Speciale Fortezza: una lunga storia di probabilità ed imprevisti

La Fortezza da Basso è oggi un contenitore, in molti casi migliore del contenuto, ma un tempo era una meraviglia di Firenze, nel suo passato esistono miti e leggende legati alla città; come quel tunnel che avrebbe collegato la Fortezza di Santa Maria in San Giorgio del Belvedere con la Fortezza di San Giovanni, detta anche "a basso".
Numerose le trasformazioni intervenute all'ombra di Palazzo Vecchio, che ha sbirciato realmente l'interno delle mura solo nel 2009 con l'acquisizione del bene dallo Stato che ha lasciato persino l'incombenza di un prestigioso inquilino come l'Opificio delle pietre dure. 

Oggi il progetto di recupero e di trasformazione in un Polo Congressuale di alto livello passa per l'intuizione del presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi che, come accadeva per personaggi d'altri tempi, ha deciso di richiamare l'attenzione di tutti sulla realtà dei fatti: un Polo Fieristico arrangiato, costoso, dispersivo, talmente inadeguato da risultare persino brutto. Ha detto "Basta" Bassilichi e si è proposto di mettere fine all'agonia di quelle povere mura ricoperte di terra e rovi, violentate dal parcheggio delle polemiche e da piccole strutture nate senza una visione d'insieme.

Data di ultimazione dei lavori: 2017. Molte le probabilità di dotare Firenze di un Centro Congressi attrattore di eventi e di spettatori (ben) paganti, molti anche gli imprevisti però a causa di una posizione centralissima e di una mobilità precaria.

Sul piatto la Borsa Merci e la Loggia del Grano per finanziare l'operazione.
Due immobili di prestigio inestimabile, ceduti separatamente o insieme ad offerenti attesi entro il 17 febbraio 2016, base d'asta per l'alienazione congiunta fissata in 78,7 milioni. Una delle più grandi operazioni immobiliari degli ultimi decenni a Firenze con un bando di gara tradotto anche in inglese e cinese.

Le potenzialità della Fortezza risalgono ad Antonio da Sangallo che prese in carico l'opera tra il 1534 e il 1537 per ordine di Alessandro De' Medici e Papa Clemente VII, vero titolare del potere all'epoca.
L'obiettivo era quello di permettere ai Medici di controllare meglio la città ed intimorire i fiorentini con una struttura che si preoccupava più di attacchi interni che esterni.
Una struttura architettonica di tipo misto che inizialmente avrebbe dovuto avere pianta regolare in quanto tra l'altro si tratta di una fortificazione che sorge in pianura, con bastioni identici fra loro. Questo progetto iniziale non fu però realizzabile poiché si doveva conciliare la costruzione del lato di base con le preesistenti mura arnolfiane. L'idea primaria è di Antonio da Sangallo il Giovane ma fu poi edificata con l'aiuto di Pier Francesco da Viterbo e Alessandro Vitelli che decisero che proprio al centro di questo lato di base, che era il lato più lungo, doveva essere costruito il Mastio che ingloba l'Antica Porta Faenza.

Il Mastio è una sorta di bastione ridotto inventato proprio da Antonio da Sangallo. Già dalla struttura architettonica della Fortezza si evince quanto gli esperti del tempo abbiano cercato di conciliare la storia con l'innovazione. 
 Il Granduca Pietro Leopoldo, dopo essere venuto a conoscenza delle teorie di Benjamin Franklin e della sua invenzione del parafulmine, decise di realizzare grosse spranghe di ferro atte a convogliare nel terreno la potenza dei fulmini. 

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