondo gli addetti ai lavori, concedere un nulla osta erga omnes oppure sottoporre la decisione ad una verifica certificabile.
L'errore in cui è incorso il sistema è presto individuato: l'esistenza stessa dell'STP ha creato squilibri nell'attribuzione di visite, medicinali e prestazioni sanitarie poiché non potendo valutare in modo documentale le caratteristiche del paziente, gli operatori si sono dovuti attenere alla mera valutazione personale. C'è di più. Non esistendo tracciabilità della richiesta fatta, chi ha ricevuto risposta negativa presso un presidio sanitario ha potuto tentare l'aggiudicazione in un altro distretto.
Tutto questo ha turbato non poco lo stato psicologico degli addetti, costretti anche ad inventarsi metodi alternativi di controllo come il passaparola.

Quali sono i servizi offerti? "Ai cittadini stranieri irregolari sono assicurate le cure ambulatoriali ed urgenti ed essenziali, anche continuative per malattia ed infortunio e sono estesi loro i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva". Queste le prestazioni garantite dalla Azienda Sanitaria di Firenze: "La tutela della gravidanza e della maternità a parità di trattamento con le cittadine italiane; la tutela della salute del minore; le vaccinazioni secondo la normativa vigente e nell'ambito delle campagne di prevenzione collettiva; gli interventi di profilassi internazionale; la profilassi e la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei focolai; le prestazioni di prevenzione cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza. L'accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione fatto salvo il caso in cui il personale sanitario sia tenuto all'obbligo di referto. Le prestazioni possono essere fruite dietro pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria a parità con il cittadino italiano".

L'STP viene rilasciato esclusivamente presso l'ufficio estero ed è valido solo nella Regione Toscana che ne ha prorogato più volte nel corso degli anni il rilascio in deroga anche per i cittadini neocomunitari Bulgari e Rumeni. Comunica l'Asl nel 2014 che: "Dal 31 dicembre 2014 il modello STP verrà sostituito dal codice ENI che prevedrà anche un coinvolgimento degli altri settori (per es. il sociale) e riguarderà tutte le nazionalità europee".

E per quanto riguarda il ticket aggiuntivo, quale disciplina si applica nei confronti dei cittadini stranieri? "Per gli stranieri l'applicazione del ticket aggiuntivo segue le medesime modalità del ticket ordinario. I cittadini comunitari così come gli extracomunitari che hanno ottenuto l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale sono tenuti, al pari dei cittadini italiani, al pagamento del ticket ordinario e aggiuntivo, escluse le ipotesi di esenzione. Per quanto attiene gli stranieri temporaneamente presenti (STP) le prestazioni di cui all’articolo 35 del D.Lgs n° 286/1998 sono erogate gratuitamente, fatte salve le quote di compartecipazione alla spesa previste dalla normativa in vigore per gli iscritti al S.S.N., a parità dei cittadini italiani".

Altro caso è legato al post-ospedalizzazione. "In molti casi dopo il ricovero in ospedale - spiegano Asl e Regione Toscana - soprattutto se si tratta di patologie gravi o con conseguenze invalidanti, alcune persone hanno necessità di essere seguite dal punto di vista dell'assistenza socio-sanitaria. Si verificano spesso casi di ricoveri molto prolungati, con conseguenze problematiche sia per la salute del paziente che si trova a non poter usufruire nei tempi necessari di cure adeguate, soprattutto di tipo riabilitativo, che per i bilanci aziendali" così nel 2011 la Regione Toscana destina la cifra complessiva di 500.000 euro ad un progetto di continuità assistenziale.
Il progetto: al momento delle dimissioni, il paziente che necessita di un proseguimento di cure viene esaminato da un'équipe pluriprofessionale che prepara un piano assistenziale personalizzato, in grado di garantire la continuità assistenziale post ospedaliera, individuare percorsi di cura socio-sanitari adeguati, e anche diminuire i costi derivanti da ricoveri impropri. La Caritas, con la quale la SdS di Firenze ha stipulato la convenzione, ospita il paziente in una Casa famiglia, o si occupa di trovargli una sistemazione in una struttura riabilitativa.
Destinatari del progetto non sono solo i cittadini extracomunitari irregolari muniti di attestato STP, cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno ma privi di residenza o di domicilio e senza fissa dimora, cittadini comunitari STP (bulgari e rumeni), ma anche cittadini italiani, privi di documenti, e comunque persone senza fissa dimora né residenti né domiciliati.
A che punto sia la sperimentazione non lo sappiamo perché non abbiamo trovato aggiornamenti in merito al programma.

Antonio Lenoci
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