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Mostre — rubrica a cura di Nicola Novelli

Monica Cecchi al Maxxi di Roma

I gioielli dell’artista toscana inseriti all’interno della mostra “Corpo Movimento Struttura”, aperta fino al 14 gennaio

E’ il corpo della donna che veste il mondo, la sua femminilità che lo genera e lo nutre. E’ il corpo della donna che indossa i gioielli e li abita come vere e proprie strutture architettoniche.

L’ex allieva della Libera Accademia di Belle Arti di Firenze Monica Cecchi è tra i sei artisti che dal 14 novembre al prossimo 14 gennaio espongono al Museo Maxxi di Roma, all’interno della mostra “Corpo Movimento Struttura”: un progetto che indaga il gioiello contemporaneo e la sua costruzione, nelle infinite relazioni - di rapporti, equilibri di pesi e volumi – con l’architettura. Protagoniste le opere di maestri internazionali quali Giampaolo Babetto, David Bielander, Helen Britton, Peter Chang, Philip Sajet e, appunto, Monica Cecchi. Le cui opere partono proprio dai materiali che l’uomo ricava dalla terra, e da quelli che scarta.

Ciò che l’artista pratese realizza è il miracolo della creazione, e le sue sono preziose come il mondo che rappresenta. Con materiali leggeri come la cartapesta, il gesso, il polistirolo e la plastica, assembla; quelli pesanti come il bronzo, il ferro, il piombo e l’alluminio li salda; riscopre la tradizione dell’industria locale lavorando i tessuti; cavalca sulle ali del mito fondendo la cera; si specchia nel plexiglass e impreziosisce la latta riciclata, modellata a mano, dando nuova vita ad oggetti morti e al pianeta soffocato dai rifiuti. La cifra di questa ‘resurrezione’ sono i colori: acrilici, smalti o carboncini.

All’interno del percorso, i gioielli vengono presentati sempre insieme ai disegni preparatori, in modo da sottolineare il processo di costruzione del monile e l’esecuzione di pezzi unici e serie limitate, completamente differenti dalla gioielleria industriale. Accanto ai lavori è esposta una selezione di modelli di architettura provenienti dalle collezioni del MAXXI Architettura, che interagiscono con il gioiello come pure suggestioni strutturali, seguendo i registri espressivi dei designer.

Monica Cecchi presenta 7 pezzi, ispirati al progetto architettonico della stazione di servizio Esso, firmato da Vittorio De Feo, forme geometriche che si ritrovano nei 7 pezzi esposti: bracciali, collane, anelli e spille.

Consigliamo quindi a chi trascorresse a Roma le feste o ci passasse per lavoro, di non perdere la mostra dell’artista toscana, inserita nel meraviglioso scenario del palazzo del Maxxi, realizzato dall’architetta anglo irachena Zaha Hadid.


Testo e foto di

Elena Novelli

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