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Negli enti pubblici ci si organizza per la prevenzione dal coronavirus

La richiesta di azioni anche da parte dei sindacati. Dal 9 marzo variano le frequenze della Tramvia di Firenze. Da domani a Livorno aperti solo il Palazzo Comunale e il Palazzo dell'Anagrafe. Quali effetti sui lavoratori precari dei servizi in appalto sospesi?

In queste ore gli enti pubblici stanno predisponendo indicazioni relative allo svolgimento dell'attività degli Uffici alla luce delle raccomandazioni contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e finalizzate a prevenire e limitare la diffusione del Coronavirus. L'ampia affluenza quotidiana che interessa la sedi degli enti locali porta infatti ad adottare misure di contenimento del tutto eccezionali.

Al Comune di Livorno saranno garantiti tutti i servizi essenziali, pur in un quadro di tutela massima della sicurezza, sia dei cittadini che del personale. In quest'ottica, da domani, lunedì 9 marzo, e fino al 15 marzo prossimo, saranno chiuse al pubblico tutte le sedi comunali decentrate (compresi gli sportelli nord e sud). Saranno aperti solo il Palazzo Vecchio in piazza del Municipio 1 e il Palazzo dell'Anagrafe (dove si trovano anche gli uffici della Polizia Municipale) in piazza del Municipio 50. Avere accentrato i servizi allo sportello, con due soli accessi al pubblico, consentirà secondo l'Amministrazione un maggiore controllo in sicurezza sugli ingressi. Cittadini e personale comunale troveranno gel igienizzante all'ingresso dei due palazzi, e vi saranno controlli affinchè la distanza tra le persone in fila e agli sportelli non sia inferiore a un metro così come prescritto dal Governo. I servizi anagrafici, elettorali e di stato civile, come detto saranno erogati esclusivamente presso il Palazzo Nuovo di Piazza del Municipio 50. Tutti i cittadini che fino ad oggi si sono rivolti agli sportelli decentrati di Corea e la Rosa si dovranno recare presso l’Anagrafe centrale dove, negli orari già previsti, sono assicurati tutti gli appuntamenti per cambi di residenza e CIE (carta di identità elettronica) compresi quelli che dovevano essere erogati presso gli sportelli area nord e sud. Anche chi aveva l'appuntamento allo sportello nord o a quello sud si dovrà recare invece al Palazzo dell'Anagrafe. I servizi non anagrafici quali ad es. consegna contrassegni ZTL/ZSC, consegna tesserini venatori, vendita tagliandi gratta ed occupa per Tosap ambulanti, erogati presso gli sportelli decentrati di Corea e la Rosa sono momentaneamente sospesi per qualche giorno in attesa di poter essere riallocati presso le sedi centrali del Comune.

All'Ordine dei giornalisti della Toscana gli uffici di segreteria rimarranno chiusi al pubblico fino al prossimo 3 aprile. La segreteria di Odg Toscana sarà raggiungibile a distanza. Per questo l'Odine già nei giorni scorsi aveva implementato i servizi per la comunicazione.

Il servizio di Tpl deve essere garantito. Ma per farlo, in una situazione così critica, bisogna tutelare gli autisti. Se soltanto un conducente ATAF, per fare un esempio, si contagiasse, tutto il deposito o rimessa potrebbe essere messo in quarantena con il rischio concreto di blocco del servizio urbano, o extraurbano.

Il sindacato SLM Fast ha suggerito accorgimenti, nelle lettere mandate alle aziende negli ultimi giorni: "Per evitare il blocco del servizio poiché in molti bus non si riesce a rispettare la distanza di sicurezza, l'unica vera soluzione efficace, occorre alzare le tutele per il personale viaggiante disponendo di non aprire la porta anteriore salvo casi di emergenza e delimitando una spazio di interdizione (sicurezza) come da decreto ministeriale di un metro dal posto guida. Pertanto occorrono interventi condivisi in tutte le aziende di Tpl, sui bus tre porte, due porte, con cabina chiusa o non, dandone la massima informazione all'utenza".

Variano intanto le frequenze e gli orari del servizio della tramvia di Firenze. Da lunedì 9 marzo e fino alla riapertura delle scuole, nelle ore di punta ci sarà una corsa ogni 5 minuti per la linea T1 e ogni 5 minuti e 30 secondi per la linea T2. La variazione è stata decisa dal Comune di Firenze dopo il decreto del Presidente del Consiglio del Ministri sulle misure per il Covid-19 e in particolare per quanto riguarda la chiusura delle scuole, e a seguito della disposizione della Regione Toscana di ridurre trasporto pubblico locale su gomma a quello feriale invernale non scolastico. Anche per la tramvia fiorentina sarà quindi prevista una rimodulazione. Il servizio avrà alcune variazioni nella frequenza, ma non subirà interruzioni e continuerà a viaggiare sempre tra le 5.00 e le 00.30, con estensione del servizio fino alle 2.00 di notte il venerdì e sabato sera. L’applicazione dell’orario “non scolastico” rimarrà in vigore fino alla riapertura delle scuole e alla ripresa dell’attività didattica, ad oggi fissata al 15 marzo.

Ma, di converso, i sindacati si preoccupano pure delle conseguenze economiche e contrattuali che Covid 19 –anche a seguito del DPCM del 8 marzo 2020- provocherà ai lavoratori precari dei servizi in appalto. Il DPCM prevede la chiusura oltre che delle scuole e di altri servizi educativi e sociali, anche la chiusura e la limitazione di musei e biblioteche. A Firenze, ad esempio, molti lavoratori che operano in appalto per l’Amministrazione Comunale saranno sospesi dal servizio. Perciò la Confederazione USB richiede che venga garantito il pagamento integrale delle eventuali ore di servizio non prestate, causa forza maggiore, per il personale dei servizi in appalto dipendenti dalle Cooperative Sociali e delle aziende che operano nei vari settori dei servizi comunali.

“Non hanno giustamente manifestato a Firenze per motivi precauzionali visto il propagarsi del Coronavirus -afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega- ma non per questo, istituzioni come il Ministero del Lavoro e la stessa Regione non devono occuparsi di circa 4000 lavoratori(principalmente donne) che in tutta Italia dal primo marzo sono senza lavoro(in Toscana, sono oltre 260 di cui una cinquantina in provincia di Lucca).” “Stiamo parlando-prosegue il Consigliere-degli addetti alle pulizie delle scuole che, a seguito dell’esclusione dal processo d’internalizzazione dei predetti servizi nelle scuole, sono, come detto, da alcuni giorni, disoccupati.” “Tra l’altro-precisa l’esponente leghista-pare che tutto ciò sia avvenuto nel completo disinteresse del Governo nazionale e del Miur, senza dimenticare anche la scarsa propensione al dialogo delle stesse imprese.” “Riteniamo, a questo punto -sottolinea Montemagni- che pure la Regione non possa tralasciare la delicata questione e quindi ci auguriamo che possa essere aperto un Tavolo per risolvere questa palese criticità.” “Una vertenza-conclude la rappresentante del Carroccio-che non deve passare, quindi, sotto un colpevole silenzio, perché in ballo c’è il futuro di moltissimi lavoratori, oltre che quello delle loro famiglie.”


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