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Videosorveglianza, Bundu e Palagi (SPC): "Non ci saranno mai abbastanza telecamere"

Albanese (Pd): “Strumento per far sentire cittadini più tranquilli e sicuri”. Cellai (Forza Italia), Bussolin (Lega) e Draghi (Fratelli d'Italia): "All'Isolotto esiste un problema di sicurezza ma Nardella si gira dall'altra parte"

"Giusto il tempo per Nardella di sparare l'ennesima cifra sulle telecamere in città, che la cronaca ci ha regalato un atto di vandalismo ai danni di due dispositivi, in zona San Jacopino, oscurati con dello spray -affermano Bundu e Palagi (SPC)- Ci vuole poco a neutralizzare un 'occhio elettronico', che è ritenuto centrale da questa Amministrazione, pronta a farsi fotografare su una scala con un caschetto e un giubbotto catarifrangente, nel lungo percorso verso il primo posto di città più video-sorvegliata d'Italia, ma senza avere alcuna idea in testa, sotto il caschetto, di che cosa sia una "politica integrata di sicurezza", concreta, democratica, ma con pochi spot. Con una telecamera i crimini non calano, al massimo chi è al volante di un'auto rispetta di più una corsia preferenziale, ma praticamente mai un furto non viene commesso per il timore di essere ripresi. Al tempo stesso il numero di casi risolti grazie a una registrazione è risibile. L'unico scopo di queste centinaia e centinaia di occhi nel tessuto urbano è lavorare sulla percezione della cittadinanza, la cui paranoia viene ossessivamente alimentata in sostituzione di interventi sociali che infatti risultano del tutto inadeguati. Paranoia che proseguirà nonostante le telecamere, ovviamente, perché le telecamere non risolvono le cause e servono poche volte come fonte di prova, se non per gli incidenti stradali. La subalternità di chi governa questa città al mercato delle nuove tecnologie è imbarazzante. Sono stati già annunciati dei gruppi WhatsApp con cui la 'cittadinanza attiva' regala dati a Facebook, mentre all'orizzonte si staglia la promessa di una fantomatica control room, a cui guardiamo con preoccupazione anche per il tema della gestione dei dati. E tutto senza alcuna adeguata preparazione scientifica e culturale in materia... Invitiamo quindi l'Amministrazione di Firenze a dare un occhio a Londra. Lì sono andati ben oltre la fase degli annunci con il caschetto e hanno iniziato a sperimentare anche il riconoscimento facciale. Semmai si volesse fare anche qui, visto che il sindaco lo aveva già annunciato due anni fa, facendo comprare ai suoi tecnici un software in grado di farlo. Peccato che tale operazione avrebbe bisogno di una specifica autorizzazione da parte del Garante della Privacy, nel caso il Sindaco non lo ricordi. E l'utilizzo di tale sistema di acquisizione di dati biometrici ai fini di pubblica sicurezza lo può fare il Questore magari, ma non un sindaco, casomai non ricordasse nemmeno questo... Ma il fallimento di queste operazioni è ormai sempre più facile da riscontrare, ormai basta dare un occhio a qualche libro o agli articoli di stampa, in cui si riportano studi specialistici ormai consolidati negli anni. Siamo di fronte a una tigre di carta, pericolosa sia per la privacy della cittadinanza, che per il clima che alimenta in città, risolvendo poco o nulla dei problemi presi a pretesto. Confidiamo che durante questa consiliatura ci sia modo di confrontarsi con la Giunta e convincere la maggioranza del grosso errore che stanno facendo. Ma le politiche sulla sicurezza adottate e gli esperti prescelti fino ad oggi ci lasciano poche speranze...".

“Sul fronte della sicurezza l’amministrazione lavora in molti modi e con diversi strumenti. La videosorveglianza è uno di questi: una rete capillare che a Firenze è in costante ampliamento, può essere utilizzata sia dalla Polizia Municipale che dalle forze dell’Ordine, consentendo interventi più rapidi e tempestivi quando ve ne sia la necessità. Dunque è un contributo effettivo alla sicurezza dei cittadini che, di conseguenza, si sentono giustamente più tranquilli, altro che la paranoia di cui parlano Bundu e Palagi. Atti di vandalismo ai danni di una telecamera non vanificano certo l’importanza di questa tecnologia, di cui i consiglieri sbandierano una ‘inutilità’ tutta da dimostrare. Inoltre, nella testa di chi governa questa città non c’è alcuna ‘confusione’ sul tema, piuttosto un progetto chiaro e articolato, di cui la videosorveglianza fa parte, così come l’illuminazione pubblica, il piano casa protetta, ma anche interventi per la riqualificazione urbana, per il presidio sociale, commerciale e culturale, perché una città viva e vissuta è anche una città sicura. La mancanza di sicurezza colpisce maggiormente le persone più fragili e un’amministrazione come la nostra, che non lascia indietro nessuno, non può prescindere da azioni concrete a 360 gradi, ossia da un piano integrato e completo che sosteniamo con convinzione” così Benedetta Albanese, vicecapogruppo Pd in consiglio comunale, rispondendo ai consiglieri Bundu e Palagi (SPC) in merito alle telecamere di videosorveglianza in città.

