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Toscana: sì alla riapertura degli stabilimenti termali in deroga al DPCM

"Riaprano il 25 maggio". Ieri l’incontro istituzionale a livello regionale. Da questa mattina iniziano i lavori per stilare un protocollo. Scaramelli (Italia Viva): "Grazie agli interventi legislativi fatti in questi anni il sistema è pronto"

Si è svolta ieri mattina una riunione in videoconferenza tra i Sindaci dei Comuni termali della Toscana, la Regione Toscana e Federterme. Sono dodici i territori termali toscani: Monsummano Terme, Montecatini Terme, Bagni di Lucca, San Giuliano Terme, Sorano, Manciano, San Casciano dei Bagni, Chianciano Terme, San Quirico d'Orcia, Montepulciano, Rapolano Terme, Castiglione d'Orcia.

Presenti, tra gli altri, il Sindaco di Chianciano Terme, Andrea Marchetti ed il Sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti. È stato affrontato il tema della riapertura dei centri termali nella Regione Toscana, cosa non consentita dalle disposizioni emanate dal Governo italiano. I Sindaci dei Comuni termali di Chianciano Terme e di San Casciano dei Bagni, oltre ai rappresentanti delle altre cittadine termali della Toscana, hanno chiesto un confronto con le istituzioni regionali per chiedere la definizione di protocollo operativo, per poter riaprire gli stabilimenti termali toscani in sicurezza. E l’Assessore Vittorio Bugli ha subito convocato un incontro con le associazioni di categoria e i tecnici regionali, operativo già da oggi, per stilare un protocollo che permetta al Presidente Enrico Rossi di firmare un’ordinanza che consenta la riapertura dei centri termali, presumibilmente già dal 1 giugno. Intanto, anche a livello nazionale, prosegue il confronto sulla possibilità di riapertura dei centri termali nazionali, tra l’Associazione Federazione Italiana delle Industrie Termali e delle Acque Minerali e del Benessere Termale, Governo italiano ed il Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile.

“Questo incontro - afferma il Sindaco di Chianciano Terme, Andrea Marchetti - si è reso necessario, considerato che nelle disposizioni previste dagli ultimi DPCM del Governo non sono state indicate le modalità di riapertura dei centri e stabilimenti termali a livello nazionale. Nell’incontro di ieri mattina, a cui hanno partecipato, tra gli altri, gli Assessori della Regione Toscana Vittorio Bugli e Federica Fratoni, abbiamo deciso di condividere subito un protocollo operativo a livello regionale, in modo da permettere la riapertura degli stabilimenti in sicurezza già, se possibile, dal prossimo 1° giugno, al fine di scongiurare il dissesto economico delle nostre aziende e stabilimenti termali, che direttamente e indirettamente coinvolge il tessuto individuale e collettivo delle nostre realtà”.

“Sono molto soddisfatta dell’incontro - afferma il Sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti - che ha sbloccato una situazione difficile”. “La Regione Toscana infatti, ha deciso di fare scelte in linea con il DPCM ma sulle terme farà un’eccezione e questo è un grande risultato e un grande segnale di attenzione. Il tavolo tecnico voluto velocemente dall’Assessore Vittorio Bugli si riunirà già da oggi - prosegue Carletti - e permetterà di avere un protocollo condiviso quanto prima”.

“Siamo tutti consapevoli di quanto difficile sia questo periodo e di quanto ogni azione dei singoli Enti sia collegata e dipenda direttamente dalle azioni del Governo e dei Ministeri - si legge nella nota sottoscritta dai Sindaci delle stazioni termali della Toscana inviata alle istituzioni -, ma siamo anche consapevoli di quanto la Regione Toscana possa esprimere in termini di risposte alle problematiche che ci troviamo insieme ad affrontare, se i vari livelli governativi lavorano fianco a fianco”. “Le realtà che amministriamo - si legge ancora nella nota - sono caratterizzate dalla presenza di acque termali e quindi da centri termali pubblici o privati molto importanti attorno ai quali ruota l’intera economia dei nostri territori”.

