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Mostre — rubrica a cura di Alessandro Lazzeri

“Noi, neanche dannati”

Noi neanche

Le sculture di Elena Tuminelli in mostra alla galleria Etra Studio Tommasi. Una settantina di sculture che testimoniano la fragilità della figura umana con il rimpianto di un umanesimo perduto.

Francesca Sacchi Tommasi apre le porte all’Arte che ancora si esprime attraverso la virtù del saper fare. Si è inaugurata lo scorso 9 gennaio, e proseguirà fino al 29 febbraio 2020, Noi, neanche dannati, mostra di opere di Elena Mutinelli, curata da Vittorio Sgarbi e allestita negli spazi della galleria d’arte Etra Studio Tommasi, situata nel cuore di Firenze, in via della Pergola 57. Nata dal sodalizio tra l’artista e Francesca Sacchi Tommasi, che ha seguito l’avvicendarsi delle opere e l’evoluzione dello stile nel tempo, Noi, neanche dannati propone una settantina di sculture che testimoniano la fragilità della figura umana con il rimpianto di un umanesimo perduto; al tempo stesso la gallerista presenta al pubblico il lato nascosto di un‘artista, attraverso un percorso di opere recentissime e di altre ancora inedite.

Da qui l’idea di dare spazio alle sculture dell’artista lombarda, animando in galleria una tavola rotonda dell’Italia delle signorie, fucina d’idee, che hanno determinato il nostro primato nel mondo dell’arte. I guerrieri metropolitani dal forte aspetto si ritrovano insieme, rivestendosi dei loro panni per riconoscersi negli eroi di cui l’ignoranza li ha resi orfani.

Assistiamo a un convito di personaggi, cui la Mutinelli ha dato vita, che attoniti si guardano. Ritorna l’Italia delle signorie, dalle strade ancora troppo strette, con le tradizioni medioevali: «In quei volti ritrovo la forza e l’assoluto dei nostri padri rispetto a Noi, neanche dannati, orfani di eroi…», scrive Elena Mutinelli.

Questa mostra si apre in chiave ironica, con un’incisività espressiva caricaturale, ricollocando le fisionomie metropolitane che, di personaggio in personaggio, dal tardo medioevo al rinascimento, ritrovano la loro identità.

La scultura più recente - Al guerriero non piace il dettaglio, 2019, work in progress -, potrebbe essere il vicino di casa, la persona che incrociamo in viaggio e non rivedremo mai più. Lo sconosciuto diventa personaggio nei panni di chi fu; abbiamo i Cardinali di Nostra madre chiesa, le cortigiane, i dotti, chi ci consiglia, abbiamo l’espressione della smorfia che ci rende persino belli, narcisi più che mai imbevuti d’immagini. Il coraggio di una scelta libera nel mondo dell’arte è ben espresso in Noi, neanche dannati.

Un faccia a faccia tra l’ironico e il drammatico che giunge fino a rappresentare il tema della follia in Sapientia Hominum. Infine, si ritorna al corpo bello e seducente passando attraverso la tensione dell'Eros, il dirompente palpitare di vita e il desiderio d’immortalità: in questo tratto sono presentate le ricerche iconografiche dell’opera della Mutinelli, dal mistero della nascita a quello della morte.

La mostra, che proseguirà fino alla fine di febbraio 2020, è aperta con ingresso libero dal martedì al sabato ore 15-19 ed è arricchita dal catalogo, edito da Capire, con i testi di Vittorio Sgarbi.


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