Toscani in Europa: da Bruxelles alla Brexit, vivere all'estero

La nostra settimana dedicata ai toscani all'estero si conclude con una scelta storica da parte del popolo britannico: abbandonare l'Europa. Di "Independence Day" ha parlato il leader dell'opposizione, mentre il Primo Ministro rassegnava le dimissioni, effettive dal prossimo autunno.
Leave prevale sul Remain ed il day after dei paesi comunitari è dedicato completamente all'analisi economica, finanziaria e sociale di un cambiamento maturato in una sola notte referendaria iniziata con exit poll smentiti poi dai dati reali. Il contraccolpo, oltre all'andamento delle Borse, è una nuova richiesta di referendum in altre nazioni sino ad oggi definite "euroscettiche" come la Francia. 
Incertezza sommata ad incertezza: un risveglio traumatico per quanti hanno deciso di piantare radici nelle maggiori capitali europee?
Il brivido corre lungo la schiena pensando alla perdita dei numerosi finanziamenti europei e di quelle opportunità commerciali offerte dalla caduta dei confini e fino alla difficoltà di controllare ad esempio quel Fake divenuto simbolo dell'Expo Made in Italy culturalmente corretto.

Negli ultimi anni emigrare verso Londra ha rappresentato per molti toscani una prima grande sfida al mercato internazionale, una occasione, come ha ben spiegato il professore Ettore Recchi a Nove da Firenze, di abbandonare l'ambiente familiare fin troppo protettivo in Italia e mettersi in gioco per non assopirsi. Berlino, Parigi, Bruxelles, Barcellona, Lisbona e fino a Tenerife sono viste come piazze competitive rispetto all'Italia. 

I nostri interlocutori hanno messo in evidenza pregi e difetti del vivere all'estero: dalla soddisfazione di veder riconosciuta la qualifica professionale alla commisurazione dignitosa degli stipendi passando per le enormi difficoltà linguistiche, dovute evidentemente ad una scarsa preparazione scolastica, l'alta tassazione direttamente proporzionale però ai servizi ricevuti, l'organizzazione urbanistica e la mobilità eccellente, la gestione lungimirante della cosa pubblica ed il profondo rispetto per i cittadini comunitari. Già, e cosa accadrà a chi diventa, da oggi, extracomunitario?

L'Europa, seppure ridimensionata, resta una scommessa vincente per i toscani che non trovano una loro dimensione in ambito locale?
Alla luce di Brexit conviene investire ancor più e meglio sulla libera circolazione di persone e merci sotto stesse norme e regole, oppure prevale la filosofia dell'autonomia nazionale con un ritorno alla produzione interna e l'affermazione dello sbandierato e poco praticato Km Zero che, pur costando di più ed apparendo rivolto ai turisti anziché agli autoctoni, forse con l'Europa.. c'entra ben poco.

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