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Agroalimentare — rubrica a cura di Nicola Novelli

Paesaggi rurali: nuovi riconoscimenti dal Mipaaf

Lamole e Trequanda tra i primissimi in Italia a ricevere il prestigioso riconoscimento. Il sindaco Paolo Sottani: “il riconoscimento rappresenta un valore aggiunto per la promozione del nostro territorio in linea con la filosofia del vivere slow”

Lamole, territorio unico al mondo, ha ottenuto il riconoscimento di paesaggio rurale storico d’Italia. La bellezza e le origini del borgo che domina le colline grevigiane, la storia e la tradizione agricola dei terrazzamenti sono entrati a far parte di un tesoro nazionale di rilievo ambientale e culturale. L’esito positivo della richiesta di candidatura è stato comunicato al termine della convocazione romana presso il Ministero delle Politiche Agricole, nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale delle Pratiche Agricole e delle Conoscenze Tradizionali, cui hanno partecipato, esponendo la relazione di candidatura, il sindaco Paolo Sottani, i viticoltori Paolo Socci e Susanna Grassi e Federico Preti dell'Università di Firenze. La candidatura è stata presentata dall’Associazione viticoltori Profumi di Lamole, presieduta da Susanna Grassi.

“Abbiamo raggiunto un traguardo importantissimo – ha dichiarato Susanna Grassi - per il quale ci siamo tutti impegnati, la rete attivata dall’amministrazione comunale e dall’associazione dei viticoltori è stata fondamentale per il lavoro di squadra – il riconoscimento valorizza da un lato le pratiche agricole storiche e tradizionali, tra cui le coltivazioni promiscue e le viti ad alberello, dall'altro riconosce e premia il lavoro di restauro e ripristino delle vigne terrazzate di Lamole e Casole. La qualifica rende onore ad uno straordinario angolo di Chianti". Le caratteristiche e le tipicità di Lamole sono legate alla produzione di vino ad alta quota, la più elevata del Chianti Classico. “E’ l’area in cui si raggiungono, per alcuni vigneti, oltre i 600 metri di altezza – ha specificato il sindaco Sottani - Lamole si caratterizza per i terrazzamenti conservati, ritrovati e talvolta recuperati sulla base delle stesse tecniche e metodologie di realizzazione del passato”. Una peculiarità che ha rappresentato anche una difficoltà sul fronte produttivo e agricolo. “Nel corso del ventennio’50-’70 – ha aggiunto il primo cittadino - è stata una delle aree chiantigiane in cui il fenomeno dell’abbandono delle campagne si è verificato maggiormente, per questo va riconosciuto il merito a chi si è impegnato a conservare il territorio così bene fino ad oggi. Altre aree del nostro territorio, caratterizzate dalla presenza di terrazzamenti, sono andate negli anni scomparendo, essendo state sostituite dal bosco”. “Il riconoscimento rappresenta dunque un valore aggiunto – ha concluso il primo cittadino - per la promozione del nostro territorio in linea con gli impegni, gli obiettivi e la filosofia della rete mondiale delle Città Slow, avviata dal Comune di Greve nel 1999. Fin da quando si è presentata la possibilità di candidare Lamole a paesaggio rurale storico il Comune ha affiancato l’Associazione viticoltori e ha finanziato il lavoro di candidatura curato in collaborazione con l’Università di Firenze”.

Anche il territorio di Trequanda ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Paesaggio rurale storico”. L’attribuzione è avvenuta da parte dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali che si è riunito a Roma il 10 gennaio al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per giudicare il dossier presentato dal Comune dal titolo “Il paesaggio policolturale di Trequanda”. Si tratta del primo ente locale in Toscana, e tra i primissimi in Italia, a vedere riconosciuta l’autenticità del proprio paesaggio e la tutela della biodiversità: un valore sempre più raro che il Ministero ha sentito il bisogno di “certificare” e tutelare. L’obiettivo da parte di Trequanda è stato raggiunto in collaborazione con l’Associazione nazionale città dell’Olio e con un gruppo di esperti, che hanno lavorato al dossier. Al termine dell’iter della candidatura, nei giorni scorsi, Tiziano Tempesta dell’Università di Padova e Costanzo Massari del Mipaaf avevano verificato sul posto, insieme al sindaco Roberto Machetti, la corrispondenza dei dati e delle mappe con la realtà. La grande armonia del paesaggio ha sorpreso i “commissari” ministeriali inviati a Trequanda, come la commissione presente a Roma. Lo stesso sindaco e la studiosa di questi temi, Martina Venturi, hanno ricevuto apprezzamenti nel corso dell’esposizione del dossier proprio per le caratteristiche del territorio. Emilio Gatto, dirigente del Mipaaf, ha dato l’annuncio del riconoscimento dopo il giudizio a porte chiuse da parte componenti dell’Osservatorio nazionale: un momento emozionante, sancito da strette di mano e da un applauso. «Abbiamo ottenuto una forma di risarcimento – afferma il primo cittadino di Trequanda – per le tante qualità del nostro territorio, che merita la stessa notorietà di alcune località limitrofe. Essere riconosciuti per l’unicità del nostro paesaggio consentirà, speriamo, di diventare il punto fermo di una strategia che punta al recupero della nostra identità, legata alle tradizioni, ai prodotti locali e alla percezione del valore culturale, produttivo storico e paesaggistico. Un’operazione quindi non solo di tutela, ma di costruzione di una sorta di brand territoriale, in dialogo con la Val di Chiana, la Provincia di Siena, la Toscana. In ogni caso, con l'obiettivo raggiunto, abbiamo mantenuto una promessa fatta in campagna elettorale». A breve è prevista una cerimonia ufficiale, con il ministro Maurizio Martina, per la consegna dell’attestato nelle mani del sindaco Machetti. Intanto, lo stesso sindaco ringrazia «l’Associazione nazionale città dell’olio, i tecnici che hanno lavorato al progetto e gli imprenditori che contribuiscono a modellare un paesaggio così vario e armonioso». A sua volta, il vicepresidente e coordinatore regionale dell’Associazione delle città dell’olio, Marcello Bonechi, dichiara la sua soddisfazione «per aver mantenuto un impegno preso, ed averlo onorato al meglio: ora il Comune di Trequanda ha uno strumento per valorizzare anche il suo patrimonio olivicolo».

“Voglio congratularmi personalmente con i sindaci delle Città dell’Olio di Venafro, Trequanda, Trevi, Assisi, Spoleto, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno per il prestigioso traguardo raggiunto - ha commentato a caldo Enrico Lupi presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio - e voglio ringraziare anche tutto lo staff dell’Associazione che ho l’onore di rappresentare per aver lavorato senza sosta a questo sogno che diventa realtà. Sono passati tre anni dall’inizio di questa avventura. Ci abbiamo creduto, promuovendo la candidatura di ben 31 paesaggi olivicoli di 12 Regioni italiane. Solo 15 di essi hanno superato la prima durissima selezione e tra loro ad oggi 5 hanno già ottenuto il riconoscimento sperato. Un bilancio provvisorio che non può non renderci orgogliosi e che ci sprona a fare sempre di più per la valorizzazione e tutela del paesaggio e della biodiversità, una ricchezza tutta italiana, che il Ministero ha finalmente deciso di “certificare” e proteggere attraverso uno strumento concreto che serve a rafforzare le identità territoriali e farne percepire il valore storico, naturalistico ma anche economico”.

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