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LifeStyle — rubrica a cura di Filomena D'Amico

Spopola il jeans personalizzato, meno strappi e più stampe e decori

Pitti 92°: dalle storiche aziende toscane leader nella produzione di jeans l'imperativo è customizzare

La Moda passa, il jeans no. Se esistesse un elisir d’eterna giovinezza sarebbe a base di Denim: non c’è stilista dagli anni ’50 in poi che non ne abbia proposto una propria versione e non c’è uomo o donna che per togliersi qualche anno non sia ricorsa a una buona dose di blu jeans.

Trovare il modello ideale, quello che calza a pennello e che sta bene un po’ con tutto resta ancora saldamente in cima alle imprese titaniche sempre tentate e mai pienamente riuscite.

Da qualche stagione la tendenza è “customizzare”, verbo coniato dall’inglese custom = cliente, che sta a indicare il processo dipersonalizzazione di un capo basico con disegni, stampe e applicazioni. Per la verità si tratta di un ritorno: si attinge a piene mani al mondo punk rock degli anni’70 e ‘80, ancora!

Si tratta di uno dei decenni più assurdi in fatto di moda eppure così folli e avanguardisti che non smettono di durare. Recuperare i vecchi jeans dall'armadio o acquistarli sui portali dedicati al vintage e rinnovarli con strappi, applicazioni e disegni è una tendenza oramai collaudata che affolla le gallerie dei principali social dedicati alla Moda (leggi Instagram e Pinterest). 

Così la storica azienda toscana Rifle insieme al giornalista e illustratore Fabrizio Sclavi in occasione della 92° edizione di Pitti ha elaborato una capsule collection rigorosamente unisex, unico vero tratto distintivo delle collezioni contemporanee. Capospalla, tshirt e pantaloni in jeans decorati con i simboli del mondo Sclavi fatto di colori accesi, espliciti, gioiosi, di pesci rossi e di elefanti, elementi tropicali e monete dell’ex Germania stampati sui vari lavaggi di denim al posto delle vecchie spillette in latta che oggi come ieri si applicano su tshirt e revers di giacche e giubbini.

E personalizzare è anche il nuovo trend di Roy Rogers, altra storica azienda di Campi Bisenzio famosa per i suoi blu jeans che nella boutique di via Calimala a Firenze ha dato la possibilità ai clienti di farsi decorare live i propri capi da un esperto designer.

Per i clienti più esclusivi e di fascia alta invece vale l’accezione del termine più fedele di personalizzazione cioè “realizzare su misura”. Ciascuno potrà scegliersi il tessuto, il lavaggio, i bottoni, i rivetti e persino le cuciture. Una sorta di rivoluzione nel concetto di jeans solitamente opposto al mondo sartoriale che recupera sapienza artigianale e lusso italiano.

Insomma non c’è niente di più moderno del passato. Almeno in fatto di moda. 

LifeStyle — rubrica a cura di Filomena D'Amico

Filomena D'Amico

Filomena D'Amico — Giornalista pubblicista. Ha collaborato con Quotidiani locali e Radio toscane, cura la rubrica degli "Scomparsi in Toscana" in collaborazione con l'Associazione Penelope Toscana costituita nel 2012

E-mail: damicofilo@gmail.com

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