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Violenza sessuale: il Comune si costituirà parte civile nel processo

Donella Verdi (Frs-SI): “Sulla denuncia di stupro irresponsabili le dichiarazioni del Sindaco”. Silvia Noferi (Capogruppo M5S): “Per contrastare la crescente violenza sulla donne servono provvedimenti concreti e urgenti”

Il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha dato mandato agli uffici legali del Comune di preparare la costituzione di parte civile in caso di rinvio a giudizio sulla vicenda che vede indagati due carabinieri per la violenza sessuale nei confronti di due studentesse.

“È avvenuto un fatto gravissimo a Firenze. Due ragazze denunciano di aver subito uno stupro da parte di due carabinieri in servizio e la prima cosa che ha da dire il Sindaco, a una specifica domanda sull’argomento è: È importante che gli studenti imparino, anche con l’aiuto delle università e delle nostre istituzioni, che Firenze non è la città dello sballo.... Poi viste le reazioni alle sue parole su media e social network ha corretto il tiro dichiarando: ...Lo stato di ebbrezza delle ragazze non diminuisce la gravità del reato, anzi lo aggrava. Ne prendiamo atto – prosegue la consigliera di Firenze riparte a sinistra Donella Verdi – ma Sindaco le sue dichiarazioni successive non diminuiscono la pesantezza di ciò che ha detto prima. Non una parola di solidarietà e vicinanza a chi, ha comunque subito un abuso da parte delle forze dell'ordine in servizio.
Adesso per le ragazze, qualsiasi sia l’esito delle indagini, si apre un percorso assai difficile che necessiterebbe del sostegno di tutte e di tutti, anche del Sindaco. Lei con le sue parole ha puntato l'accento sui comportamenti trasgressivi, sullo stile di vita delle studentesse e degli studenti americani quasi a preoccuparsi di più per il decoro urbano che per l’accaduto finendo, implicitamente, per esporre al pubblico giudizio la moralità delle ragazze.
Sindaco – prosegue la consigliera Donella Verdi – le sue parole sono state irresponsabili perché lei è il Sindaco della città e non può lasciarsi andare a dichiarazioni che fanno il gioco dei vari Salvini di turno che pensano e affermano che se la sono andata a cercare. Le sue parole sono gravissime e adesso le donne, e tutta la città, si aspettano come minimo le scuse da parte sua e, se verrà confermata la violenza, che il Comune si costituisca parte civile”.

Questo l'intervento della capogruppo del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi in Consiglio comunale: Durante questo ultimo anno le notizie di stupri e violenze sulle donne, si sono intensificate e non passa giorno che non ci sia un nuovo caso, a volte anche più di uno. I numeri sono impressionanti e non accennano a diminuire, anzi, crimini sempre più efferati e inverosimili sono all’ordine del giorno. Abbiamo potuto constatare che questi reati non portano a nessuna riflessione seria sulle cause della violenza sulle donne e soprattutto su cosa sarebbe necessario fare per eliminarla. Al contrario si assiste ad una girandola vomitevole di considerazioni accessorie che servono soltanto a sfogare il latente razzismo, misto ad un più o meno evidente maschilismo, a cui fa da bilanciere l’antirazzismo di altri, che, con toni e frasi ugualmente prive di ogni umana pietà, dimenticano il vero e unico soggetto della tragedia: le donne vittime di violenza. Sembra di assistere ai commenti di una partita di calcio; segna il colore delle pelle e la nazionalità, le vittime quasi non esistono e non gli viene portato il minimo rispetto, nemmeno dai commentatori. Dobbiamo cercare di iniziare una riflessione seria e oggettiva del problema, lasciando da parte la rabbia e la superficialità, oltre che le divisioni di partito, perché questo è un problema trasversale che ci riguarda tutti, come politici, come cittadini, come genitori, come figli, come donne ma anche come uomini. È incredibile dover ammettere che oggi, nel 2017, in Italia si muore di femminicidio e si è vittima di stupri, per opera del partner ma anche di sconosciuti riuniti in branchi e, dispiace perfino dirlo, di alcune mele marce presenti nelle forze dell’ordine. Se il fenomeno si sta allargando, come è evidente, vuol dire che non si è fatto abbastanza e non ci si può cullare nell’idea che tutto quello che è stato messo in campo sia sufficiente e che abbia cominciato ad invertire la tendenza. È amaro e triste ammetterlo, ma se questa è la situazione reale che ci viene schiaffata in faccia ogni giorno dai vari telegiornali, noi, come politici, abbiamo fallito. Abbiamo fallito nel credere che non si potesse fare di più, che tutto il possibile fosse già stato fatto, che il cambiamento culturale sarebbe stato attivato dal coniugare al femminile un regolamento comunale. Utopie! Utopie pericolose che per la loro inefficacia espongono le donne al pericolo sempre maggiore di diventare vittime di violenza. Come Movimento 5 Stelle abbiamo presentato delle proposte concrete fra cui una risoluzione che chiedeva al governo l’istituzione di un ministero specifico per le Pari Opportunità, un ministero che prendesse in carico tutti gli aspetti legati a questo fenomeno per combatterlo più efficacemente. La risoluzione è stata bocciata da quest’aula il 27 luglio scorso, senza che ci fosse la minima volontà di arrivare ad un atto condiviso. Ho riascoltato ieri le motivazioni della bocciatura pronunciate da alcune consigliere ed è stato ancora più doloroso alla luce delle ultime gravissime vicende di cronaca. Questo è un problema che noi del M5S non smetteremo mai di combattere, con proposte e iniziative, ma noi tutti, compresi i colleghi consiglieri, non possiamo dimenticare che questa battaglia è trasversale, ci riguarda tutti e ogni voto dato con noncuranza, potrebbe un giorno diventare un problema di coscienza".

"Oramai la triste vicenda della presunta violenza carnale che avrebbe visto protagonisti, due Carabinieri, a Firenze è conosciuta dalla maggioranza degli Italiani, tant’è la risonanza che ha avuto sulla stampa. Il Libero Sindacato di Polizia – ha dichiarato il Presidente Nazionale Antonio de Lieto - sottolinea che linearità e la serietà dell’Arma dei Carabinieri che, per il momento, ha sospeso dal servizio, i due presunti violentatori ed in relazione agli ulteriori sviluppi della vicenda, non sono esclusi altri provvedimenti. La responsabilità è dei singoli ed il loro comportamento, deve essere adeguato alla divisa che portano ed a tutto quello che essa rappresenta. L’Arma dei Carabinieri è un riferimento sicuro per tutti gli Italiani e merita l’enorme affetto che tutto il Paese nutre per l’Arma che, in pace ed in guerra, ha fatto il suo dovere ed è stato punto di riferimento certo, per il Popolo Italiano. Nulla e nessuno – ha concluso il leader del LI.SI.PO. - può scalfire, l’immagine e la stima, di cui gode l’Arma dei Carabinieri".


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