Indietro

Tutela dei lavoratori: ecco le linee regionali di indirizzo

Fisascat-Cisl Toscana: "Ancora troppe carenze sui DPI e in troppi senza copertura di ammortizzatori sociali"

Varato un documento che riepiloga i corretti comportamenti da rispettare in tutte le attività non sanitarie rimaste aperte anche a seguito del DPCM del 22 marzo perché ritenute essenziali e di pubblica utilità. A farlo è stata la Regione Toscana, in accordo con i servizi Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro delle Aziende USL toscane, con il contributo delle associazioni dei datori di lavoro e dei sindacati. Restano chiaramente confermate le linee guida contenute nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020 e nel Protocollo del MIT riguardo al contrasto ala diffusione del Covid-19 nei cantieri edili del 20 marzo 2020, atti che contengono linee guida condivise per agevolare le imprese nell’adozione di misure anti-contagio.

Raccomandazioni per il datore di lavoro

Le nuove linee di indirizzo regionali - che dovranno essere adattate allo specifico contesto ed alle esigenze delle singole realtà produttive coerentemente con le disposizioni nazionali in relazione all’andamento dell’emergenza sanitaria - raccomandano al datore di lavoro di:

- informare i lavoratori e chiunque entri in azienda per qualsiasi motivo (affiggendo manifesti o consegnando prodotti informativi) delle disposizioni date dalle Autorità, ed in particolare:

  • l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre o altri sintomi influenzali;
    • divieto di accesso per chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti stretti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio;
    • l’obbligo di dover dare tempestiva comunicazione qualora si verifichino sintomi influenzali;
    • raccomandazione di lavare le mani spesso e minuziosamente;
    • mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro dagli altri lavoratori.

- Attivare lo smart working (come stabilito dal DPCM 11 marzo) per tutte le figure professionali che possono svolgere lavoro a distanza;

- Garantire la distanza di almeno un metro tra i lavoratori in tutto il ciclo produttivo ed all’interno degli uffici (prevedere anche il necessario ricambio d’aria negli ambienti di lavoro);

- In alternativa alla distanza di almeno 1 metro, dotare i lavoratori di mascherine di tipo chirurgico (se si sceglie questa opzione le mascherine si raccomanda che siano indossate da tutti i presenti, compresi quelli che operano a distanza maggiore di un metro).
Si ricorda che il mantenimento della distanza e l’uso di mascherine non possono essere considerati equivalenti, è necessario fare ogni sforzo perché, principalmente, venga garantita la distanza di sicurezza. Si raccomanda inoltre – dove possibile - di separare gli ambienti con barriere o separatori di tipo fisico, in modo da evitare occasioni di contatto tra gruppi di lavoro diversi, in particolare tra lavoratori dotati di mascherina e lavoratori privi di mascherina.

- Far rimanere a bordo dei propri mezzi, per quanto possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto in arrivo per il rifornimento dei magazzini. Non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà restare rigorosamente alla distanza di almeno un metro dal personale dell’azienda.

- Individuare o installare servizi igienici (diversi da quelli in uso al personale interno) riservati a fornitori/trasportatori o altro personale esterno, se possibile. Garantire una adeguata pulizia giornaliera.

- Definire percorsi e procedure di ingresso, transito e uscita per il personale esterno, riducendo al massimo le possibili occasioni di contatto con il personale interno.

- Separare nettamente nelle attività di magazzino le zone di contatto con l’esterno (ricevimento e spedizione) con le altre, limitando scambi di personale.

- Organizzare l’orario di lavoro in modo da limitare la compresenza dei lavoratori e ridurre al massimo i contatti; creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili, evitando il “contatto” fra gruppi diversi.

- Contingentare l’accesso agli spazi comuni, prevedendo ventilazione continua nei locali, un tempo ridotto di sosta all’interno e il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone. Queste disposizioni valgono anche durante le soste per riposo, la mensa e l’ utilizzo degli spogliatoi.

- Nel caso in cui esista una sala d’attesa per esterni, disporre i sedili in modo che non sia consentito di sedersi vicini, ma sia mantenuta la distanza di sicurezza di almeno un metro.

- Ogni mezzo o strumento non deve essere usato da persone diverse durante il turno, se non dopo sanificazione. Prima di prenderlo o di riporlo, disinfettare le parti che abbiano avuto contatto con le parti del corpo del lavoratore o della lavoratrice. Gli automezzi utilizzati per gli spostamenti per motivi di lavoro, dovranno essere sanificati secondo modalità e periodicità individuate dal datore di lavoro in collaborazione con l’RSPP e il medico competente, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali (RLS, RSU, RSA).

- Introdurre nuovo personale solo se strettamente necessario e dopo una idonea formazione, informazione ed addestramento.

- Il personale di cooperative, ditte o società in appalto e lavoratori interinali/temporanei/discontinui/autonomi o in somministrazione dovranno attenersi a tutte le misure precedenti.

Raccomandazioni per negozi e supermercati
Disposizioni specifiche sono state date anche per negozi e supermercati. Le linee di indirizzo raccomandano di:

- contingentare l’ingresso nel negozio in modo tale che all’interno sia sempre garantita la distanza interpersonale di almeno un metro.

- consentire l’ingresso di una sola persona per nucleo familiare, se autonoma nello svolgimento della spesa.

