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Strade in sicurezza: incidente ed omicidio, serve controllo

Arriva in Italia l'Omicidio Stradale grazie soprattutto alle vittime della strada sopravvissute nell'impegno civico dei propri cari

La violenza stradale è la prima causa di morte dei giovani tra i 13 e i 21 anni. In Italia muoiono ogni anno 5000 persone sulle strade, i morti per mezzo armi sono 600 l’anno.

In questa settimana abbiamo parlato con operatori del diritto, amministratori ed assicuratori. Da una parte la nuova normativa, lanciata nel 2011 con una sottoscrizione, oggi entrata in vigore, che aumenta l'attenzione e la percezione del rischio, ma lascia perplessi gli avvocati penalisti sul concreto esito dei procedimenti, dall'altra una serie di iniziative volte a migliorare la sicurezza stradale offrendo un'analisi attenta dei dati con valutazioni tecniche di intervento, formazione e sensibilizzazione.
Nel mezzo ci sono sempre loro, i famigliari delle vittime della strada, coloro che hanno creduto di poter cambiare le cose, e lo hanno fatto.

 L'assessore fiorentino alla Mobilità, Stefano Giorgetti ha ricordato a Nove da Firenze l'importante contributo fornito al Comune da parte delle associazioni intitolate a Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni.

Associazioni nate dal presupposto che l'omicidio - così lo hanno sempre definito - poteva essere evitato, ma ridurre il numero di morti sulle strade non era una priorità delle amministrazioni locali, mentre all'estero si è riusciti a diminuire l’incidenza delle morti sulle strade. Con questo spirito ha lavorato lungamente ed efficacemente Stefano Guarnieri, il padre di Lorenzo.

"Per valutare l'effettiva funzionalità della normativa e della sua applicazione occorrerà del tempo.. certe situazioni si valutano quando si ha una casistica da analizzare - spiega Stefano Guarnieri a Nove da Firenze - l'importante è che si comprenda la necessità ed urgenza di investire in sicurezza stradale perché la strada può fare più morti del terrorismo, sono casi sparsi, fanno meno rumore, ma non sono di minore entità".

Auto e moto come armi puntate sulle persone "Servono consapevolezza e buon senso, mettersi alla guida equivale ad imbracciare un fucile o impugnare una pistola, da qui la campagna di sensibilizzazione con cartello e sui mezzi pubblici di Firenze. Anche in questo caso i risultati si vedono nel tempo, nel Progetto DAVID è ben indicato che a seguito di ogni intervento occorrono le verifiche ed i controlli".

Il Comune di Firenze ha in programma alcuni interventi a breve termine "Ho seguito il lavoro dell'assessore Giorgetti e conosco il cronoprogramma degli interventi, spero soprattutto che a settembre si possa già vedere un cambiamento per quanto riguarda via Pistoiese una delle strade più pericolose della nostra città".

Dove si può ancora migliorare? "Esiste una delibera del 2015 che prevede l'istituzione di un Ufficio Sicurezza, una specie di cabina di regia per monitorare la situazione ed i relativi interventi, purtroppo è solo sulla carta perché ancora non è operativo. Spero possa esserlo presto. Al contempo occorre intensificare i controlli".

Stefano Giorgetti ha evidenziato come un gran numero di sinistri, per l'orario in cui avvengono e per tipologia, sono da attribuirsi alla distrazione "Confermo, esistono in proposito dei controlli di personale in borghese proprio mirati a valutare l'attenzione alla guida da parte di chi, anziché osservare la strada usa il cellulare".
Si tratta di un fenomeno in crescita? "Soprattutto è un problema attuale, per ilm quale neppure la tecnologia ci viene ancora in aiuto. Ne ho parlato con Mario Rossi, (per QuattroRuote cura il Blog AutoDifesa) ed al momento l'espediente più sicuro è escludere il cellulare nel momento in cui l'auto è in movimento, come accade oggi per alcuni navigatori che non permettono di reimpostare il percorso in movimento".

Infine le scuole "Stiamo puntando molto sulla formazione con altre Associazioni e con il 118 affinché la percezione del pericolo sia ben assimilata dai ragazzi delle superiori che oltre al motorino iniziano a prepararsi per l'uso dell'auto".

Lorenzo Guarnieri è morto a 17 anni nel 2010 mentre alle 1 e 30 di notte a bordo del suo scooter attraversava il viale degli Olmi alle Cascine, si è schiantato contro una moto con due persone a bordo risultate positive ad alcoltest ed assunzione di droghe leggere.
A poche ore di distanza muore a bordo del suo scooter anche la 22enne IIaria, indossava il casco ma nel cadere urta contro una ringhiera. Testimoni diranno di aver visto il furgone passare con il rosso in via Rocca Tedalda, il conducente verrà indagato. 
Gabriele Borgogni muore nel 2004 a 19 anni, travolto al semaforo a mezzanotte. A bordo del suo motorino attraversava con il verde l'incrocio fra il lungarno Colombo e ponte da Verrazzano qui si è scontrato con un'auto guidata da un conducente che aveva bevuto troppo.

Antonio Lenoci
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