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Salute e Sicurezza: in sciopero gli operatori del servizio di assistenza domiciliare

Chi assiste più, da una settimana anziani e disabili? Filcams Cgil Firenze:”I lavoratori dei supermercati pronti a mobilitarsi” Anche pompieri e vigili urbani senza protezioni? La precisazione del Comando della Polizia Municipale. Opi Fi-Pt a Careggi: «Fornire protezioni adeguate e velocizzare le assunzioni». I punti vendita Unicoop chiusi la domenica

Firenze, 16-3-2020- Da una settimana l'Unione Sindacale di Base ha sollevato varie problematiche difronte all’emergenza del nuovo coronavirus, sia al Comune di Firenze che alla Cooperativa. Sono proprio gli anziani e i disabili la categoria più esposta, ma non sono al sicuro gli stessi operatori. Per questo motivo hanno indetto uno sciopero.

"Chiediamo con forza che vengano aumentati i livelli di protezione del servizio e che ci si adoperi seriamente per avere DPI in numero adeguato e di qualità. Che venga inoltre modificato il nostro DVR in base all’emergenza Covid-19. Chiediamo di ridurre i servizi al minimo. I servizi secondari come spese, accompagnamenti e pulizie vanno tutti sospesi, ma chiediamo anche che i servizi essenziali siano rivisti con molta attenzione -spiegano dall'Unione Sindacale di Base Firenze- Se non verranno accolte le nostre “minime” richiesta a tutela di salute e sicurezza per noi e per gli utenti lo sciopero continuerà".

Continuiamo ad assistere, ancora oggi, nonostante quanto disposto dai DCPM, a lunghe ed interminabili code davanti ai supermercati che di fatto sono assembramenti, in pieno contrasto quindi alle disposizioni legislative in materia di contrasto al Coronavirus.

"Ribadiamo con forza alla cittadinanza di assumere comportamenti intelligenti e coerenti, adottando modalità diverse di fare la spesa, utilizzando anche i negozi di vicinato. Non c’è necessità di andare più volte al giorno, più volte alla settimana a fare la spesa -afferma per la Filcams Cgil Firenze Francesca Battistini- Alle aziende chiediamo da giorni ormai il rigoroso rispetto delle procedure sanitarie, rafforzate anche dal protocollo sottoscritto con il Governo, ma alcune sembrano sorde alle ripetute segnalazioni. Chiediamo che si faccia prevalere solo ed esclusivamente il bene collettivo, dei lavoratori, della salute pubblica, che non possono, non devono essere sacrificate sull’altare degli incassi, soprattutto in questo tragico momento che tutto il paese sta vivendo. Nel caso in cui non si provvedesse alla puntuale e scrupolosa applicazione delle procedure sanitarie e di salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, chiederemo la sospensione dell'attività. Inoltre, sollecitiamo la riduzione dei nastri orari di apertura nei giorni feriali, come da oggi fa un'importante catena alimentare, Unicoop Firenze, e chiediamo con forza la chiusura degli esercizi commerciali nella giornata domenicale. Si lasci da parte la logica del ‘sempre aperto’ per fare incasso, si privilegino scelte di buon senso che vadano incontro anche a quei lavoratori che non sono figli di nessuno. La chiusura di un giorno alla settimana consentirebbe alle aziende di sanificare, riorganizzare, rifornire e dare quel sacrosanto ristoro psicologico e fisico di cui necessitano le lavoratrici e i lavoratori".

Infatti Unicoop Firenze, insieme alle altre cooperative di consumo sul territorio nazionale, ha deciso la chiusura dei propri 104 punti vendita in sette province della Toscana domenica prossima 22 marzo e domenica 29 marzo. Al termine di questo periodo, la situazione verrà rivalutata. 

“La riteniamo una misura doverosa per contribuire a limitare le presenze per strada diluendo gli acquisti delle famiglie durante i giorni feriali della settimana e impedendone la concentrazione durante la domenica e, contemporaneamente, per venire incontro alle necessità dei colleghi che operano nei punti vendita e che potranno così ottenere una pausa in grado anche di attenuare la tensione delle scorse settimane” fanno sapere da Unicoop Firenze.

Tutti i comandi provinciali dei Vigili del Fuoco stanno facendo enormi sforzi per reperire iDPI necessari, sanificare automezzi e locali.

