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San Gimignano, gara pubblica per l’ex convento San Domenico

Serve selezionare il partner privato per procedere con il recupero

Da circa un mese è sulla Gazzetta ufficiale europea la procedura di gara pubblica di concessione in project financing per selezionare il partner privato per il risanamento e la valorizzazione dell'ex convento ed ex carcere di San Domenico. San Gimignano è stato il primo Comune ad attuare il federalismo demaniale culturale grazie ad un ‘Accordo di Valorizzazione' siglato con il Mibact e l'Agenzia del Demanio nel 2011 e poi modificato nel 2014 e 2016. Il termine per la presentazione delle offerte è il 31 Maggio 2018. L' importante novità e la gara pubblica sono state illustrate in una conferenza stampa nella sede di Anci nazionale, dal sindaco di San Gimignano, dal direttore dell'Agenzia del Demanio, dal vice presidente della Regione Toscana e dal direttore della Fondazione Patrimonio Comune dell'Anci.

Il bando di concessione prevede interventi di recupero e rifunzionalizzazione del complesso immobiliare che, sei anni fa, è stato trasferito gratuitamente a Comune di San Gimignano, Regione Toscana e Provincia di Siena. L'obiettivo è una sua utilizzazione a fini prevalentemente culturali, che ne garantisca un'efficace e sostenibile gestione economico-finanziaria, secondo un programma di interventi conforme al progetto Preliminare redatto da NCB Architettura Studio Associato e Duff & Phelps REAG S.p.A. di Milano ed approvato dal Comune senese nel 2017, di concerto con la Soprintendenza ABAP di Siena, Grosseto e Arezzo.

Il progetto preliminare prevede finalità culturali a redditività economica ed un mix funzionale e di destinazioni d'uso suddivise tra attività ricettive, museali, artistiche, turistiche, informative, enogastronomiche. La valorizzazione mira alla creazione di attività pubbliche e private che ridiano vita al San Domenico, permettendo una riqualificazione in sintonia con la sua peculiarità storico-artistica e di San Gimignano, Sito Unesco dal 1990 e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

La durata della concessione non potrà superare i 70 anni e, per tale periodo, il business plan prevede un impegno per il concessionario di 59 mln e ricavi per quasi 200 mln.

La vice presidente della Regione Toscana saluta con soddisfazione l'individuazione dell'iter giuridico migliore per avviare la fase di messa in sicurezza e restauro di questo storico complesso, mettendolo al servizio della cultura e dell'identità sangimignanese e toscana, ma anche creando occupazione di qualità. La gara europea rappresenta, secondo la Regione, anche un valore aggiunto in termini di innovazione nelle procedure adottate per garantire alla struttura un futuro nel segno della cultura e dell'accoglienza.

Soddisfatto il sindaco, da pochi giorni rieletto alla presidenza dell'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco che ha salutato l'evento come un sogno che si realizza dopo 30 anni.

Il direttore dell'agenzia del demanio ha ricordato che il complesso è il primo bene statale trasferito ad un Comune attraverso il federalismo demaniale culturale, che ci ha consentito poi di trasferire tanti altri immobili agli enti locali, realizzando operazioni di rigenerazione. Ora, il percorso di rinascita di questo bene portato avanti con Comune e Sovrintendenza, può completarsi anche attraverso la partecipazione dell'imprenditoria privata.

Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore della Fondazione Patrimonio rimarca la collaborazione avviata da anni per sostenere il percorso di valorizzazione del Comune. E lancia un appello ai privati perché si avvicinino al bando con fiducia ed atteggiamento propositivo verso chi ha dimostrato lungimiranza ed idee per innovare.


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