“Il sistema toscano termale è pronto a ripartire e deve poter ripartire. Gli stabilimenti termali, il settore del benessere, la loro integrazione con le strutture ricettive, al pari degli stabilimenti balneari, sono elementi strategici e fondamentali per l’economia del turismo e l’occupazione nella nostra regione”. A dirlo Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, che sottolinea come il settore occupi “migliaia di posti di lavoro che con il protrarsi del lock down sono sempre più a rischio. Le conseguenze della prolungata, e inspiegabile, non ripartenza dei centri termali ha ripercussioni dirette anche sull’indotto e sulla stessa forza turistica e capacità di attrazione della Toscana”. “In molte realtà le terme rappresentano – continua Scaramelli – una fonte di lavoro e di reddito indispensabile per molte famiglie. Serve ripartire, serve ipotizzare protocolli di intesa chiari e semplici, basati sulla sicurezza e che rendano appetibile l'attrattiva del settore termale. In questi anni in Toscana, per primi in Italia, abbiamo aggiornato i nostri sistemi normativi e legislativi. Lo abbiamo fatto contemplando rigore, sicurezza e salute. Qualificando per esempio tutto il settore delle piscine e delle acque termali. Su questo la Toscana può essere autonoma. La Giunta regionale e il nostro Governatore abbiano il coraggio di assumersi responsabilità. In questa fase è possibile alleggerire le prescrizioni dei Dpcm. Si intervenga quanto prima e da lunedì 25 maggio si possa ripartire con le terme, insieme alle attività sportive e ricreative. Sbloccare questo settore consentirebbe di iniziare a programmare date certe e proposte commerciali attrattive e sarebbe anche garanzia per i tanti lavoratori che rischiano il posto di lavoro. A partire da quanti svolgono attività lavorative stagionali”.

“Crediamo sia necessaria una più forte attenzione per favorire la riapertura in sicurezza per gli stabilimenti termali. Gli stabilimenti termali, infatti come prevede la normativa, assicurano un costante presidio medico e paramedico al servizio degli ospiti delle strutture e dei dipendenti, secondo protocolli standard, rafforzati, nell'ultimo periodo, anche da un rigido protocollo di tutela e prevenzione denominato Terme Sicure. Per questa ragione chiediamo che il Governo si faccia carico del sistema terme, prevedendone la riapertura, secondo regole certe, nel rispetto delle norme di distanziato oltre all'implementazione dei sistemi di sanificazione in essere, tutti autorizzati a livello regionale e che garantiscono agli utenti, con misure ad hoc, gli stessi standard di sicurezza delle piscine alimentate ad acqua comune”. Con queste parole Susanna Cenni e Beatrice Lorenzin, parlamentari del Pd alla Camera, intervengono con una nota sul tema della riapertura degli stabilimenti termali. “Ricordiamo infine che dal punto di vista autorizzatorio, non vi è alcuna differenza tra l’attività di estetista e quella di centro benessere, in quanto entrambe sono autorizzate in base alla legge n. 1 del 1990. Di conseguenza è illogico non consentire l’apertura dei centri benessere termali, limitatamente all’attività estetica, sulla base dei protocolli previsti, come già avviene, peraltro, per le SPA negli alberghi – si legge sempre nella nota delle due deputate democratiche - Le terme costituiscono un importante infrastruttura del paese, per loro caratteristiche, storia e professionalità possono svolgere un ruolo più attivo nei percorsi di riabilitazione anche da covid, e rappresentano spesso un fondamentale fulcro dello sviluppo turistico in aree interne e minori. Per tutte queste ragioni, e fiduciose nel prezioso lavoro che importanti Regioni Termali stanno svolgendo definendo protocolli e standard di sicurezza, auspichiamo che tornino al più presto ad una rinnovata funzionalità”.

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