"I Vigili del Fuoco da ieri fanno turni di 24 ore continuative per sopperire alle carenze ed evitare il più possibile gli scambi di personale e la promiscuità delle sedi, dove le distanze minime e i DPI non possono essere rispettati, basta pensare alla squadra di 5 uomini che esce con un automezzo,bagni, docce, locali di riposo, sale operative, distaccamenti -denuncia il sindacato USB- Non possiamo nemmeno stare a casa in quarantena come il personale sanitario e chiediamo quindi di poterci proteggere con maschere, occhiali guanti e dotazioni personali".

"Come già denunciato nei giorni scorsi, non viene consentito di lavorare in sicurezza e viene quindi messa a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini -affermano per FP CGIL Mauro Comi e Alessandro Giorgetti, per CISL FP Nicola Burzio, per UILFPL Firenze Flavio Gambini- Mancano mascherine, guanti e soluzioni disinfettanti. Se l’amministrazione non riesce a reperire i dispositivi, deve rimodulare i servizi. Bisogna evitare il contagio degli operatori della Polizia Municipale per garantire il proseguimento dei servizi. L’eventuale messa in quarantena delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia municipale, infatti, potrebbe portare gravi conseguenze per tutta la città di Firenze. Per questo motivo oggi come sindacati abbiamo scritto al sindaco Nardella, diffidandolo dal far continuare a lavorare gli operatori della Polizia Municipale in carenti condizioni di sicurezza".

Dal Comando della Polizia Municipale precisano però che fin dal 26 febbraio, in stretta collaborazione con il medico competente, si sta  lavorando all'individuazione dei servizi maggiormente a rischio (come per esempio gli incidenti stradali e controlli sugli spostamenti) con la finalità di dotare le pattuglie impiegate in questi servizi di idonei dispositivi di protezione: auto con cella di sicurezza, mascherine fp2, guanti, gel igienizzante per mani. Per alcune tipologie di servizi é stata prevista la dotazione di tute e occhiali protettivi. A seguito dell'ultima indicazione del medico del lavoro arrivata oggi. sono state individuate le attività e/o i servizi indifferibili ed indispensabili con l’obbligo per il personale di indossare mascherine di protezione e guanti. ‪Domani pomeriggio sono stati convocate le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza e i sindacati per garantire un’adeguata informativa sulle misure adottate e sulla pianificazione in materia di sicurezza.‬

«Comprendiamo le difficoltà di gestione di questa drammatica emergenza ma le innumerevoli segnalazioni ricevute dall’Ordine ci portano a far presente la necessità di un coordinamento attivo fra livelli organizzativi (coordinatori, Po, dirigenze varie) perché la carenza o il ritardo di informazioni complica il clima di lavoro». Lo afferma l’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze Pistoia in una lettera indirizzata alla Aou Careggi in cui chiede che agli infermieri siano garantiti adeguati presidi di protezione e che siano velocizzate le assunzioni del personale anche per dare tempo ai professionisti di familiarizzare con il proprio ambiente di lavoro in vista del possibile picco infettivo. «È indispensabile che ogni infermiere sia dotato di dispositivi di protezione individuale e che quelli ad alta specializzazione abbiano ogni presidio di protezione. Inoltre tutti devono essere correttamente formati al corretto utilizzo – spiega Danilo Massai presidente di OPI Firenze-Pistoia. Questo, oltre a essere una misura di rispetto e tutela della salute degli infermieri, consente di scongiurare il più possibile il rischio di dover fare a meno, in caso di contagio, degli infermieri con competenze specialistiche. Cosa che aumenterebbe il rischio generale, moltiplicandolo; basti vedere l’esperienza della Lombardia. Gli infermieri devono essere formati per assistere i malati Covid-19 al fine di evitare il contagio e offrire assistenza sicura». «Inoltre, il triage ai cittadini deve essere gestito e controllato prima di accedere e invece ci vengono riferite lacune, probabilmente evitabili – aggiunge Massai -. E ancora rileviamo lentezza nell’assumere Infermieri e OSS: questo sta aumentando il rischio in prospettiva di un possibile picco infettivo. Gli infermieri hanno bisogno di tempo di socializzazione ai vari setting assistenziali e ancor maggiori per terapie intensive, dialisi, Dea. Chiediamo infine, in questa lunga fase di emergenza, di formalizzare con delibera incarichi di coordinamento e organizzativi. L’attuale emergenza triplica l’impegno degli Infermieri oltre a richiedere loro grandi risorse psicofisiche: si faccia tutto il possibile per facilitare loro lavoro».


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