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Editoria Toscana — rubrica a cura di Antonio Patruno

Video-omaggio a Dante Alighieri nel giorno del primo "Dantedì"

Filmato di Florence Tv. Sono 67 i contributi ricevuti complessivamente in pochi giorni da parte di tanti cittadini e cittadine. Con alcune sorprese, dal giornalismo e dal mondo dello spettacolo. E Veronesi chiede di ricucire lo strappo tra Dante e Firenze

Florence TV, web tv della Città metropolitana di Firenze, partecipa al Dantedì, il giorno ideato dal Mibact per celebrare il Sommo Poeta. Perché proprio il 25 marzo? Perché sarebbe proprio il 25 marzo il giorno in cui prese avvio il viaggio che Dante racconta nella Divina Commedia.

Per prendere parte al Dantedì, seppure in modo solo virtuale, Florence TV ha chiesto ai propri lettori e lettrici di inviare alla redazione una videolettura dantesca.
La risposta, dati anche i tempi brevi della richiesta, è stata oltre ogni aspettativa: sono 65 i contributi ricevuti complessivamente (un lettore ha inviato due letture), 35 lettori e 30 lettrici. Un contributo è stato inviato "di coppia".
La lettura preferita si conferma il canto V dell'Inferno, ma non mancano le rime (in particolare: Guido i'vorrei, che tu, Lapo ed io.) e una epistola, quella all'amico fiorentino. Tra le curiosità, segnaliamo "la canzone della selva oscura", cantata e suonata con la chitarra.
Tra i lettori e le lettrici del video realizzato da Florence TV segnaliamo, in ordine alfabetico: Beppe Dati, Paolo Ermini (direttore Corriere Fiorentino), Fabio Galati (capo redattore Repubblica Firenze), Alessandro Paci, Agnese Pini (direttrice La Nazione).
I contributi video sono stati editati, con alcuni tagli, per realizzare un video unico (durata: 59 minuti) e, in seconda battuta, sono stati caricati integralmente all'interno di una specifica playlist sul canale YouTube di Florence TV.
Come detto in fase di lancio dell'iniziativa, oltre che sul sito www.florence.tv e YouTube, il video corale viene diffuso su tutti i canali collegati alla testata e alla Città metropolitana di Firenze: facebook, Twitter, Instagram, Telegram e TikTok.

IL MESSAGGIO DI SANDRO VERONESI. Ricucire lo strappo tra Dante e Firenze, questo il cuore del messaggio video dello scrittore Sandro Veronesi che oggi l’Opera di Santa Croce pubblica sui suoi canali social (Facebook e Twitter) in occasione del primo Dantedì. E il richiamo di Veronesi alla morte del Poeta, lontano dalla sua patria, per la “febbre assassina della malaria”, ci riporta alla cronaca dolorosa di queste ore.

“In questo giorno penso a Dante, penso alla morte di Dante avvenuta per contagio di malaria nelle Valli di Comacchio nel settembre 1321, lontano dalla sua patria. Questo contagio e questa malaria, febbre assassina per eccellenza, che aveva portato via ventuno anni prima Guido Cavalcanti”, dichiara Veronesi, candidato allo Strega con Il Colibrì, presentato nell’ottobre scorso proprio nel cenacolo di Santa Croce.

Ed ecco l’appello. “Penso a quanto di dovrebbe e si può fare ancora per colmare il vuoto che c’è nel sepolcro a lui dedicato in Santa Croce a Firenze - afferma Veronesi - Penso a tutti quelli che si stanno industriando e si stanno impegnando per colmare questo vuoto e ricucire definitivamente lo strappo tra Dante e la città di Firenze. Perché essendo ovviamente il padre di tutta la lingua e di tutta la cultura italiana è il primo padre di Firenze e lì dovrebbe stare”.

Ieri L’Opera di Santa Croce e L’Opera di Santa Maria del Fiore hanno annunciato di essere al lavoro insieme per preparare le iniziative legate al 700esimo anniversario della morte di Dante e intanto - in occasione del primo Dantedì - hanno lanciato un invito alla speranza.

L’obiettivo delle due Opere è anche quello di promuovere una pacificazione definitiva tra Dante e Firenze. “La Basilica di Santa Croce come spazio della memoria della cultura italiana si propone di svolgere il ruolo di luogo della riconciliazione tra il Poeta e Firenze – sottolinea Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce - L’imponente tomba vuota e la statua di Dante sul sagrato sono i simboli di una volontà di riappacificazione incompiuta che adesso, con il primo Dantedì del 25 marzo 2020 e soprattutto in occasione del 700esimo anniversario della morte di Dante del 2021, può trovare un nuovo corso”.

“La lezione di Dante e quella pacificazione dell’Italia, che nasce dalla condivisione della lingua e della cultura, saranno strumenti fondamentali per uscire dalla situazione gravissima di oggi”, affermano i componenti del Comitato per le celebrazioni dantesche costituito da qualche mese e di cui fanno parte, tra gli altri, Sergio Givone e Antonio Natali per l’Opera di Santa Maria del Fiore e don Alessandro Andreini, Giulio Conticelli e Marco Pallanti per l’Opera di Santa Croce.


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