Muoversi a Firenze: l'inspiegabile problema del traffico

Lunedì l'accordo tra il Comune di Firenze e l'Azienda privata del Trasporto pubblico locale, venerdì lo sciopero. Una settimana interessante nella quale abbiamo cercato di raccontare, mettendole in evidenza, le reali problematiche che si traducono in un servizio di trasporto urbano continuamente sotto accusa.

"Il popolo non ha il pane? Date loro i croissant" questo è accaduto nella splendida Firenze.
Nessuna corsia riservata, nessuna variante o percorso specifico, nessun incentivo a migliorare la qualità del lavoro aumentando le pause o riducendo gli straordinari. La promessa? Più vetture. Chi le guida e soprattutto dove metterle? Come direbbe Enrico Ruggeri "Mistero".

Davanti alla evidente congestione della mobilità cittadina, in cronaca un giorno sì e l'altro pure da Novoli a Gavinana da Bellariva al Galluzzo ed ancor più nei mesi di pioggia, Palazzo Vecchio, per voce del sindaco esclama nel venerdì nero: "Sciopero inspiegabile".

Senza la pretesa di volerlo spiegare a voi, cari lettori che ogni giorno attraversate o lambite il capoluogo toscano, abbiamo semplicemente offerto qualche spunto di riflessione lasciando che fossero i protagonisti a parlare, gli attori di questa tragicommedia a presentarsi e presentare il fenomeno inspiegabile dell'eterno braccio di ferro tra autisti e dirigenza che vede nel mezzo della stretta i passeggeri.

Per molti il problema arriva da lontano, senza voler scomodare la discussione sull'operato architettonico del Poggi, un capoluogo destinato a diventare Città Metropolitana avrebbe dovuto eliminare tutti gli ostacoli sul percorso di una viabilità ramificata, centrifuga e centripeta: dalle strettoie agli imbuti, dagli incroci pericolosi fino ai sottopassi inutili, quelli dove sopra non passa nulla e dunque non sono funzionali alla circolazione di uomini e mezzi.

L'aver ideato un sistema tramviario che va ad interessare il centro delle carreggiate riducendo la portata del trasporto privato nonostante la crisi abbia ridotto il numero di vetture, è ritenuto ancora un azzardo in una città che ha sparpagliato i punti di interesse e nella quale la necessità di spostarsi in autonomia è ancora una priorità.
Firenze è dotata di molte stazioni periferiche e di una rete ferroviaria che, secondo l'Università ed in tempi non sospetti, avrebbe permesso di realizzare una metropolitana di superficie sfruttando il sedime ferroviario. Fantascienza. 

La città che si ferma in via della Scala all'angolo con i viali Rosselli e Belfiore, che non sfonda la muraglia di auto di via Ridolfi o che resta incastrata al Ponte alla Vittoria e conta le pietre a Porta Romana, che si inceppa tra via Masaccio e viale Don Minzoni, che in piazza Beccaria lambisce il paletto della Porta alla Croce e che non riesce a crearsi un varco alla rotonda dell'ObiHall è la stessa di piazza Dalmazia e via delle Panche, di via di Novoli o San Donato dove ci sono adesso i cantieri.

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