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L'Avvocato Risponde — rubrica a cura di Roberto Visciola

Sospendere il pagamento dei canoni per il noleggio di un'auto?

Può essere considerata causa di forza maggiore l'emergenza Coronavirus?

Gentilissimo Avvocato Visciola,

ho preso tempo fa un'autoveicolo a noleggio. A causa dell'emergenza Coronavirus, non ho più avuto particolari motivi per guidare tale veicolo. Devo continuare a pagare il canone di noleggio dell'auto anche se non è stato possibile utilizzarla a causa del Coronavirus?

Gentilissimo,

a fronte dell'emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Covid-19, il Governo ha adottato misure particolarmente restrittive, che hanno fortemente limitato la libertà di circolazione delle persone.

Non a caso, il traffico di autoveicoli, durante la fase 1, è stato ridotto al minimo e risulta rallentato anche in questa fase 2.

Nel suo caso, è indubbio che le restrizioni le hanno impedito di poter fare libero uso del bene oggetto del noleggio, ovvero l'automobile.

Sul piano normativo, il contratto di noleggio, strutturalmente, è piuttosto simile alla locazione, di cui mi sono già recentemente occupato in questa rubrica valutando le conseguenze del Coronavirus sui contratti di locazione.

L'esito della mia trattazione sarà pertanto simile a quanto già riferito in materia di locazioni.

Preliminarmente, si consideri il fatto che il contratto di noleggio è un contratto atipico, non espressamente regolamentato dal codice civile, e può essere definito quale negozio giuridico con il quale una parte, a fronte dell'utilizzo di un determinato bene mobile di proprietà di un'altra parte, si obbliga a corrispondere a quest'ultima una somma di denaro, definita canone.

Semplificando, può essere considerato una sorta di locazione di un bene mobile.

In tale ambito contrattuale, il noleggiatore ha l'obbligo di consegnare al noleggiante l'oggetto del noleggio (ovvero l'autovettura) in buono stato di manutenzione e che possa servire all'uso convenuto, garantendone il pacifico godimento da parte del noleggiante.

Da questo punto di vista, anche durante l'emergenza del Coronavirus, nessun addebito può essere mosso al noleggiatore, il quale pertanto non ha alcuna responsabilità per il mancato pieno godimento del veicolo da parte del noleggiante.

L'autoveicolo, in effetti, anche durante l'emergenza sanitaria, è rimasto nel pieno possesso del noleggiante, il quale astrattamente era libero di farne uso, seppur nei limiti di quanto concesso dalle restrizioni governative.

Da questo punto di vista, pertanto, non sussiste alcun diritto del noleggiante a non pagare il canone o pretendere una riduzione del medesimo facendo leva sulla riduzione dell'utilizzo del veicolo a causa del Coronavirus.

In tal senso si è espresso anche l'Aduc in un suo comunicato stampa del 30 aprile 2020.

Una possibilità di ottenere riduzioni del canone di noleggio potrebbe rinvenirsi in eventuali clausole contrattuali specifiche – ad esempio un uso collegato ad un certo chilometraggio – che consentano di poter ridurre il canone a fronte dei pochi chilometri percorsi, rispetto a quelli programmati da contratti. Ma ciò dipende, come detto, dallo specifico contenuto del contratto di noleggio che è stato concretamente stipulato.

Inoltre, come già in altra sede riferito per le locazioni, l'art. 91 del D.L. n. 18/2020, ha disposto che “Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1228 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore”.

Il che non significa che il noleggiante si vede riconosciuto automaticamente il diritto di non pagare il canone di noleggio o di ridurne l'entità, ma – nel caso di suo inadempimento per il periodo in cui è stato necessario il rispetto delle misure governative di contenimento del virus – tale comportamento potrà essere valutato dal giudice per escluderne una sua responsabilità.

In buona sostanza, trattasi di valutazione rimessa al giudice, non di diritto riconosciuto alla parte di non pagare quanto altrimenti dovuto.

E' chiaro però come sia innegabile la presenza di un netto squilibrio sinallagmatico creatosi a fronte dell'introduzione delle misure restrittive da parte del governo, che vanno sicuramente ad incidere nelle possibilità di utilizzo del bene noleggiato, essendo ancora oggi fortemente limitata la libertà di circolazione delle persone.

Come già riferito in materia di locazioni, sarà consigliabile rivolgersi ad un legale al fine di procedere ad una rinegoziazione del contratto, nell'ipotesi in cui le restrizioni governative continuassero a limitare le possibilità di godere appieno del bene locato/noleggiato.

Cordialmente,

L'Avvocato Risponde — rubrica a cura di Roberto Visciola

Roberto Visciola

Roberto Visciola — Avvocato in Firenze, laureato col massimo dei voti e lode, socio fondatore dell'Unione nazionale avvocati per la mediazione, è autore di libri e pubblicazioni con importanti case editrici e riviste di settore, quali Cedam, Italia Oggi, Giustizia Civile, Gazzetta Notarile, Nuova Giuridica, Nuova Rassegna e Altalex. Svolge attività di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale principalmente nei settori del diritto amministrativo e civile, prediligendo i sistemi di ADR, quali mediazione e negoziazione assistita.

E-mail: robertovisciola@gmail.com


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