"Forse la Consigliera Albanese, di professione avvocatessa, non è completamente e correttamente informata sulla materia -riinterviene il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi- E di questo ci dispiace, essendo Consigliera di maggioranza. Diciamo che sul fronte della sicurezza, l’Amministrazione attualmente in carica racconta di lavorare in molti modi e con diversi strumenti. E la videosorveglianza è uno di questi. Con una rete non certo capillare ma in costante ampliamento, con grande soddisfazione dei fornitori. In parte, che può essere utilizzata sia dalla Polizia Municipale che dalle forze dell’Ordine, con alcune leggerezze rispetto al Codice della Privacy che sono state oggetto di richiamo da parte del Garante. Se poi i cittadini si sentano più tutelati quando chiedono la telecamera sotto casa propria e l'assessore di turno ce la fa mettere per dar loro soddisfazione, ebbene questo allora è un problema non da poco, perché così i cittadini vengono solo illusi, in quanto il problema, al massimo, si sposta. Tutti i reati in generale sono degni di essere presi in considerazione dalle forze dell'ordine, come pure tutte le richieste legittime dei cittadini, magari prima di dar loro l'illusione di risolvere il problema con la solita telecamera.Magari risistemando un giardino, con lampioni, giochi, aree-cani riservate, così che ci tornino anzitutto i nonni coi nipoti... Invece si preferisce mettere una telecamera, a sorvegliare la desolazione, il degrado, cos'altro mai, là dove una volta c'era il welfare e c'era una comunità... Già dagli anni novanta del secolo scorso, studi scientifici inglesi avevano dimostrato quanto poco avevano fatto contro la criminalità le telecamere che negli ottanta avevano riempito Londra... Saremo pertanto lieti di metterle a disposizione i testi di riferimenti e i nostri consulenti. Sulla chiarezza pertanto del disegno e sulla sua articolazione così minuziosa e capillare, sulla sua precisa integrazione metodologica e realizzativa, i nostri dubbi rimangono, tutti. E poi i cittadini si facciano una semplice domanda. A prescindere dalle telecamere dedicate a fare le multe (della cui cui efficacia e legittimità non dubitano, avendo magari ricevuto verbali al codice della strada), ma della straordinaria capacità deterrente delle altre telecamere hanno mai avuto prova? A chi abita in centro, i soliti ignoti avventori notturni hanno mai smesso di orinare sul portone? gli stessi ignoti hanno mai smesso di rigare loro la macchina posteggiata in strada? gli stessi ignoti hanno mai smesso di distruggere i giochi dei bambini nei giardini pubblici? gli stessi ignoti hanno mai smesso di fare i parcheggiatori abusivi sotto casa?... Noi non giustifichiamo il vandalismo dei soliti ignoti, così come abbiamo una concezione molto diversa della sicurezza pubblica, sia chiaro anche alla Consigliera, ma vorremmo soltanto che si aprissero gli occhi su quanto poco fanno le telecamere, perché questi ignoti ad oggi rimangono pressoché sempre ignoti...". 

"Una ventina di persone, rom a detta di testimoni sul luogo, che si pigliano a colpi di mazza nel parco di villa Vogel alle undici di sera, incuranti della presenza di famiglie con bambini, ma a quanto pare per il sindaco Nardella va tutto benissimo -intervengono il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai insieme ai colleghi di Lega Federico Bussolin e di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi e i consiglieri al Q4 Davide Bisconti, Giovanna di Dio e Leonardo Masi- a distanza di quasi 24 ore dall'accaduto non abbiamo sentito una parola. Noi lo ribadiamo per l'ennesima volta: all'Isolotto esiste un problema di sicurezza che, a quanto pare, coinvolge la presenza di rom. A questo proposito vogliamo sapere, visto che 14 dei 18 mesi annunciati dal sindaco all'indomani della morte di Duccio Dini sono trascorsi, se davvero entro dicembre sgombererà il campo del Poderaccio, o se anche questa si rivelerà una delle sue tante promesse a vuoto".


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