- posizionare pannelli in plexiglas di separazione tra i lavoratori e l’utenza (se possibile). Preferibile inoltre tenere aperta una cassa sì e una no.

- posizionare dispenser con liquido disinfettante e carta assorbente presso la zona di prelievo carrelli e presso la zona di prelievo dei dispositivi di registrazione in autonomia della spesa, accompagnadoli con appositi cartelli che raccomandino di pulire le mani e le zone di contatto con le mani prima di iniziare la spesa.

- valutare la possibilità di distribuire mascherine chirurgiche o equivalenti all’ingresso oltra a guanti monouso, mettendo in posizione ben visibile le istruzioni circa il loro corretto utilizzo.

- chiudere gli sportelli di comunicazione con il pubblico inerenti concorsi a premi o sconti fedeltà.

- ridurre al minimo indispensabile la compresenza di personale nei reparti, privilegiando la turnazione.

- valutare la possibilità di una campagna di comunicazione indirizzata ai cittadini per una corretta gestione della spesa, a salvaguardia della salute pubblica e di quella dei lavoratori impegnati nel garantire le attività essenziali.

Le linee di indirizzo prevedono inoltre disposizioni sulla pulizia e sanificazione degli spazi, dei mezzi e strumenti di lavoro, riferimenti al corretto uso delle mascherine ed ai controlli da parte delle Asl. Si ricorda inoltre che il medico aziendale competente dovrà segnalare al datore di lavoro i dipendenti affetti da patologie attuali o pregresse che generano situazioni di particolare fragilità o li rendono particolarmente esposti alla possibilità di contagio. Il datore di lavoro dovrà provvedere a quanto necessario alla loro tutela, nel rispetto della loro privacy. Specifiche disposizioni, infine, regolano il ritorno a lavoro di pazienti risultati positivi al Covid-19, che potranno essere reinseriti solo a seguito di diagnosi di completa guarigione, secondo le procedure stabilite dall’OMS e dall’ISS. Questi indirizzi non esimono il datore di lavoro dall’effettuare specifiche valutazioni per i propri dipendenti e, di conseguenza, dalla definizione di ulteriori interventi volti alla tutela della loro salute. Si ricorda che vengono considerati contatti a rischio quelli nei quali è mantenuta una distanza inferiore ad 1 metro per un tempo superiore a 15. Restano in vigore tutte le precedenti disposizioni, nazionali e regionali, riguardo alla tutela di specifiche categorie di lavoratori (edili, tpl, etc). minuti. Si ricorda che il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020, prevede la costituzione nelle aziende di un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole fissate dal protocollo stesso, nel quale è prevista la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS. Importante valore aggiunto delle linee di indirizzo fissate dalla Regione è che i servizi PISLL della Regione Toscana nel periodo dell'emergenza sanitaria si dedicheranno principalmente ad attività di informazione ed assistenza per l’applicazione delle corrette misure di tutela della salute dei lavoratori, facendo da supporto alle imprese, ai lavoratori, alle loro rappresentanze ed alle associazioni di categoria nella verifica dell’adozione da parte dei datori di lavoro di adeguate procedure di sicurezza anti-contagio, in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, il Medico Competente e il RLS.

Troppi ancora i lavoratori senza DPI secondo Fisascat-Cisl Toscana

Necessità di trovare una soluzione per i tanti lavoratori che non rientrano in nessuna tutela di sostegno al reddito e grande preoccupazione per le ancora troppe situazioni in cui ai lavoratori rimasti al lavoro non sono stati consegnati i dispositivi di sicurezza individuali. Sono le due emergenze sottolineate dalla segretaria regionale della Fisascat-Cisl, la categoria del settore commercio-turismo-servizi, riunita in videoconferenza con le proprie strutture territoriali della Toscana per fare il punto della situazione di fronte all’emergenza Covid-19. “Sono migliaia le pratiche di ammortizzatori sociali evase dai nostri territori e altre migliaia saranno evase nei prossimi giorni – afferma la Fisascat - ; un lavoro svolto per tutelare i lavoratori che sono e saranno coinvolti nelle chiusure aziendali. Grande preoccupazione è stata esplicitata da tutti i territori per la sicurezza di chi è rimasto al lavoro; troppi sono i lavoratori a cui non sono stati consegnati i dispositivi di sicurezza individuali mettendo a rischio la loro salute e quella dei loro familiari, nei supermercati, nelle case di riposo e negli ospedali per gli addetti ai servizi complementari come le pulizie, nella vigilanza privata.” “La Fisascat è impegnata a tutti i livelli ad evidenziare, denunciare e risolvere insieme ai propri delegati la problematica; le nostre pressioni su datori di lavoro, associazioni di categoria e istituzioni per la sicurezza sono senza soluzione di continuità. Invitiamo comunque questi lavoratori a rifiutarsi di andare a lavoro se non ci sono le condizioni.” “Grande preoccupazione” è stata espressa poi “per tutti quei lavoratori che non rientrano in nessuna tutela di sostegno al reddito, come lavoratori stagionali, badanti, tempi determinati assunti dopo il 23/02/2020. La Fisascat-Cisl Toscana congiuntamente alla Federazione nazionale e alla Confederazione è impegnata a far in modo che il governo mantenga la promessa di non lasciare nessun lavoratore a casa.”


© 1997-2019 Nove da Firenze. Dal 1997 il primo giornale on line di Firenze. Reg. Trib. Firenze n. 4877 del 31/03/99

Powered by Aperion.it