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Salvini sulle regionali: "Ceccardi brava in Europa, sceglieremo il candidato entro novembre"

Il leader leghista in Palazzo Vecchio frena anche su Del Debbio. "Il 30 del mese cena con mille persone. Elezioni 2020, serve una coalizione ampia con tante esperienze civiche". Il candidato sarà un amministratore locale? Sulla scorta a Segre: "Essere antisemiti nel 2019 è roba da malati di mente"

(DIRE) Firenze, 8 nov. - Sulla candidatura alla presidenza della Regione del centrodestra "non fatemi fare il totonomi, stiamo lavorando al programma. Il bello di questo giro è che ci sono tanti uomini e donne che si mettono a disposizione e che sono in grado di governare". Lo afferma il senatore e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando delle Regionali in Toscana nel corso di una conferenza stampa a palazzo Vecchio. I cronisti gli chiedono se il candidato potrà essere Susanna Ceccardi. Il segretario del Carroccio taglia corto: "Susanna è bravissima e penso che lavorerà benissimo in Europa". 

Alla stessa maniera interviene sull'ipotesi di candidare il giornalista televisivo Paolo Del Debbio: "Faccio la corte, ma fino a un certo punto perché poi si incorre nel reato di stalking". 

Tuttavia, sulla questione fissa una scadenza: "Il nome arriverà alla fine. Sabato 30 novembre terremo una cena con più di mille persone. Mi auguro, anzi lavorerò perché per quella data i toscani abbiano scelto il nome del candidato a governatore". 

Salvini prospetta di costruire in Toscana una coalizione ampia: "L'obiettivo è di allargare. Di avere non solo il classico centrodestra, ma anche le esperienze veramente civiche".

Salvini ha detto anche che come candidato vorrebbe un amministratore: "Vorrei che la prossima squadra di governo in Regione non fosse calata dall'alto, ma che nascesse dai Comuni, dai territori di tutta la Toscana. La scelta la faranno i toscani come l'hanno fatta gli umbri in Umbria e gli emiliani in Emilia-Romagna. Se avessi un desiderio da esprimere preferirei che fosse un amministratore locale a governare".

A proposito del caso della scorta assegnata alla senatrice a vita Liliana Segre, a seguito delle numerose minacce di morte ricevute, Salvini ha detto: "Essere antisemiti nel 2019 è roba da malati di mente. Non minimizzo niente. Ogni scorta è una sconfitta per lo Stato. Sono 300 sconfitte, ogni sistema di scorta è una sconfitta, perché la minaccia e l'odio non dovrebbero esistere".  Salvini torna anche sulle minacce indirizzate anche nei suoi confronti e polemizzando aggiunge: "È surreale che ci siano minacce di morte di serie A e di serie B". Ad ogni modo, conclude, "farò avere il mio appoggio".


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