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Nardella senza soldi, costretto a tagliare i servizi del Comune?

I Sindaci della provincia di Siena al Governo: «Faremo la nostra parte sui tributi per famiglie e imprese, ma occorre un sostegno ai bilanci comunali per non far saltare i servizi essenziali»

Qualche giorno fa il sindaco Dario Nardella ha lamentato il rischio di default per Firenze. Il periodo è di notevole gravità a causa della pandemia che sta avvolgendo il mondo e i proventi del turismo per la città sono adesso azzerati. Il primo cittadino vede nel taglio dei servizi l’unica possibile soluzione ai problemi di bilancio. Il crollo delle entrate e dei tributi vanno a creare un debito crescente nei bilanci comunali, e in prospettiva un ostacolo alla possibilità di futuri investimenti, soprattutto nei servizi sociali. In questo quadro il Sindaco Nardella veda come unica possibilità quella dei tagli ai servizi.

"Stiamo tutti affrontando una situazione di grande emergenza che ci vede impegnati a garantire la salute dei nostri cittadini al fianco del Governo, della Regione, dell'Autorità sanitaria e del personale medico e sanitario che ci sentiamo di ringraziare per l’immenso sforzo che sta producendo in questi giorni -scrivono più di 30 sindaci della provincia di Siena- Siamo consapevoli, perché già registriamo le prime significative ricadute anche sui nostri bilanci comunali, che il blocco di molte attività determina e determinerà delle ricadute economiche importanti su tutti i nostri territori. Sono già colpite le attività commerciali, produttive, ricettive, turistiche e agricole come allo stesso tempo le aziende erogatrici dei servizi e gli enti locali, quest’ultimi chiamati ad uno sforzo straordinario per garantire i servizi essenziali ai cittadini e, in più, a organizzare servizi specifici divenuti necessari per accudire le persone più colpite dall’emergenza sanitaria. Siamo di fronte ad una emergenza che chiede ai Comuni più strumenti ma che, allo stesso tempo, ci toglie le risorse per poterli produrre e mantenere. In questo contesto siamo determinati a garantire i servizi essenziali, ad essere al fianco delle famiglie e del sistema economico-produttivo, consapevoli tuttavia che i nostri bilanci sono messi a dura prova e del fatto che, già oggi, risulta impossibile qualsiasi previsione di impegno e di spesa. Questo sforzo non va vanificato. Perché fermare il diffondersi del coronavirus, restando a casa il più possibile, rappresenta ancora oggi la principale arma che abbiamo dal punto di vista sanitario e la prima misura economica decisiva per ripartire. Bene che prima arrivino alcune risposte dal Governo per famiglie, lavoratori e imprese, bene le risorse aggiuntive stanziate dalla Regione Toscana su sanità e lavoro. A breve, però, dovremo tutti occuparci di evitare il dissesto dei Comuni, l'unica istituzione di prossimità sul territorio nazionale. Dopo il decreto ‘Cura Italia’ occorre a nostro avviso un provvedimento specifico che si occupi degli enti locali e del loro equilibrio finanziario. Se salta il sistema dei Comuni, saltano i servizi per i cittadini. Senza risorse non si può garantire l'erogazione dei servizi socio assistenziali, non si può garantire la scuola, il trasporto pubblico, senza risorse non si raccolgono i rifiuti urbani e non si fanno tante altre cose essenziali per la vita di tutti i giorni. Noi faremo la nostra parte anche in provincia di Siena, valutando di non far pagare i servizi scolastici per il periodo di sospensione delle attività come il servizio mensa, il trasporto scolastico, il servizio dei nidi dell’infanzia e tutti i diversi servizi all’infanzia comunque non erogati, ma servono in ogni caso misure di sostegno a favore dei Comuni da parte dello Stato centrale. Per permettere alle imprese e alle famiglie di trattenere liquidità, al fine di favorire la ripresa delle attività e con l’auspicio che l’emergenza termini il prima possibile, cercheremo di agire sul rinvio dei versamenti di tasse e imposte locali. Ma non basterà. Noi Sindaci, in questa fase, continuiamo a servire le nostre comunità e a collaborare con il Governo e la Regione con grande responsabilità. Stiamo facendo tutto il possibile, ma servono quanto prima gli strumenti finanziari e normativi per evitare il dissesto dei bilanci comunali per garantire i servizi essenziali e non far venire meno il ruolo dei Comuni".


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