Voucher così utili da abolire, ecco i Buoni Lavoro

L'ingresso dei Voucher sul mercato italiano si deve alla Legge Biagi e principalmente alla necessità di retribuire in maniera regolare, con contributi previdenziali Inps ed assicurazione Inail, un certo tipo di prestazioni occasionali che non rientrano più nei normali canoni delle procedure contrattuali. 
Dove nella sostanza delle verifiche e controlli, necessari oramai in ogni settore per scongiurare che tra le pieghe del diritto possa insinuarsi l'abuso, non si è arrivati ad intervenire in modo incisivo, si è intervenuti sulla forma.
La prassi ne ha fatta poi non una forma contrattuale nuova e dinamica, quanto un mini condono che solleva dai rischi di evasione fiscale con relativa sanzione. 

Dal 2008 ad oggi i rapporti di lavoro tra committenti e dipendenti sono molto cambiati: sono nati nuovi lavori e si parla spesso di "flessibilità" ad intendere un servizio che si è ristretto sia nel tempo che nel trattamento economico. Termini come "fidelizzazione", o "reperibilità" sono scomparsi.

I Voucher sono entrati a pieno titolo anche negli enti locali: nei piccoli comuni, ad esempio, impossibilitati ad assumere personale a causa dei tetti statali e dei budget ridotti, rappresentano l'occasione di poter effettuare lavori di pubblica utilità nel momento in cui si verificano emergenze oppure in casi particolari, offrendo opportunità a studenti, pensionati e disoccupati.

Assieme agli interlocutori del mercato del lavoro toscano e fiorentino in particolare abbiamo voluto spiegare cosa sono i Voucher, a chi sono destinati e per quale scopo.

Ne sono emerse posizioni molto distanti: per i consulenti del lavoro sono uno strumento necessario alla piccola e media impresa, per i committenti del settore agricolo, una delle realtà che maggiormente ne fa uso, sono addirittura determinanti e potrebbero essere semplificati ulteriormente, mentre i sindacati ne vorrebbero l'abolizione immediata, respingendo anche i correttivi che ne stringono le modalità di impiego, poiché attribuiscono loro il calo dei contratti a tempo determinato o part time.

L'aspetto che impressiona in questa diatriba è che davanti alla rivendicazione sindacale di un diritto al lavoro costituzionalmente riconosciuto, ovvero quello che offre il sostentamento al singolo individuo ed alla sua famiglia, la consapevolezza da parte dei committenti è che, a prescindere dalla forma e dalle regole del Voucher, la sua mancanza non produrrebbe nessun altro tipo di rapporto semplicemente per l'assenza di quel potere economico necessario a sottoscrivere un contratto a breve termine, a progetto o a chiamata.
Semplicemente il lavoro non verrebbe assegnato e dunque svolto oppure si tratterebbe di un rapporto "selvaggio" fuori dalle regole poiché improntato esclusivamente sui criteri del "bisogno" da entrambe le parti.

Riflessione. Se al termine del periodo di rodaggio, il Ministro del Lavoro, Poletti, oltre ad intervenire sulla forma, apportando il criterio della tracciabilità, sottolinea oggi la necessità di effettuare maggiori controlli, è stato ottenuto l'effetto sperato?

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