Speciale Firenze a Nord-Ovest: un Far West tra Mercafir e Stadio

Ci sono tecnici che ritengono, a torto o a ragione, che lo sviluppo urbanistico dei centri abitati vada progettato in anticipo sul verificarsi delle reali necessità logistiche e sociali dell'area sulla quale si andrà a lavorare, prevenendo in un certo senso il problema.
Il rischio, altrimenti, è facilmente intuibile: sottomettere alcuni parametri essenziali all'urgenza ed al bisogno.

Come abbiamo avuto modo di approfondire in questa settimana dedicata al Far West fiorentino, il lontano Ovest della Piana, Firenze non avrebbe potuto crescere urbanisticamente se non guardando verso Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato. Non era difficile arrivarci per tempo, dunque.

La Mercafir e lo Stadio. Oggi c'è un imprenditore pronto ad investire, una tifoseria che brama, una opportunità ghiotta che rischia di sfumare perché occorre prima trasferire un Mercato Generale che per anni ha operato sovradimensionato, inutilizzato.. vuoto.
Quella che passa per essere una "programmazione sinergica di opere strategiche", in realtà sembra più una corsa ad ostacoli in cui si cerca continuamente uno svincolo per poter tagliare, salvo esser poi richiamati dai giudici di gara.

Ma non c'è solo lo Stadio. Il fatto che mentre pubblichiamo questo Dossier giunga all'attenzione dei fiorentini l'appello dei ciclisti contro la nuova pista dell'Aeroporto che "taglierà in due l'unico collegamento ciclabile esistente tra Sesto Fiorentino e il centro di Firenze. La soluzione alternativa proposta è un "giro" di 6 km per percorrere poche centinaia di metri in linea d'aria. Un percorso assurdo che nessun ciclista percorrerà mai" è sintomatico.
Sono osservazioni formalmente inoltrate da FirenzeInBici al Ministero dell'Interno il 4 novembre.

Alessandro Cosci presidente FIAB FirenzeInBici sottolinea inoltre che "In fase di analisi del progetto è emerso un altro aspetto di grave criticità: l'impossibilità di raggiungere il nuovo terminal, oltre che in bici, anche a piedi. Sarebbe bastato realizzare il sotto attraversamento tramviario appena più largo per garantire facilmente questa indispensabile connessione. L'interconnessione tra la rete ciclabile proveniente da nord e est con il capolinea della Tramvia presso l'aeroporto costituirebbe infatti un eccellente nodo intermodale bici-tram per tutta la parte occidentale dell'area metropolitana. Evidentemente nella mente dei progettisti non c'è stata alcuna sensibilità rispetto alla mobilità sostenibile, e più in generale poca lungimiranza nel progettare una città che non sia solo a misura di auto, ma anche di ciclisti e pedoni."

Ma quale misura vuole avere Firenze, la città a Passo Duomo?

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