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Regionali, tappa di Giani a Prato: la top 5 dei suoi impegni elettorali

Ieri sera prima 'vera' uscita in vista di Toscana 2020. Tra gli obiettivi asili nido gratis alle coppie che prendono meno di 50mila euro l'anno, dividendi di Publiacqua da reinvestire nella rete, metronavetta da Peretola al Museo Pecci, ruolo fondamentale delle donne in politica e completare l'aeroporto di Firenze inglobando i malumori locali

 C’è l’Eugenio Giani probabilmente più conosciuto, quello dei voli nella storia e della difesa delle tradizioni toscane. Ma c’è anche l’Eugenio Giani che inizia ad alzare l'asticella, come impone una campagna elettorale che si rispetti. Ieri sera, nella sua prima “vera” uscita in vista delle elezioni regionali, ha preso di mira, sia pur sempre col sorriso e un tono sostanzialmente da prime time televisivo, aspetti fondamentali dell’assetto regionale attuale, che non vanno a (Eu)genio, dalla gara del trasporto pubblico locale allo strapotere romano dentro Publiacqua. E, contestualmente, si è assunto una serie di impegni che non potranno non essergli ricordati dai cittadini, una volta eletto.

Ecco La top 5 degli impegni che Giani si è assunto in campagna elettorale, nella tappa pratese.

5) Tenere il Comune di Prato dentro l’osservatorio nazionale che seguirà i lavori per la nuova pista di Peretola. In sostanza, riuscire a completare il progetto dell'aeroporto inglobando i malumori e le opposizioni locali.

4) Una rivoluzione al femminile nelle istituzioni e nelle società, ispirata al modello etrusco. Che, detta così, fa storcere il naso. Ma Giani annuncia un progetto chiamato “Ati”, che era una dei nomi di donna etrusca più diffusi. “Perché gli etruschi furono la civiltà più evoluta? Perché la donna aveva un ruolo fondamentale. Le sacerdotesse avevano un ruolo fondamentale. Siamo figli di civiltà che sono andate bene e sono andate avanti perché le donne avevano questo ruolo


3) Una metronavetta da Peretola al museo Pecci. Museo che, bada bene, “deve restare il centro di arte contemporanea della Piana, io non darò un soldo per musei di arte contemporanea a Firenze”.

2) I dividendi di Publiacqua devono essere reinvestiti nella rete, nella tecnologia e nella depuraizone. “Abbiamo una realtà -afferma Giani- egemonizzate da Acea, che se fa 30 milioni di dividendi, come l’anno scorso, questi vanno a finire a Roma. Questo non è giusto. Io ci credo nell’acqua pubblica, con una visione riformista, non ideologica, nel senso che voglio avere voce in capitolo. Invece che dare i dividendi a Roma e ai Comuni, vorrei che quelle risorse fossero reinvestite nella rete, nella tecnologia e nella depurazione”.


1) Ed ecco l’obiettivo oggettivamente più difficile da rispettare, considerandone la portata economica e la situazione effettiva, attuale, nei Comuni toscani: asili nido gratis per tutte le famiglie con Isee inferiore a 50 mila euro. 

Marco Bazzichi
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