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10 febbraio: il Giorno del Ricordo visto da destra

In occasione delle manifestazioni organizzate in Toscana

Un giorno speciale, un Giorno dedicato al Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata del confine orientale. 

"Il ricordo delle Foibe è una delle tragedie più grandi del popolo italiano e dell'umanità intera. La pulizia etnica fatta dalle bande criminali di quel delinquente del Maresciallo Tito sono un infamia della storia acuita dal fatto che ancora oggi Tito è titolare di un cavalierato della Repubblica . Un omaggio inspiegabile e scioccante ad un uomo che ha infoibato donne, bambini e molti altri civili". Dichiara il segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni. "Un genocidio che cercò di estirpare con la violenza secoli di tradizione, che sin dalla Serenissima Repubblica veneta hanno fatto dell'altipiano carsico e delle terre circostanti un simbolo della bellezza della cultura italiana. Il comportamento scemo di grossa parte della classe dirigente del Partito Comunista Italiano del tempo per molti anni proibì è un vero e proprio approfondimento sulle vicende che portarono a questo tragico evento. Ricordare come che fa meravigliosamente e con grande sensibilità il popolo ebraico, cercando di tenere viva la memoria di coloro che persero la vita nei campi di concentramento, è l'esempio a cui dobbiamo ispirarci noi italiani perché non cali mai il sipario della dimenticanza della storia su quei giorni".

"Il tempo è galantuomo -interviene Jacopo Cellai- La verità, seppur lentamente, viene a galla. Sempre di più. La tragedia delle foibe e il dramma dell'esodo degli italiani costretti ad abbandonare le proprie terre dell'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia per sfuggire alla violenza dei comunisti jugoslavi di Tito attuata con la connivenza di frange dei comunisti italiani stanno diventando patrimonio comune finalmente, grazie anche alla legge che ha istituito il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo. Nonostante i tentativi di alcuni di mantenere il silenzio e peggio negare o giustificare i fatti accaduti. La proiezione del film Red Land in prima serata sulla televisione pubblica lo scorso venerdì è un segno dei nuovi tempi. E un grande successo non solo di pubblico ma di informazione. Giorni fa ho partecipato (purtroppo solo per poco tempo ) all'iniziativa di informazione organizzata dal Comune alle Oblate per gli studenti. Ho riscontrato con rammarico la partecipazione di sole tre scuole, seppure la sala fosse piena. C'è ancora molto da lavorare sulla partecipazione al 10 febbraio ed è giusto insistere sui viaggi per gli studenti sui luoghi dei massacri come sulla formazione dei docenti che li accompagnano. A Firenze dobbiamo riqualificare a dovere largo Martiri delle Foibe, pensando ad una scultura in memoria delle vittime anche per rispondere a chi, come gli occupanti del Cpa di via Villamagna, ha pensato di esporre la bandiera jugoslava per onorare chi ha ammazzato i nostri connazionali. Disonorando Firenze. E auspichiamo l'intitolazione di una strada a Don Luigi Stefani, dando seguito alla nostra proposta già votata anni fa dal Consiglio Comunale, figura straordinaria e riferimento per i tanti esuli che costretti a lasciare le proprie case sono diventati fiorentini di adozione, molti passando da S.Orsola.Anche a loro non deve mai mancare il nostro profondo pensiero in questo 10 febbraio".

“Il 10 febbraio è un giorno importante, solo da quindici anni dedicato alla memoria delle vittime delle foibe -afferma il Sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto nell’ambito delle celebrazioni organizzate dal Comune- Non sempre è stato così, purtroppo. Proprio ieri il Presidente della Repubblica ha ricordato che per anni è calata una cortina di silenzio ingiustificabile che ha coperto lo scempio delle foibe. Oggi siamo qui per colmare questa grave lacuna. Sempre prendendo in prestito le parole di Mattarella è utile ricordare che solo dopo la caduta del muro di Berlino, il più vistoso, ma purtroppo non l'unico simbolo della divisione europea, una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all'identità della nazione. E proprio qui a Pisa lo celebriamo con maggiore forza, visto che queste terre molti anni fa hanno accolto una comunità di istriani, giuliani e dalmati che hanno ripreso qui il cammino della loro vita interrotto brutalmente dalle violenze perpetrate nel confine orientale anche dopo la fine della seconda guerra mondiale. Abbiamo aperto il programma delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo con la proiezione del film Red Land in un affollato Cinema Odeon. Abbiamo fortemente voluto che questo evento si svolgesse anche nella nostra città a testimonianza di quanto Pisa sia sensibile a questi temi, una città che fa della memoria un caposaldo di civiltà e rispetto dinnanzi a tragedie e drammi che hanno colpito il nostro Paese nell’arco del secolo scorso. Celebrare il Giorno del Ricordo non è soltanto un passaggio formale con cui ottemperare alla Legge dello Stato 92 del 2004, è un modo per onorare quegli italiani vittime delle foibe o condannati all’esodo che per molti anni non hanno avuto neanche un riconoscimento ufficiale delle loro sofferenze dallo Stato. Celebrare bene questa ricorrenza significa rendere omaggio alla verità, analizzare e studiare le vicende storiche, culturali e politiche a esse legate, con profondità, sincerità e onestà intellettuale. Questo è l’obiettivo che ci prefiggiamo come istituzione pubblica per questo e per gli anni a venire”.

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