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Agroalimentare — rubrica a cura di Nicola Novelli

A lezione di api e biodiversità: nei giardini di Bagno a Ripoli arrivano gli alveari

Il progetto di apicoltura urbana promosso dal Comune in collaborazione con l’Associazione regionale dei produttori apistici (Arpat). All’Oratorio di Santa Caterina saranno collocate dieci “case” per le api dedicate alla didattica ai più piccoli. Al parco urbano di Grassina uno speciale alveare “trasparente” per osservare da vicino l’attività di questi insetti così laboriosi fondamentali per il nostro ecosistema. Ieri i primi sopralluoghi

I giardini di Bagno a Ripoli nuova casa per le api e i loro alveari. È il progetto di apicoltura urbana ideato dal Comune ripolese per promuovere tra la popolazione la conoscenza di queste piccole creature fondamentali per l’ecosistema e la sua tutela. Il progetto, che sarà realizzato in collaborazione con l’Associazione regionale dei produttori apistici, associazione senza scopo di lucro che riunisce 600 soci e rappresenta oltre 26 mila alveari in tutta la Toscana, prevede due diverse iniziative, che troveranno concretezza in estate. Ieri i primi sopralluoghi per la loro realizzazione. 

Dieci nuovi alveari saranno collocati in prossimità dell’Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Ponte a Ema, nello spazio verde adiacente al nuovo parcheggio. Qui l’Arpat accompagnerà i nuovi potenziali apicoltori a visitare le api, insegnando loro le azioni principali per mantenerle in salute, con una particolare attenzione alla didattica per i bambini delle scuole del territorio. Al parco urbano di Grassina, in prossimità della pista ciclabile, in una posizione compatibile con l’attività del giardino e in assoluta sicurezza, sarà invece installato uno speciale gazebo espositivo trasparente e privo di copertura che consentirà a tutti di osservare da vicino l’attività di questi insetti instancabili e laboriosi e le operazioni dell’apicoltore. Gli alveari saranno dotati di sensori che consentiranno di monitorare costantemente l’attività delle api, quanto miele produrranno, e attraverso la composizione di quest’ultimo, come si evolve la situazione ambientale e la biodiversità nell’area circostante gli alveari.
“Sappiamo tutti che le api – dice Duccio Pradella, presidente di Arpat - producono miele, polline, pappa reale e propoli ma sappiamo anche che l’importanza delle api è soprattutto dovuta al loro instancabile lavoro di impollinazione. Ogni ape può visitare ogni giorno fino a 700 fiori, trasportando il polline da un fiore all’altro, con un passaggio fondamentale per l’agricoltura, l’ambiente e la biodiversità. Ben vengano quindi progetti come quello promosso dal Comune in collaborazione con la nostra associazione”.

“Durante l’estate –spiegano il sindaco Francesco Casini e l’assessore all’ambiente Enrico Minelli– i nostri spazi verdi daranno il benvenuto ai nuovi alveari. Si tratta di un progetto a cui teniamo molto, lo abbiamo voluto fortemente per educare i cittadini ma soprattutto i bambini e i ragazzi sull’importanza delle api, una delle chiavi della vita sul nostro pianeta. Lo facciamo in sicurezza e con un approccio sperimentale alla didattica fatta all’aria aperta e a contatto alla natura”.

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