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Banca Etruria: processo al via nei prossimi giorni

Popolari venete: le prime decisioni dell'Acf Consob a favore degli azionisti. Monte dei Paschi: tavolo regionale per la crisi occupazionale

Firenze– Giovedì 22 giugno si avvierà ad Arezzo il processo penale per bancarotta fraudolenta nei confronti di 21 persone, ex amministratori di Banca Etruria, accusati di aver distratto dalle casse sociali oltre cento milioni in prestiti mai rimborsati.Gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati hanno titolo, non essendo creditori sociali perché esclusivi dal passivo, per chiedere a loro volta il risarcimento dei danni subiti per l’impoverimento della società di cui detenevano titoli. Infatti le forti perdite su crediti allegramente concessi hanno determinato lo stato di insolvenza della società e quindi un danno al patrimonio della banca e al patrimonio di azionisti e subordinati.

L'Arbitro per le Controversie Finanziarie presso la Consob, che ha preso avvio lo scorso 9 gennaio, ha emanato i suoi primi provvedimenti. Sono in totale sei, di cui quattro (e non cinque come riportato da alcuni notiziari) riguardano la Popolare di Vicenza e che sono riconducibili anche a Veneto Banca. Tre dei quattro pronunciamenti riguardano azionisti che avevano messo in vendita le azioni senza successo, due ad aprile ed uno a luglio 2014, ed hanno chiesto il risarcimento lamentando il fatto che, come si è poi appreso, la banca avesse nelle vendite favorito altri e che in generale non avesse organizzato in maniera efficiente e trasparente il meccanismo di vendita. La Popolare di Vicenza ha dapprima domandato al Collegio di non pronunciarsi perché i clienti, lamentando il mancato riacquisto delle azioni e la disparità di trattamento rispetto agli altri, avrebbero agito in qualità di soci. Ulteriore prova di ciò deriverebbe dal fatto che la disposizione di vendita è un invito al riacquisto delle azioni inoltrato alla Banca ma indirizzato al Consiglio di Amministrazione dell’Istituto. La posizione della banca sarebbe quindi quella di emittente e non di intermediario. Il Collegio ha invece ritenuto di potersi esprimere ugualmente perché, tramite tali ricorsi, rivestito del compito di verificare la correttezza e la diligenza posta in essere dall’intermediario nella prestazione del servizio di investimento di “esecuzione di ordini per conto dei clienti”.

È stata approvata con voto favorevole all’unanimità una mozione in merito alla crisi occupazionale del Monte dei Paschi di Siena. L’atto, presentato dai consiglieri del M5S Giacomo Giannarelli, Irene Galletti, Gabriele Bianchi e Andrea Quartini, impegna la Giunta “ad aprire quanto prima un tavolo regionale sulla crisi aziendale di Monte dei Paschi di Siena, in particolare sui riflessi occupazionali previsti dal piano industriale in discussione, al fine di garantire presenza e supporto dell’istituzione Regione Toscana in tale fase cruciale per il destino di migliaia di toscani”. Come ha spiegato Giannarelli, illustrando l’atto in aula, le ultime notizie provenienti dall’Europa parlano della richiesta di 10mila esuberi per tutto il gruppo, con il rischio, per la Toscana, di 5mila dipendenti in esubero. “Un’eventualità che avrebbe risvolti drammatici per la nostra regione – ha detto il consigliere –. Per questo chiediamo che la Giunta apra un tavolo, come in altri casi di grave crisi che si sono verificati”. La mozione impegna inoltre la Giunta regionale a richiedere presso la Conferenza Stato-Regioni “il rispetto del tetto salariale per il management, non superiore a 10 volte il salario medio dei dipendenti di Mps, così come previsto dall’accordo di principio del 1 giugno 2017 tra Commissione europea e Stato italiano”. Voto favorevole anche da parte degli altri gruppi. Claudio Borghi (Lega nord), portavoce dell’opposizione, ha preannunciato il suo sì sottolineando come “sarebbe fondamentale far partire un tavolo regionale sulla questione delle banche, perché la crisi di un istituto bancario si riverbera in modo drammatico su tutto il territorio e l’esubero del personale è solo il primo dei tanti effetti negativi, che purtroppo erano prevedibili”. Secondo Leonardo Marras (Pd) “la mozione è equilibrata e non possiamo non votarla”. “La crisi ha riflessi gravi sul territorio e la Regione deve farsene carico” ha aggiunto il capogruppo del Pd, il quale ha anche auspicato un pieno sostegno al ministro Padoan nella trattativa presso la Commissione europea per il salvataggio della banca.


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