Toscana Digitale a caccia di energia: da Dig.it a Internet Festival

Internet è uno "Spazio" questo insegnano Dig.it di Prato e Internet Festival di Pisa i due eventi toscani che hanno caratterizzato una settimana significativa in questo 2015.
Prato la metropoli commerciale dell'arte contemporanea e Pisa l'incubatrice naturale della ricerca scientifica, due città simbolo di una Toscana che mette da parte per un attimo il Rinascimento fiorentino e spicca un salto verso il futuro.

"Occhi aperti" è la seconda regola d'oro che abbiamo raccolto nel nostro viaggio tra i nativi digitali e gli analogici illuminati. La rete è ricca di opportunità, ma occorrono basi solide umanistiche e non solo tecniche per poter interagire con i diversi soggetti in gioco.
"Esplorare" non equivale a "Capire" e per questo sono nati nuovi indirizzi di studio per creare qualifiche professionali sino ad ora esclusive di un autodidatta incuriosito dall'argomento e sperimentatore sul campo.

Abbiamo intervistato coloro che sono chiamati oggi a guidare le nuove generazioni perché portatori dell' esperienza digitale della prima ora, quella che si è stupita del mezzo ed ha iniziato ad usarlo scoprendone forma e difetti.
Le Camere di Commercio invitano artigiani e liberi professionisti a creare vetrine sul web, le Amministrazioni locali invitano i cittadini a seguire i link per trovare risposte, le Banche chiudono gli sportelli e rilasciano generatori di codici per le transazioni.
Un colosso nazionale come Poste Italiane nel 2015 ha lanciato una campagna di "Cambiamento" con l'obiettivo di digitalizzare un sistema che si basava sulle cartoline: "Distinti saluti".

L'errore più grande che stiamo commettendo è quello di usare il web piegandolo ai nostri usi e consuetudini. Così facendo rischiamo di far partire il cavallo cadendo dalla sella. 
Negli anni '80 si parlava molto di "Linguaggio di programmazione" e qualcuno ha perso la vista dietro a quel cursore che generava stringhe di comando all'infinito. Oggi quel linguaggio è usato da molti Paesi per trasmettere-ricevere-interpretare il mondo.
L'Italia vive invece un effetto Babele a livello gestionale che disperde e non aggrega, annulla e non crea. 

Al termine di questa settimana proponiamo una ultima riflessione: nell'immagine è rappresentata la generazione digitale, quella che chatta ma non parla, che china la testa in avanti e muove le dita, ordina, programma, che occupa lo stesso spazio ma al tempo stesso è distante.
Si tratta di una dimensione libera ed estesa, individuale nel mondo reale e sociale virtualmente che incontra un ostacolo enorme: l'energia. Senza energia tutto si fermerebbe. Pensiamoci.

Invitiamo tutti i nostri lettori alla lettura di questo speciale che più di altri può rivelarsi utile per approfondire la conoscenza di uno strumento che non si ferma alla visualizzazione delle icone più o meno famose su di un dispositivo mobile, ma pretende di cambiare la nostra vita.

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